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venerdì 22 dicembre 2017

Considerazioni di un disamorato

«Noi abbiamo il dovere, oggi, abbiamo il dovere di fare tutto, tutto per evitare una cosa: cioè un'ulteriore crescita dell'astensionismo; un'ulteriore crescita del disamore dell'elettorato progressista. Per questo sono convinta che la formazione Liberi e Uguali, nel mio caso: Libere e Uguali... [applausi] Ed è bello questo nome, mi piace, perché si può declinare: ci sono i liberi e uguali e ci sono le libere e uguali, ecco, io penso che questa formazione abbia la potenzialità di riuscire in questo obiettivo. E allora che vi dico? Che io concludo a sinistra una legislatura che per me a sinistra era iniziata; e continuerò a sinistra, continuerò nella formazione di Libere e Uguali con la mia agenda e le mie convinzioni. 
[Applausi. Laura Bodrini, sorridente, si mette una mano, la destra, sul petto]. 
Grazie. E guardate: io cercherò di dare un contributo alla lista, capeggiata dal presidente Pietro Grasso, attraverso un contributo che faccia di questa lista, in modo che questa lista possa essere... questo sono sicura che avverrà, grazie al contributo di tutti, una forza aperta, una forza inclusiva e una forza di governo. Aperta, inclusiva e di governo. Una forza che si cimenti anche con le grandi sfide della contemporaneità; una forza che guarda al futuro».

Ho sbobinato il discorso con il quale la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, annuncia la sua candidatura perché 

  1. si dimostra come a fine legislatura i politici si preoccupino molto che gli elettori ritornino a votarli, a esprimere, cioè, la farsa del potere sovrano che esercitano il giorno del voto. Quel giorno e poi basta, ché tanto gli altri (circa: 365 x 5) i politici ci pensano da sé a esercitare il potere.
  2. si parla di un concetto politico, la sinistra, senza dargli alcuna specificazione. Che cosa vuol dire, infatti, aver iniziato a sinistra? Inoltre, che cosa intende Boldrini con aver concluso a sinistra? Il lato di un parcheggio di piazza Monte Citorio? Ma soprattutto: che diamine mai ci sarà scritto nella sua agenda da farle dichiarare, con forza, che lei continuerà a sinistra, senza che ella si ponga il problema che se uno o una, come in una rotatoria, gira sempre a sinistra, non va da nessuna parte e gira a vuoto?
  3. si evidenza che se uno o una che smania di dare il proprio contributo, ma poi chiede, veloce veloce, il contributo di tutti, ciò significa pensare - e tenere - molto alla propria contribuzione. 
  4. si attesta che il vero obiettivo di una forza (politica) che si vuole aperta, inclusiva e di governo non può essere altro che quello di voler ripetere l'esperienza sinistra di cinque anni di legislatura che tutto è stata fuorché di sinistra. 
  5. ci si domanda: per cimentarsi con le grandi sfide della contemporaneità, serve una betoniera?

domenica 26 gennaio 2014

Non si è azzardata

L'avrò già postato, boh, non mi ricordo, pazienza se sì. È che tutte le volte che una donna - e che donna - va a fare un dibattito alla Casa del Popolo mi sovviene quanto segue:


Per la verità, la Presidente della Camera, Laura Boldrini, è andata alla Casa del Popolo di San Niccolò, a Firenze, per testimoniare contro il gioco d'azzardo, chiudendo, simbolicamente, la stanza delle slot-machine del centro ricreativo; inoltre, ha anche giocato a calciobalilla con un prete per compagno di squadra. Tuttavia, ella non ha aperto alcun dibattito culturale; ché abbia avuto paura che qualcuno le dicesse: «Leccamelo»?

venerdì 3 maggio 2013

Tra il cesso e la tomba

«Dal 28 aprile, dopo la sparatoria davanti a palazzo Chigi, hanno iniziato a circolare centinaia di messaggi che dicono "Dovevano sparare a te", "la prossima sei tu", "càcati sotto, a morte i politici come te". La magistratura è avvertita, le denunce sono partite. "Ma è come svuotare il mare con un bicchiere. Credo che ci dobbiamo tutti fermare un momento e domandarci due cose: se vogliamo dare battaglia - una battaglia culturale - alle aggressioni alle donne a sfondo sessuale. Se vogliamo cominciare a pensare alla rete come ad un luogo reale, dove persone reali spendono parole reali, esattamente come altrove. Cominciare a pensarci, discuterne quanto si deve, poi prendere delle decisioni misurate, sensate, efficaci. Senza avere paura dei tabù che sono tanti, a destra come a sinistra. La paura paralizza. La politica deve essere coraggiosa, deve agire".»

Ipotizzare che per fermare tutta la valanga di violenza verbale e iconica diffusa nella Rete occorra una Nuova Legge, è contribuire all'idea che lo Stato sia impotente: come, non esiste già nel nostro ordinamento democratico qualcosa che punisca gli autori di siffatti messaggi vergognosi, frutto di vigliaccheria, violenza e stupidaggine assolute? Messaggi che offendono, appunto, la persona che li riceve e la sua dignità?

Per agire concretamente, il Parlamento dovrebbe semplicemente stimolare il Governo a trovare i fondi per fornire alla Magistratura e alle Forze dell'Ordine i mezzi per un maggiore e più efficace contrasto delle cosiddette Campagne di Odio che si scatenano, in genere, contro le donne, gli immigrati, gli ebrei, gli omosessuali, gli stessi politici. Giacché nutro il fondato sospetto che una Nuova Legge andrebbe soltanto a limitare la libertà di espressione di coloro che non usano il web per scrivere tali cattiverie e scemenze, tali minacce e offese. 
In fondo, invitare un politico (o una donna, un ebreo, un immigrato, un omosessuale) ad «andare a cacare» non è affatto la stessa cosa che invitare qualcuno a sparargli (o spararle). Tra il cesso e la tomba la differenza è abissale. Se poi qualcuno augura tutte e due le cose ("càcati sotto, a morte i politici come te"), vale la seconda e partano denuncia e sanzione.