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lunedì 25 febbraio 2019

Una provvida stroncatura

Tra le tante, troppe cose che non ho letto, ce n'è una di cui non ero affatto orgoglioso, anzi: me ne vergognavo un po', dato l'ampio consenso  della critica, del pubblico, dei media in generale, che, in modo pressoché unanime, ne lodano l'opera e inseguono le vicissitudini quasi eremitiche e oracolari dell'autore, considerato dalla vulgata un genio e i suoi romanzi un must imprescindibile.

Devo ammetterlo: stavo per cedere, quando, improvvisa come una lavata di viso benefica che schiarisce le idee, è arrivata una provvida stroncatura, che mi ha confortato e offerto - per quel che mi riguarda - una valida conferma a un mio pregiudizio, o presentimento, quello di essere in presenza di un guitto.

- Come sarebbe a dire? Non hai letto niente di Houellebecq?
- A parte qualche paragrafo o giro di frase, no.
- E ti basta una recensione a convincerti che è preferibile non leggerlo?
- Sì. Mi basta poco. Mi avvalgo della facoltà insindacabile di evitare di conoscere nel dettaglio tutto ciò che si presenta alla mia attenzione con un ronzio.
- Suvvia, non fare lo schifiltoso. Al limite, leggerlo potrebbe risultare un ottimo fertilizzante.
- Sei più acuto di Nicola Lagioia.
- [con tono faulkerneriano] Al Salone! Al Salone!