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giovedì 6 giugno 2019

Passaggi di stato

Niente più fusione, quindi. Importa sega. Invece a molti compatrioti importa. Vedi Calenda, che reclama al governo di battere un colpo. Il governo? Quale governo?
«A caldo, mentre Fca ritira la proposta per un progetto industriale, vale quindi la pena fare una riflessione sul tema delle mutate condizioni politiche. Che in Francia, nonostante la modernizzazione di Macron, sono sempre quelle dai tempi di Colbert. E che in Italia – al di là delle uscite di neopolitica industriale del governo attuale che fanno quasi tenerezza – sono rimaste le stesse da dieci anni, da quando Fca per ragioni di convenienza fiscale e di vantaggio degli azionisti di controllo su operazioni straordinarie non è più – nemmeno allo zero per cento - italiana. Mentre, invece, Renault è al cento per cento francese.»
Forse Calenda intende rivolgersi al governo olandese. Se così fosse, sarebbe apprezzabile perché ciò indicherebbe che egli ha veramente indossato i panni da eurodeputato che, come tale, mette becco negli affari di tutti gli stati membri, senza pensare soltanto al suo (membro, non stato).


lunedì 19 febbraio 2018

Mancanza di attenzione

«Non mi era mai capitato di sentire una impresa che dice che deve licenziare adesso perché altrimenti ha problemi con la borsa. Dimostrando così una totale mancanza di attenzione verso le persone e la responsabilità sociale dell’impresa che raramente mi è capitato di riscontrare».
Povero Carlo, non gli era mai capitato di riscontrare una siffatta «mancanza di attenzione verso le persone e la responsabilità sociale dell'impresa».
Responsabilità sociale sino a che punto? Che vuoi che gliene importi ai manager dell'Embraco del tessuto sociale di Riva di Chieri... Sono o no i padroni? La proprietà privata dei mezzi produzione è sacra e garantita dalla Costituzione? E allora, che diamine, hanno o no il diritto, i padroni, di rifiutare l'elemosina di Stato diretta, in parte, anche verso i lavoratori che sarebbero stati in prelavaggio un paio d'anni e poi, zacchete, nel silenzio più generale, nella centrifuga e poi nello scarico del precariato? 
Produrre lavatrici... oramai sono capaci tutti, persino in Slovacchia. Quindi meglio produrle là dove si riesce a sfruttare con maggior profitto la forza lavoro, tanto poi i negozi di elettronica e i supermercati ci penseranno loro a venderle sottocosto, anche se le lavatrici, ahimè, non hanno più il mercato di una volta. E pensare che, oggidì, le lavatrici costano, all'incirca, tanto quanto uno smartfono di fascia media, senza però avere il vantaggio di essere sostituite con la stessa frequenza con la quale siamo disposti a cambiare cellulare.
Ad esempio: io ho una Whirpool da vent'anni che, sebbene mostri i segni del tempo con certe crepe sul cruscotto e un rumore della centrifuga ragguardevole, ancora funziona egregiamente; mentre, dal 1998 a ora, ho avuto: un Motorola, tre Nokia, un Samsung e l'attuale One Plus e manco uno di questi fatto in Italia... Sta' a vedere che alla fine sarò accusato io di mancanza di attenzione verso le persone e la responsabilità sociale dell'impresa.