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lunedì 4 maggio 2009

Seguivo il tuo viaggio

seguivo il tuo viaggio
provavo le tue impressioni
pensavo i tuoi pensieri
meglio del simulatore di un centro spaziale
che riproduce a terra le vicende
di un'astronave in volo tra le stelle
finché scese le ombre sopra i tetti
te addormentata, perso ogni contatto
caddi di quota, riabitai un mio baratro
tra voci inascoltate e la spezzata
illusione di un filo che ci legasse
non solo a te ma ogni cosa sperata
ai grandi assenti, a eterni invisibilia

Luciano Erba, L'ippopotamo, Einaudi, Torino 1989

venerdì 1 maggio 2009

Nuvole



Per anni ho guardato le nuvole

a oriente di questa terrazza

senza curarmi se fossero
diverse per chi le avesse osservate

da un'altra parte della città.

Ma oggi è un giorno al duale

amo, dunque io sono, io e te siamo.

«Cara, se guardi sopra Porta Venezia

c'è una nuvola che ha la faccia di Lincoln».
Lei mi risponde al telefono

«la mia nuvola ha la faccia di Marx».


Sfrangiate nuvole

restate nuvole.

Luciano Erba, L'ippopotamo, Einaudi, Torino 1989

[Che noiosa unione deve essere quella che fa vedere lo stesso tipo di nuvole! Mi viene in mente questo perché, se fossi stato il marito di Margaret Mazzantini, avrei preferito farmi strappare il pelo di dosso piuttosto che leggere un brano (penosissimo) del suo libro davanti a una moltitudine di persone. Ma Sergio non è stato capace di dire no]