Visualizzazione post con etichetta facezie dell'11 settembre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta facezie dell'11 settembre. Mostra tutti i post

mercoledì 11 settembre 2019

September 11

« Comunque stammi a sentire. Pensa al volo che da Boston va a Los Angeles ed è proprio quel giorno lì.
L'hostess passa col carrellino tra i passeggeri e chiede gentilmente cosa vogliano da bere. - Una vodka, - chiede il russo. - Io prenderei un calice di champagne, - dice il francese, e l'italiano: - A me va bene un bicchiere di vino rosso -. Tutti gli altri te li puoi immaginare. Ma tra le prime file c'è un gruppo di arabi; arrivata accanto a loro, la signorina sorridendo fa la stessa offerta e quelli prendono acqua o aranciata. «Sarà per la religione che glielo impedisce?» pensa lei e si avvicina al più serio di tutti offrendo una birra per vedere quale reazione avrà. Quello infatti la allontana con un gesto. Così lei chiede spudoratamente: - Non beve alcol per il divieto della sua religione? - E il tipo serio: - No. È che tra poco devo guidare. »

Ascanio Celestini, Barzellette, Einaudi, Torino 2019

venerdì 9 settembre 2011

Undici settembrini minimi

Pare bestemmia dirlo eppure
tutti o quasi hanno un undici settembre
grande o mini-minimo.
Del mio, zitto starò. Non
di un vicino gigantesco. Con scarpe scialuppe accompagna parente
misurando il suo passo; indi frenando,
fermandosi, interrogando (muto
mettendosi tra parentesi)
ad incroci, a rotonde,
disastrosi passi di lei.
Pensa qualcuno: è scemo? è matto? ha bevuto?
Per sua eroica pazienza più di qualcosa darei.

Giovanni Orelli, Un eterno imperfetto, Garzanti, Milano 2006

Avere la forza di raccontarlo il proprio undici settembre, tirarlo fuori dalle macerie. Quasi tutti hanno un kamikaze che gli ha rotto qualcosa dentro del suo precario equilibrio di esistente. Il blogger scava e cerca dentro la propria esplosione: chi fu colei/colui che decise una mattina di prendere l'aereo e di venirti addosso con la sua sicurezza? Io non avevo fatto il biglietto, io non volevo partire, io non sapevo nemmeno che tu sapevi volare. Sono restato a terra e ti ho vista/o in cielo e mi sono sentito una grande polvere addosso. Ho preso a tossire e a cercare di salire gli altipiani per raccogliere la tua cenere. O meglio: la mia cenere, quello che di me morì nell'istante in cui mi dicesti addio.