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venerdì 24 febbraio 2012

Segnalazioni metalmeccaniche

Una straordinaria intervista di Massimo Mucchetti a Sergio Marchionne, oggi, sul Corriere della Sera.
Per chi è interessato a tali vicende, che in fondo non sono solo automobilistiche, ne consiglio vivamente la lettura. 

Olympe ne fa qui un'analisi condivisibile.

...
Aggiunta a margine di questo passaggio:
In Brasile, Serbia, Usa la Fiat trova diversi ma sempre rilevanti aiuti da parte degli Stati. Che cosa si attende dal governo italiano? «Mi attendo soprattutto che non dia altri incentivi alle rottamazioni. È vero, in passato li abbiamo chiesti anche noi. E abbiamo fatto male. Anche perché hanno sostenuto al 70% le vendite dei concorrenti»
Fossi stato accanto a Mucchetti gli avrei suggerito di domandare:
Dottor Marchionne non si spiega mai perché sette (adesso quasi otto) italiani su dieci hanno preferito e preferiscono auto straniere?

martedì 10 gennaio 2012

L'abito non fa il Marchionne


Il nuovo look di Marchionne fa parte di una precisa strategia di depistaggio. Con sciarpa e barba, infatti, l'amministratore delegato della Fiat assomiglia molto più a un rappresentante sindacale che a un manager d'alto profilo. Anzi, con siffatto stile, a colpo d'occhio sembra Landini più lui che Landini stesso. Gli operai e gli impiegati così rischiano di prenderlo per uno di loro, dato che «veste panni» simili. Purtroppo per lui, il “camuffamento” ha vita breve, dato che non «mangia» carne di pappagallo, non «bee» Asti da 4/5 euro, e non «dorme» in un condominio popolare sito in una periferia umida e fredda.

(Per il virgolettato si veda il verso 141 di Inf. XXXIII) 

giovedì 1 dicembre 2011

Porte aperte alla Volkswagen

Oppure alla Renault.

Certo che con tutti gli aiuti statali ricevuti nel corso della sua storia, se la Fiat andasse davvero via dall'Italia lo Stato dovrebbe pignorare gli stabilimenti e i macchinari e venderli alla concorrenza. Oppure mettersi a fare le auto in proprio, sul modello della Renault appunto.
Io mi candido a guidare il brand del nuovo marchio. Volete mettere me con Lapo?

martedì 25 gennaio 2011

Evoluzione della specie

Questa è la nuova Fiat Freemont

Questa la vecchia Stilo S.W.

Comincia a farsi sentire la “cura” Marchionne che assomiglia tanto alla cura Romiti d'antan.
Alla Fiat non hanno ancora capito che, per riconquistare il mercato occorrono, essenzialmente, due cose. 
Primo: vendere auto allettanti a chi le può comprare. Infatti, per un po' di anni, la maggioranza dei motorizzati che hanno acquistato auto mediante gli incentivi della rottamazione, non cambierà auto. E questo mercato delle medio-piccole, se non ha una vendita di "massa", rende poco.
Secondo: fare automobili qualitativamente elevate, soprattutto del settore medio-alto, ad un costo notevolmente inferiore agli attuali marchi di successo (penso all'Audi, Bmw, Mercedes). Oramai in casa Fiat hanno dilapidato un patrimonio di credibilità. Se solo si pensa, per esempio, agli anni '80-'90  le auto punto di riferimento del settore medio alto erano queste:
Lancia Thema
Mercedes 200E


Le Audi e le Bmw dovevano ancora imporsi, perlomeno nel mercato italiano. Bene, in meno di un decennio, la Fiat ha perso completamente il mercato della fascia medio-alta della popolazione italiana. Come fare a recuperare questo deficit? Come fare, cioè, a convincere chi ha i soldi comprare autovetture a del Gruppo Fiat invece delle auto tedesche, giapponesi o francesi?
Io qualche idea ce l'avrei, costano meno di una Panda.

domenica 3 ottobre 2010

Il senso di Sergio (per le istituzioni)

L'Italia, «un paese che ha perso il senso delle istituzioni: la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti». Sergio Marchionne, Firenze, 2 ottobre 2010.

Riflettiamo. Primo punto: «l'Italia ha perso il senso delle istituzioni». Allora vuol dire che, un tempo, essa lo aveva. Si perde ciò che si ha. Io ce l'ho il senso delle istituzioni (almeno mi pare) Molti di voi anche. Chi lo avrebbe perso? La classe dirigente, immaginiamo. Marchionne è invitato a dire chiaramente chi lo ha perso dunque. Forse anche lui lo ha perso, molto probabilmente.
Secondo punto: «la bussola è partita». Veder “partire” una bussola è molto manageriale, tipo dire è partito il trend. Ma forse voleva intendere: la bussola s'è rotta, scassata, ha perso la sua polarità, non indica più bene il nord e trovare le direzioni giuste è difficile. Terzo punto: «qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti». Chi è, o chi sono questo/i qualcuno? Sempre la classe dirigente che hanno perso il senso delle istituzioni, ri-immaginiamo. E poi chi sono quei tutti che sono usciti dallo zoo? Degli animali politici. Zoon politikon. Ma gli animali non hanno bisogno di bussole, hanno il senso dell'orientamento: chi col fiuto, chi con l'udito, chi con la vista seguendo del sol gli ultimi rai, gli animali riescono ad orientarsi. Infine, azzardiamo riformulare il giudizio duro e tranchant (così definito da Raffaella Polato del Corsera di oggi, pag. 33) dell'amministratore delegato della Fiat: L'Italia è un paese in cui la classe dirigente ha perso il senso delle istituzioni: nessun componente di essa, tranne io, sa cosa fare né dove andare e tutti mi sembrano falene impazzite che sbattono la testa nei falsi soli della sera.
Così mi sembra più chiaro, meno criptico. E anche più pungente. Egregio Marchionne, se per caso avesse bisogno di un ghostwriter sa dove rivolgersi. Tremila euro a periodo. Costo meno di Luca di Meo, e dopo non la tradirò di certo per la Volkswagen.

mercoledì 16 settembre 2009

Mettere le mani avanti

Egregio dottor Marchionne,

sostenendo che il mancato rinnovo degli incentivi «avrebbe un impatto piuttosto disastroso sul livello occupazionale in Italia», non le pare di usare un tono un po' ricattario? Ché forse gli incentivi dovrebbero essere prorogati a tempo indeterminato, allora?
Io ci starei, in fondo, tra quattro-cinque anni dovrei cambiare l'auto e gradirei che ci fossero, gli incentivi. Magari ancora più incisivi. Per esempio: un'auto nuova direttamente a metà prezzo.
Distinti saluti