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| Marco Belpoliti, Primo Levi di front e di profilo, Guanda, Parma 2015 |
Quanto lavoro umano consumato per produrre merce in eccesso, quanto lavoro sprecato per mantere in vita il meccanismo perverso dell'accumulazione. Quanto fare, quanto agire umano inutile, dannoso, anti economico. Un mero scavare di buche per riempirle di acciaio, cemento, gomma o vitamina C.
Ha ragione Olympe de Gouges: le cause reali di tale andazzo sono davanti agli occhi ma la politica, la società si rifiutano di vederle. Perché? Forse perché sono evidenze che pietrificano ogni tipo di azione, compreso il lavoro. Il lavoro non è dedicato a costruire se stessi e il mondo ma, al contrario, nell'organizzazione capitalistica il lavoro è lesivo per l'uomo e il mondo, in quanto è irreggimentato e consumato al fine di produrre plusvalore.
Ora dopo ora, giorno dopo giorno...
