venerdì 6 novembre 2009

Mancato acquisto

(Sul Grave,
ma appena)

Entrai dal mio già abituale
fornitore, dopo
non so che lunga assenza.

Tutto era mutato.

Quasi
non riconoscevo il locale.

Nessuno al banco.

Diedi
una voce.
Aspettai
Aspettai a lungo.
Battei,
fuor di pazienza, le mani.

Apparve (sulla trentina,
di strano colorito) un tizio
(certo, di razza non latina)
da me mai prima visto
né conosciuto.

«Mi chiamo»,
mi fece, «Gesù Cristo.

Da tempo qui è cambiata gestione.

Venni con mio padre.
Sono anni.

Mio padre è morto.
Ora,
come voi stesso vedete,
son solo nella conduzione
dell'esercizio.
Comunque,
eccomi a voi.
Chiedete,
e cercherò d'esser pronto
a soddisfarvi.

Il conto
non vi preoccupi.

È un pezzo
che, specie s'è alto il prezzo,
oramai uso far credito.

Ditemi.
Salderete
come e quando vorrete».

....

Lo guardai.
Crollai il capo.

Aveva pur parlato,
è indubbio, a chiare e oneste note.

Ma allora, perché uscii a mani vuote? ...


Giorgio Caproni, Res amissa, da Tutte le poesie, Garzanti, Milano 2007

1 commento:

Giuseppe Lipari ha detto...

sai, non amo particolarmente la poesia, tranne pochissimi autori. Ma l'anno scorso ho incontrato Giorgio Caproni, e mi sono riconciliato con la poesia.
Grazie per aver postato questa perla!