venerdì 27 marzo 2009

Uno spiro leggero



Viviamo giorni particolari della nostra Repubblica. Giorni che mi piacerebbe vedere come saranno giudicati dalla Storia - ammesso e non concesso che saranno usati i criteri di metro e giudizio che rendono l'analisi storica degna di questo nome. Chissà quanti decenni, quanti secoli occorreranno per smaltire questa sbornia, questo offuscamento della mente.
Non so come, ma non riesco a rassegnarmi. Forse questo è dovuto a una mia particolare indole che riesce a scorgere luce persino nelle notti tempestose. Non lo so. So solo che, se si guarda con occhio attento a molte situazioni "analoghe", si può scorgere che dai momenti di massimo splendore si passa repentinamente alla rovina, alla caduta, all'esilio, alla gogna. Perciò, per non disperare, aspetto che venga una primavera di Praga, una piazza Tiananmen anche da queste parti dalle Alpi agli Appennini. E anche se poi verranno i carri armati, sarà bello sapere che per qualche giorno, forse qualche settimana, entrerà nei nostri cervelli uno spiro leggero, salino, che strariperà nelle nostre vene e che ci renderà coscienti dell'impostura che stiamo vivendo.

Lo sai: debbo riperderti e non posso.
Come un tiro aggiustato mi sommuove
ogni opera, ogni grido e anche lo spiro
salino che straripa
dai moli e fa l'oscura primavera
di Sottoripa.

Paese di ferrame e alberature
a selva nella polvere del vespro.
Un ronzìo lungo viene dall'aperto,
strazia com'unghia ai vetri. Cerco il segno
smarrito, il pegno solo ch'ebbi in grazia
da te.

E l'inferno è certo.*

*Eugenio Montale, Le occasioni - 1° Mottetto.

1 commento:

Max ha detto...

E tutti quei ragazzi, i gggiovani, dietro al Grande Condottiero.
Un culto della personalità che fa venire i brividi. Prima di salire sul palco parte la musichetta "Meno male che Silvio c'è". E tutti ad osannarlo, ovazioni, applausi.

No, non sono abituato, non è per me..
Ciao.