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mercoledì 23 dicembre 2020

Cash Bacco

Stasera, prima del coprifava, sono entrato in una enoteca e ho fatto cash Bacco: ora voglio vedere se davvero mi ammortizzano la goduria.

In precedenza, ho fatto un po' di spesa generale, durante la quale ho notato che, contrariamente alla politica, i "bolliti" erano presi di mira. Che bei capponi eviscerati! Che bei pezzi di manzo sanguinolenti! Tutti rigorosamente allevati, gli ultimi tre mesi prima della pena capitale, senza l'uso di antibiotici. Non so se sia vero, ma ho sentito parlare di alcune razze di suino evolute che, per ritardare la macellazione, sottraggono gli antibiotici ai porcelli più giovani. Si vocifera che ci sia un certo traffico illegale, alimentato sotto banco dalle grandi case farmaceutiche...

Infine, strano ma vero: ieri l'altro, solstizio d'inverno, poco prima della congiunzione tra Giove e Saturno (che non ho visto dal vivo, ché era nuvoloso), mentre prendevo pezzi di legna da ardere dalla legnaia, ho sentito una puntura dolorosa a una coscia. Sono corso in casa a togliermi i pantaloni della tuta e, pzifer!, una vespa (che forse ho inavvertitamente svegliato dal suo letargo dentro la legnaia) m'era entrata dentro non so come, ed è uscita dirigendosi verso la finestra. L'ho catturata e bruciata senza chiederle se, negli ultimi tre mesi, aveva fatto uso di antibiotici o meno.

mercoledì 21 dicembre 2016

A targhe alterne

A giorni alterni lascio traccia di me stesso sugli specchi delle vetrine natalizie per mera suggestione di colorito facciale, essendo il grigio del cielo poco adatto a conferire all'umore quella stabilità che occorre per mantenere corretti rapporti umani, all'insegna della pacatezza, della riflessione, della disposizione a non mandare affanculo il prossimo qualora sembrasse necessario essere mandato, bensì mi limito ad alzare le spalle, arcuare le sopracciglia e disporre il volto arlecchinato dalle lampadine a led a guisa di chi ha capito con chi ha a che fare e che quindi non importa buttare fuori imprecazioni invano, culi e cazzi a sproposito, lasciarli al loro posto, nelle sedi deputate, congressi di partito in special modo. 
Ingoio, ma relativamente. Piuttosto volgo le labbra al riso, e faccio fuoriuscire dai denti un sibilo leggero, soave, uno sbuffo: e la rabbia vanisce, o meglio: non ha luogo, ché arrabbiarsi sottende un umore maldisposto in partenza e io sono partito benissimo, fatto barba, unto come un melograno di argano, e via, fresco e profumato di lavanda. Maniere semplici per resistere.