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giovedì 22 giugno 2023

Aviazione incivile 2

Ieri, ieri l'altro e anche stamani, all'alba, a cielo sereno: passano aerei e scaricano i loro fumi bianchi, dritti per qualche minuto, che a poco a poco si gonfiano, si sparpagliano ma non svaniscono, bensì si addensano e schermano il Sole che sale. Non ho prove, ma sono convinto che non siano scarichi "normali" dei motori a reazione che bruciano kerosene, no. È qualcos'altro, che diminuisce l'azzurro quantomeno e per il resto non so, ma ho l'impressione che non sia roba buona, non è certo roba giusta e i Nas, oltre che a controllare quello che si mangia e si beve, dovrebbero cominciare a controllare anche quello che si respira.

P.S.
Ieri pomeriggio, su una delle dorsali appenniniche (Pratomagno, zona Secchieta), vedete un po' anche voi il cielo che era.

martedì 13 giugno 2023

Aviazione incivile

Anche oggi sono arrivate le nuvole, hanno coperto il cielo ed è piovuto copiosamente, da mezzogiorno in poi. La temperatura è scesa sotto i diciotto gradi. Stagione delle muffe e delle palle ciondolanti che sognano di sudare, sciolte, sotto i bermuda e trenta gradi al sol.
Tra i miei ricordi vi sono stati maggi e giugni freschi e piovosi, ma così insistiti mi sembra di no. Vado a impressioni, cupe, come cupi sono i rumori degli aerei che passano, minuto dopo minuto, sopra le nostre teste. Non ci avevo mai fatto caso, forse perché la pressione atmosferica è bassa da settimane, ed è per questo (presumo) che si odono facilmente. Passano in continuazione, e io li sento e non vorrei. Preferisco sentire il rumore delle macchine, dei tagliaerba e dei trattori, ma dove abito, in campagna, c'è poco traffico, i tagliaerba restano fermi quando piove e i trattori non possono mietere il fieno che sta andando in malora. E io sento gli aerei, e sono tanti e credo che abbiano scelto il cielo sopra casa mia come tratta preferenziale e mi sembra che siano proprio sopra la mia testa, a bassa quota, come quando passano gli aerei militari. 
Mi auguro che presto la pressione atmosferica salga sufficientemente da imporre un po' di azzurro. E che tiri vento, da est, da ovest, da nord o da sud: purché sia vento, un vento che soffi ancora.

martedì 30 ottobre 2018

E vola vola vola

Se dev'essere nuovamente lo Stato a salvare quel che resta di Alitalia, non capisco perché, tra tutti gli organismi e gli enti statali, debbano essere scelte le Ferrovie dello Stato. Non sarebbe, infatti, più naturale che a fare l'offerta vincolante fosse stata l'Aeronautica Militare italiana?

mercoledì 12 luglio 2017

Addio Alitalia

Sarò sintetico e crudo come un carpaccio di baccalà: se avessi alte responsabilità di governo: insomma: se fossi il primo ministro Cattivoni (o Ignorantoni, o Zoticoni), io, senza tanti peli pubici sulla lingua, a quella mezza sega di Micron, alla sega intera della Merkel e al Granduca di Lussemburgo, direi: 
«Non volete aprire porti alle navi cariche di migranti? E teneteli chiusi. In cambio, però, dovrete aprire tutti gli aeroporti per prendere e non restituire tutta l'Alitalia: la flotta e il personale di volo e di terra (compresi i pensionati con struscio) e pure i vecchi capitani coraggiosi e i nuovi capitani gubitosi. E non se ne parli più».