Mattina. Appena uscito dal macellaio (fetta di groppa alta per farci una tagliata), m'incammino sotto i portici del natio borgo urbano quando, da dietro una colonna, spunta un venditore ambulante, di colore, barba lunga, bianca (un po' alla Morgan Freeman, anche se certamente meno curata: segno, forse, ch'egli non è dell'ultima ondata migratoria), vestito di jeans compreso il giubbotto (con ’sto caldo), che mi si para davanti con espressione frammista di tristezza e disperazione:
- Buongiorno.
- [... buongiorno...]
- Compra tu me qualcosa, per favore.
- [... e cosa compro? Non mi serve niente...]
- Per favore, compra. Anch'io sono un uomo, come te.
- [... sono un uomo?..]
- Gente mi guarda come non fossi uomo, io.
- [... non sei un uomo?..]
- Prendi qualcosa: accendini? Calzini?
- [... fantasmini...]
- Guarda questi, come sono belli, con stelle.
- [... «He told me»...]
- Cinque euro, sì, cinque euro.
- [... il resto della groppa...]
- Grazie, amico, grazie.
- [...al...]