Visualizzazione post con etichetta Vittore Carpaccio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vittore Carpaccio. Mostra tutti i post

lunedì 6 marzo 2017

Facciamo un po' di letteratura

Vittore Carpaccio, Ritratto di dama [con un libro in mano]

«Non gli era mai venuto in mente fino allora di pensare alla letteratura come al miglior giocattolo che si fosse inventato per burlarsi della gente». G.G. Márquez, Cent'anni di solitudine.

La letteratura è un'arma di difesa. Per averla, occorre un porto d'armi. Si potrebbe usarla anche senza, ma, in tal caso, inevitabilmente, è facile sparare parole a cazzo di cane, orinandole ai vari angoli del mondo per marcare inutilmente il territorio di intenzioni.

Chi rilascia il porto d'armi? La necessità dell'epoca. Dato che la letteratura non ha sofferto, come altre opere d'arte, il problema della sua riproducibilità tecnica, se non nella produzione inflazionistica di letteratura che non lo sarà mai (perché, naturalmente, a decidere che cosa è letteratura e cosa no, lo stabilisce il tempo), l'autorità che concede il permesso di possedere l'arma è quella che si richiama alla scuola borgesiana di Pierre Menard, autore del Quijote.

Dunque, mi sono presentato all'esame, e ho scritto:

«Non mi era mai venuto in mente fino a oggi di pensare alla letteratura come al miglior giocattolo che si fosse inventato per burlarmi della gente».

Sono stato bocciato. 
Continuerò comunque a scrivere: a cazzo di cane.