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Dobbiamo creare le condizioni per una presenza attiva degli imprenditori italiani ed europei in Iran, perché parte del mercato iraniano si offre agli investitori europei per accedere insieme al grande mercato che ci circonda».
Il Sole 24 Ore
Anche il capo di stato di una repubblica islamica ha bisogno di vendere e comprare, di partecipare al meccanismo che tiene in piedi la baracca. Insomma, anche per coloro i quali hanno come faro la sharia importante è essere dentro e non fuori «al grande mercato che ci circonda», sennò sono fame e stenti, lo stato - anche quello di matrice teocratica - va a puttane, le leggi non le considera più nessuno, anomia pura, via libera al saccheggio e alla banda armata.
Oramai sono rimasti fuori in pochi dal grande mercato. Forse soltanto la Corea del Nord non esce a far la spesa e non fa entrare merci altrui a casa propria. Forse.
Lo scambio è pressoché globale. Quasi tutte le attività umane, anche quelle apparentemente collaterali che sembrano non essere coinvolte, sono finalizzate alla vendita e alla compera. La bilancia commerciale è l'unico idolo che riesce a convogliare su di sé adorazione unanime.
Ma bando alla fisime: che cosa gli s'ha a vendere agli iraniani? La mia quota di genio imprenditoriale italico ha pensato
queste.