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mercoledì 11 settembre 2019

September 11

« Comunque stammi a sentire. Pensa al volo che da Boston va a Los Angeles ed è proprio quel giorno lì.
L'hostess passa col carrellino tra i passeggeri e chiede gentilmente cosa vogliano da bere. - Una vodka, - chiede il russo. - Io prenderei un calice di champagne, - dice il francese, e l'italiano: - A me va bene un bicchiere di vino rosso -. Tutti gli altri te li puoi immaginare. Ma tra le prime file c'è un gruppo di arabi; arrivata accanto a loro, la signorina sorridendo fa la stessa offerta e quelli prendono acqua o aranciata. «Sarà per la religione che glielo impedisce?» pensa lei e si avvicina al più serio di tutti offrendo una birra per vedere quale reazione avrà. Quello infatti la allontana con un gesto. Così lei chiede spudoratamente: - Non beve alcol per il divieto della sua religione? - E il tipo serio: - No. È che tra poco devo guidare. »

Ascanio Celestini, Barzellette, Einaudi, Torino 2019

venerdì 12 febbraio 2016

Rise di nuovo

Alcuni ore fa, durante una trasmissione televisiva di un canale Sky che non rammento e sul quale mi sono imbattuto per caso (parlavano di musica, dei Velvet Underground se non erro), una nota attrice italiana di terz'ordine, figlia di un noto attore e regista di second'ordine, ha risposto a una domanda fuoricampo che per lei la musica è qualcosa che la mette in contatto con la sua interiorità.

Ora che ci penso: non mi sono mai masturbato con lo stereo acceso. Mi sono perso qualcosa? 

***
Alcune minuti fa, nel tentare di aggiungere qualche commento a questo pensiero mio lubrico, sentendomi di molto squalificato, ho pescato dall'Uomo senza qualità quanto segue:

« Clarisse rise di nuovo. – Lui dice che da allora tutto si è complicato. Così come nuotiamo nell'acqua, nuotiamo anche in un mare di fuoco, in una tempesta di elettricità, in un cielo di magnetismo, in una palude di calore, e così via. Ma tutto è intangibile. Alla fine non rimangono che formule. E cosa significhino le formule umanamente non si può bene esprimere; e questo è tutto. Io ho già dimenticato quello che avevo studiato in liceo, ma in qualche modo combina. E dice anche che se oggi qualcuno vuole, come te o san Francesco, chiamar fratelli gli uccellini, non deve fermarsi a queste piacevolezze, ma esser pronto a gettarsi nella stufa, a infilarsi nel terreno attraverso una conduttura elettrica, o a guazzar nelle fogne giù per un lavandino.
Già, già! – interruppe Walter. – Prima i quattro elementi diventano parecchie dozzine e alla fine si naviga oramai su un mare di correlazioni e operazioni, su una rigovernatura di processi e di formule, su qualcosa di cui non si sa se sia una sostanza, un procedimento, lo spettro di un'idea o Dio sa che cos'altro! Ed ecco che tra un sole e un cerino non v'è più alcuna differenza e neanche tra la bocca e l'altra estremità del canale digerente! Ogni cosa ha cento lati, ogni lato ha cento correlazioni, e a ciascuna sono annessi sentimenti diversi. Il cervello umano per fortuna ha poi diviso le cose; ma le cose hanno poi diviso il cuore umano! »

Robert Musil, L'uomo senza qualità, Einaudi, Torino 1972 (Volume primo, traduzione di Anita Rho).

lunedì 19 novembre 2012

«Te lo giuro, guarda la Littizzetto»


Ieri sera da Fazio pare sia andato in onda uno dei siparietti comici meno divertenti e più sconsolanti dal dopoguerra a oggi.

N.B.
Il titolo si riferisce a un passaggio (12'34") in cui la Littizzetto dice a Fazio: «Te lo giuro, vai su internet».

lunedì 9 gennaio 2012

Magari fossero supposte

La Littizzetto è brava ed ha anche un suo certo fascino erotico. Ma stasera non ho riso a questa sua battuta:
«Monti? Un dispensatore di supposte». E non ho riso perché mi sono stancato di ridere sul culo. Meglio: sull'ano e sul retto, parti del corpo nobili che sono sempre nel mirino della critica (e della satira), e ingiustamente vilipese, derise. In fondo ano e retto sono, per alcuni, delle zone erogene. E le supposte, tra l'altro, sono una cosa seria, mica da ridere. Io, per esempio, ci ho avuto sempre un buon rapporto. Da piccolo preferivo di gran lunga che mia madre m'infilasse un Sobrepin Respiro a una puntura nel sedere. Così come, da grande, alcuni anni fa, quando in seguito a un'infiammazione alla prostata l'urologo mi prescrisse il Mictasone supposte, io me le misi di buon grado (da solo, senza l'aiuto di mia madre) prelevandole al mattino dal frigo e, capo a pochi giorni, stetti subito meglio. Quindi, gentile Littizzetto, sia più precisa: Mario Monti non è un semplice dispensatore di supposte, ma al momento - per restare in campo medico - assomiglia di più a un infermiere addetto alla trasfusione del sangue dei cittadini nel corpo dello Stato. Vedremo se, dopo questa operazione tecnica, l'Italia si rimetterà in piedi e sarà dimessa dall'ospedale della crisi, oppure se, oltre al sangue, ci sarà bisogno di altri organi o altre parti del corpo, compreso il culo.