sabato 25 luglio 2009

Regina, Italia

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«Io non cesso di amarti, corrotta, decomposta, luminescente, fosforica regina; maestosa lebbra; immortale mortale; disfacimento inconcludibile. Mirabile orrore: chiedimi di amarti: ti sarò sollecito e fedele, sicario, ministro del tuo fetore, attento al cerimoniale di quel che, con te, è insieme esequia e nozze, fornicazione, elemosina, predilezione, concepimento e strage. Io, tuo amoroso servo, vengo, tu certo lo sai, dal lebbrosario delle Regine: là dove tu non eri, ma fluttuava la polvere delle tue disfatte bandiere. Omaggi, omaggi io ti reco ma quelle garbate dame sono massaie domenicali a petto del mostro mirabile che si nasconde dietro le tue occhiate. Tu dunque stai dentro di te, affittuaria del tuo corpo sterminato, e percorrendo le tue piaghe posso penetrare nel tuo centro. I tuoi piagati genitali, appunti di sangue, sono adito al mio itinerario. Io avanzo verso il tuo centro; entro, sono dentro di te, Regina, morbo, oscurità precipite ed altezza».

Giorgio Manganelli, Amore, Rizzoli, Milano 1981

[Il riferimento patrio del titolo è mio]

1 commento:

Dabar ha detto...

geniale questa di spinoza

(Pare invece che la sede del Pd sorga su un cimitero indiano)