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domenica 21 maggio 2023

Il gesto della mascherina


Non capisco molto e non approvo la contestazione di queste signore alla ministro Roccella; tuttavia, ancor meno capisco e approvo la reazione del governo di denunciarle alla digos.

Il governo farebbe meglio a mandare i servizi segreti a verificare e, nel caso, denunciare altri intrallazzi, tipo quelli tra aifà/ministeromalattia e fpirez/antica/castrazecca; oppure a scoprire se c'è qualcosa di vero dietro la sospetta inseminazione aerea di nuvole che alcuni vociferano essere una delle cause delle copiose precipitazioni anno scorso marchigiane e, pochi giorni fa, romagnole.

N.B.
Noto una trista somiglianza tra la forma della mascherina effeffeP2 e il gesto della fica e questo mi fa dire, probabilmente a torto, che le urlanti attiviste di Torino, anno scorso, erano tutte favorevoli all'uso del greenpass.

martedì 21 febbraio 2012

L'utero non è tuo e lo gestiamo noi


Tramite “mamma” Ocasapiens apprendo che in Virgina (U.S.A.) accadono queste cose votate a maggioranza. Mi domando se la Roccella e la Binetti (tanto per prendere due campionesse di bioetica) potranno prendere spunto per qualche proposta di legge analoga da portare in Parlamento.
E poi (immagino): chissà come starà esultando G. Ferrara; magari, stasera, si appunterà sulla giacca la spilla dello stato federato americano.
Nella parte inferiore dello stemma compare il motto latino Sic semper tyrannis ("Così sempre ai tiranni"), attribuito a Bruto, che l'avrebbe pronunciato durante l'assassinio di Gaio Giulio Cesare. All'interno di esso, invece, è raffigurata una donna abbigliata alla maniera delle Amazzoni, personificazione della virtù e dello stato della Virginia, ai cui piedi giace un uomo prostrato a terra, che rappresenta la tirannia e che tiene nella mano sinistra una catena e in quella destra una frusta.
Il despota in questione è, questa volta, l'utero: è troppo tempo, oramai, che nella società occidentale tiranneggia la Virtù della donna. Sia schiacciato, dunque, dacché esso non è proprietà individuale, ma collettiva, e coloro che ce l'hanno e che vogliono abortire (o vorrebbero avere il diritto di poterlo fare) è bene se lo mettano in testa Anzi: nella vagina.

martedì 6 dicembre 2011

I diritti (quasi) acquisiti

Per molti, forse per troppi, il lavoro non è una scelta, ma un obbligo, un travaglio, una necessità. Più o meno tutti sanno come sono andate le cose in Europa. Le lotte operaie e le conquiste sociali del Novecento, la ripresa economica del dopoguerra e il fatto che, nel dopoguerra e perlomeno fino agli anni 80 dello scorso secolo, la popolazione lavorativa era nettamente superiore ai pensionati. Nel dopoguerra poi i pensionati erano pochi, o sbaglio? Sicché, vuoi perché c'erano più soldi da spendere (il Pil cresceva), vuoi perché si poteva fare debito per spenderli, lo Stato, fino alla riforma Dini di qualche lustro fa, dette speranze pensionistiche allettanti per un buon numero di cittadini. Molti ne hanno beneficiato e beneficiano. Sono i famosi diritti acquisiti. E io, a scanso di fraintesi, sono un fermo sostenitore dei diritti acquisiti. Prendiamo, per esempio, i baby pensionati (è una mia fissa, lo so). Una legge permetteva ai dipendenti pubblici di andare in pensione dopo 19 anni 6 mesi e un giorno col sistema retributivo. Chi c'è rientrato c'è rientrato e amen. Mica hanno rubato niente, per carità. C'era questa legge e ne hanno approfittato (l'avrei fatto anch'io: chi non l'avrebbe fatto alzi la mano). I diritti acquisiti sono inviolabili. 
Ma ditemi voi una cosa: è da bolsevichi dire che, in casi come questo descritto da Olympe de Gouges, per coloro che hanno superato una certa soglia lavorativa (quasi 40 anni di lavoro) è davvero una cosa infame pretendere una pensione decente? Me lo spiegate per favore la differenza che c'è tra un diritto acquisito e uno quasi acquisito?
Vedersi sfumare sotto gli occhi quello che era un loro diritto quasi acquisito è roba da prendere le armi contro il mare di guai e, combattendo, finirli (per questo ha pianto la Fornero? Perché ha sentito, dentro sé, tutta la rabbia, tutti gli accidenti che graveranno sulle sue spalle?).
E poi: ma perché col nuovo sistema contributivo per tutti non danno la possibilità a tutti i cittadini di gestire i soldi destinati alla propria pensione come gli pare e piace, senza l'obbligo di darli in busta paga mensilmente (come per i dipendenti) o a rate (come per gli autonomi)?

Ma per ritornare ai 42 anni e passa di lavoro per sperare di andare in pensione... Immaginate i lavori usuranti. Immaginate, per esempio, se la prostituzione fosse regolarizzata e, sulle marchette, le prostitute (o i prostituti) ci dovessero pagare la pensione. Ministro Fornero quanti ettolitri di saliva andrebbero sputati per raggiungere l'agognata meta?

N.B.
Il video è preso da qui. Ed è un manifesto della  European Women’s Lobby

Campaign against the prostitution english version from Black Moon prod on Vimeo.

sabato 7 agosto 2010

Un asset extra

In queste cose da “femmine” malvolentieri metto becco. Tuttavia mi pare opportuno segnalare alla sociologa della London School of Economics, Catherine Hakim, che ella non farebbe simili dichiarazioni...

«Però voglio precisare una cosa: è per gli uomini e le donne con scarsa intelligenza e poca formazione che il capitale erotico può diventare l'asset principale e il più redditizio. Per gli altri il capitale erotico è generalmente un vantaggio, un asset "extra". Un esempio è proprio il vostro ministro Mariastella Gelmini: è un avvocato, ha una laurea in legge, e per lei la bellezza è appunto questo, un asset extra».

...se leggesse, ad esempio, l'editoriale di Francesco Merlo su la Repubblica di oggi («Bossi, il dito medio con la laurea»: scaricare il pdf per leggerlo). Io penso che di fronte a tale presa per i fondelli nemmeno l'asset erotico di Carla Bruni avrebbe retto alla vergogna. Ma già, la vergogna è qualcosa di sconosciuto in our Country.