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lunedì 14 agosto 2017

Dmitri

Qui davanti a questo mezzogiorno
che tanti occhi hanno sospirato
perché il corpo ne assorbisse per intero
i colori, i contorni e una sconsolante quiete

si ritorna per far finta che anche il tempo
in certi angoli di mondo riparato
dagli schiaffi del vento e della storia
segua il corso dei nostri desideri

fosse pure qualche istante per ripetere
la cattura della medesima falena cinerina
che si posa sulla lampada da tavolo
mentre le parole del padre prendono

nuova luce. La terra non è altro che
uno scambio irrisolvibile di generazioni
che si danno il cambio nella finzione
come se vi fosse uno scopo in tutto questo.

Il cedro dell'Atlante che ci ombreggia
nella sua secolare finta immobilità
lui, sì, ha uno scopo, non noi
che riposiamo tra cemento e terra

sotto la stessa lapide.



domenica 15 novembre 2009

Laura c'è



Oggi sulla Domenica di Repubblica pagine inedite dell'incompiuta opera nabokoviana Original of Laura.
Lo comprerò? Sì, credo di si.
Ma comprandolo e, ancor più, leggendolo non trasgredirò alle volontà dell'Autore che avrebbe voluto fosse bruciato il manoscritto? Mi macchierò anch'io di un piccolo parricidio? No, sono d'accordo col figlio Dmitri.
Della mente nabokoviana non va persa nemmeno una briciola. Ogni sua parola, ogni frase, ogni suo pensiero è un dono che questo pianeta ha avuto la fortuna di raccogliere.
Grazie quindi signor Dmitri. Spero un giorno di aver la fortuna d'incontrarla passeggiando d'estate au bord du lac. Ero anche tentato di telefonarle, ma per dirle che? Che voglio bene a lei e a suo padre (e a sua madre, naturalmente)?