sabato 25 luglio 2009

Filosofia e pallottole


La criminalità organizzata (Mafia e affini) ha trovato e, purtroppo, trova ancora in Italia un luogo dove perpetrare i propri loschi affari. Il loro guadagno è incalcolabile (avete presente le stelle del cielo? Ci siamo quasi), quindi anche la loro capacità e disponibilità economica (praticamente tutta esentasse). Non è che voglio qui fare una seppur minima cronistoria dei protagonisti e delle derive che tale quantità di soldi hanno prodotto in Italia. Qui voglio osservare solo una cosa. Perché i biechi figuri al comando di tali organizzazioni hanno speso così male i loro soldi? Prendiamo il caso degli ultimi capi di Cosa Nostra catturati e incarcerati, Totò Riina e Bernardo Provenzano. Beh, loro agivano solo per il potere, non hanno che minimamente sfruttato i loro guadagni. Conducevano vite quasi monastiche, non si davano a orge, a crociere, a ville in Sardinia o alle Bermuda, non facevano altro che esercitare il potere malvagio con azioni violente. Non è che hanno mandato a studiare i loro figli a Harvard o a Cambridge. Non li hanno nemmeno spesi i soldi per comprare una squadra di calcio come il Palermo. Sì, speculazioni; sì, Calcestruzzi; ma per avere che, in fondo, se non i soldi per vivere o come un piccolissimo borghese o come un povero coltivatore di cicoria? Paradossalmente, se avessero reinvestito più saggiamente i loro guadagni in cliniche ospedaliere all'avanguardia aperte a tutta la popolazione, o in strutture scolastiche tali da far impallidire i più blasonati colleges svizzeri di educazione du beau monde, o in istituti di autentica ricerca scientifica e tecnologica tanto da creare dei poli universitari di eccellenza che richiamassero le migliori menti internazionali; oppure ancora: se, con lo sterco diabolico guadagnato, avessero avuto l'idea di far sorgere delle nobili ma redditizie attività imprenditoriali, allora avrebbero avuto delle ricadute territoriali talmente enormi che, come minimo, avrebbero avuto persino qualche ricoscimento repubblicano, per esempio di Cavalieri. Insomma, in estrema sintesi, Riina e Provenzano avrebbero potuto trasformarsi in delle specie di Robin Hood se solo lo avessero voluto.

Forse ho detto una marea di sciocchezze. Forse. Ma sicuramente i capi mafiosi avrebbero avuto una miglior fortuna se avessero pensato a questo modo di spendere soldi invece di affidarsi alle varie banche Rasini di tutto il mondo. Avrebbero potuto stabilire un “canone” per tutte le mafie internazionali ed ergersi a loro modello. I capi mafiosi abbisognano di contornarsi di philosophes che li portino a più savi consigli. Avere sempre a che fare con Politici, Avvocati, Imprenditori, Finanzieri li ha portati e li porterà alla rovina. Giacché, a parte i pochi spiccioli spesi per provocare stragi e dolore, non hanno fatto niente col loro immenso tesoro. Tesoro che, pare, sia ancora tutto chiuso dentro la caverna di Alì Babà. (E ora Tremonti spera di scoprire la parola magica).


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