Visualizzazione post con etichetta sano per repubblica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sano per repubblica. Mostra tutti i post

sabato 9 maggio 2020

Il cyborg del Pò

La redazione di Repubblica punto it riporta parte dell'intervista rilasciata da Elon Musk a un commentatore americano (sarebbe stato preferibile che fosse stato intervistato da un'intervistatore), argomento della quale è la prossimità sperimentale di impiantare nel cervello un dispositivo informatico che potenzi, estenda o ripari la capacità cerebrale umana.
In un passaggio, Musk dichiara che
«Il chip [impiantato] potrebbe modificare anche il modo in cui avvengono le relazioni tra esseri umani. Una simbiosi con l'AI è auspicabile, dato che dobbiamo imparare a stare al passo con la tecnologia. Siamo già un pò "cyborg", in fondo, quando perdiamo il telefono ci sentiamo come se avessimo perso un arto».
Ora, io non saprei dire in che grado gli esseri umani, complessivamente, siano diventati dei cyborg, ma so che quella parte che appartiene alla Repubblica online cyborg lo è già da  "un pò". Prova ne sia che, in seguito, elude di nuovo il troncamento e ripete non solo un po' con l'accento ma, non contenta, toglie l'accento al verbo [è e non e' questo non è un problema] preferendone l'apostrofo.
 «E' un pò come quando lasciamo tracce di noi stessi nei nostri computer e nei nostri smartphone».
Stiano attenti che quei galantuomini della Exxor non impongano a tutta la redazione un chip in testa che abbia un cavo largo come quello di un'antenna parabolica. 

martedì 13 agosto 2019

Breve storia della colonna destra infame

Emanne, 10 anni, canta ‘Caruso’: i giudici restano a bocca aperta e a culo chiuso.

Fiorello spiega la crisi di governo con ironia, perché senza avrebbe fatto ridere.

Serena Williams piange per l'infortunio: l'abbraccio da applausi della rivale, nel senso che la rivale la ha abbracciata applaudendole addosso (e facendola piangere).

Carlo Verdone imita il fan: il dialetto salentino è perfetto. Peccato il fan fosse di Varese.


Invece Concita. Sono un italiano, vengo prima io. Inviate le vostre lettere: a, b, c, d, e, f, i... 

"La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile" Carlo Verdelli. 

- Abbonati a Repubblica. 
- No.
- Te non hai a cuore i principi eccetera.
- No.
- Vedi? Avevo ragione. Non li hai a cuore.
- No, non li ho a cuore perché li ho a cervello, a stomaco e a culo. E anche un po' ai piedi.
- Allora noi non ci potremo battere per te.
- Pazienza: battete per qualcun altro.

domenica 27 gennaio 2019

domenica 10 giugno 2018

(s)Krolidee


[un bacio a chi rivela il perché del titolo]
Lo stato dell'arte dell'opposizione socioculturale italiana.
Mi dispiace per Piero Angela, probabilmente tirato per la giacchetta per ricordare l'importanza dei vaccini.
Per il resto: Jovanotti in piazza a cantare Cancella il debito.
Assante e Castaldo portano in piazza i Pink Floyd con Syd Barrett in formazione.
La fila per Serra (tipo Amici miei a salutare i viaggiatori in partenza alla stazione).
Lagioia che dichiara: «La politica ha divorziato dalla cultura», quando è risaputo che in Italia non è consentito il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso.
Ezio Mauro e il caso Moro: «I fiori diedero voce alla pistole». Ai funerali di Stato, sarebbe stato meglio il contrario.
In coda, segnalo Paolo Giordano e l'età sacra dell'adolescenza, quella in cui - a un siffatto autore - gli avrei detto, senza infingimenti, «ma vattene affanculo camminando». O forse a tutti, per la verità.



lunedì 16 ottobre 2017

Non è vero che tutto fa brodo

Ho aggiunto una didascalia

Il procedimento di cottura del brodo classico di carne prevede di cuocere a fuoco lento e di schiumare sovente le impurità che salgono e si stabilizzano sulla superficie, sì che il brodo, alla fine, risulti più limpido.
Ma: a) se uno prepara gli ingredienti e poi non mette la pentola sul fuoco, il brodo non viene; oppure, b) se uno accende il fornello a fuoco sostenuto, dimenticandosi poi di abbassarlo e di togliere il coperchio, il brodo fuoriesce impetuosamente dalla pentola pasticciando di impurità la stessa e il piano cottura, con un risultato finale non del tutto soddisfacente.

Fuor di metafora, il produttore Harvey Weinstein (il cappello di prete di sinistra) è stato tenuto in pentola a fuoco spento (punto "a") perché, nonostante fosse risaputo da anni che era un porco profittatore, la stampa lo proteggeva; mentre Bill Clinton (il fusello di destra) fu messo subito in pentola a fuoco vivace, col risultato di un brodo insulso.

Ma che gli americani non sappiano fare il brodo è risaputo.

***
Tra i (pochi) vantaggi di non avere né soldi né potere, c'è quello che mai nessuno/a ti verrà a rinfacciare di aver esercitato su di lui/lei pressioni per farti un pompino. I veri proletari si vedono anche da questi particolari.
Infine, o voi di Repubblica che tanto siete pronti a lanciare campagne con l'hastag, non vi sembra che a questa  (#quellavoltache) manchi qualcosa? Come cosa? 
#nonglielomorsi. 

giovedì 22 giugno 2017

Basta tabù




 prod-vino-mondo-2016-prel-2x

E se alimentassimo la rete idrica con la metà della produzione annuale vinicola italiana (mediamente 22 milioni di ettolitri), soprattutto con quei «vinelli leggiadri dai tannini smussati»?

venerdì 10 giugno 2016

La differenza tra artistico e responsabile






A chi si lamenta di Carlo Conti nominato direttore artistico della Rai dico solo una cosa: è andata peggio a Repubblica.

martedì 7 giugno 2016

Onirismi

[Ma niente di che potrebbe indurmi a sporgere l'altra guancia ai fatti opponendola a chi si sentirebbe gratificato oltremodo a favorirne finché uno si mette le scarpe e diventa viaggiatore e vede paesaggi città animali uova dalla padella alla brace moscerini risucchiati dalle pale eoliche mendicanti accartocciati su se stessi come tubetti di dentifricio finito e poi uno la sera dopo cena ancora non ha sonno si siede e descrive quello che ha visto e immagina quello che non ha visto, poi mescola e dà le carte a briscola.]

Può darsi sia stanco, non lo metto in dubbio e la reazione alla stanchezza sia una specie di resa, di spiaggiatura, di lasciatemi stare qui in pace, passate oltre, non abbiate pena o tenerezza, soprattutto non abbiate pazienza, non aspettate che il vento asciughi via la fatica e la brezza e dopo molte ore mi apra gli occhi, faccia ripartire i sensi. Fate finta di niente, lasciatemi qui a babbo morto.
Può darsi anche che i pensieri in circolo non siano in grado di raggrumarsi in sensatezza, stiano sugli appunti a scarabocchiare segni indecifrabili, parole buttate là a casaccio per tentare, invano, di fissare immagini che si muovono velocemente nell'occhio della mente.

Onirismi.

Ci sono tre uomini. Due lo sono, l'altro potrebbe. Ma a tutta prima sembrano tre. I due che lo sono parlano e colui che potrebbe ascolta. Ascolta parlare i due uomini senza interessarsi al contenuto dei loro discorsi, bensì alla forma, alla postura, alla mimica. Colui che potrebbe inizia ad atteggiarsi, con successo. In capo a poche ore è indistinguibile, nonostante ancora resti un uomo in potenza. 

La Basilicata ha due province e lui scelse Matera, da bravo materialista dialettico.

«Tutto questo potrebbe avere un senso», disse - tra sé e sé - uno del pubblico della Repubblica delle Idee. Poi si sputò tra i piedi, casomai prendesse loro voglia di mettersi a fare dei reportage-vintage.


sabato 18 luglio 2015

Sarà un uomo



Oramai sono decenni che essere giovani è diventato un mestiere difficile. Ci sono troppi modi per esserlo. Quelli proposti diuturnamente dalla colonnina destra di Repubblica punto it fanno veramente pena. Meglio togliere i sigilli all'Ilva e infilarceli tutti, i redattori, nell'altoforno. A caldo. Mai che propongano una finestrella in cui sorprendono uno (o una) a farsi le seghe - eppure il mondo è pieno di segaioli occidentali ammorbati da - appunto - un decennio di web, di viaggi low cost, di telefoni apple, di speranze da talent.
Il peggio è che quelli un po' più bellini e in potenza rivoluzionari si chiudono frequentemente in un comunitarismo di vario genere, sinistro o destro, vegano o culturista. Con il perdurante trionfo dei dj sulle orchestre.