mercoledì 21 gennaio 2009

Buona fortuna



L'astronomo e gesuita americano Guy Consolmagno, che opera presso l'Osservatorio vaticano a Castel Gandolfo, in un articolo apparso sulla Domenica del Sole 24 ore di domenica scorsa dal titolo: «Quanti mondi, per Dio!», afferma:

«A mano a mano che risolviamo ogni problema scientifico, acquisiamo nuovo sapere da sommare alla comprensione dei misteri. Mentre scaviamo sempre più in profondità in ogni mistero è possibile che sorgano in noi nuovi interrogativi, alcuni dei quali forse suscettibili di analisi scientifica. E mentre ogni passo ci conduce più vicino alla Verità, ci conduce anche più vicino al Creatore della Verità.»

Buona fortuna.

A margine di tale sicurezza epistemologica, vorrei notare che uno dei motivi del mio crescente agnosticismo è proprio dovuto a questo: più si scoprono verità sulle cose del mondo, più ci si accorge che, in tutto questo ammasso di mondo detto universo, Dio non ha alcuna parte, men che meno di quella di Creatore. Dunque, per conto mio, riformulerei la frase finale così:
E mentre ogni passo ci conduce più vicino alla verità, ci conduce anche più lontano dal Creatore della verità.

2 commenti:

IL LAICISTA ha detto...

Mah, non so che dire.

E' fin troppo noto che dove le conoscenze avanzano lo scetticismo in fatto di religione aumenta.
Basterebbe ricordarsi le basse percentuali di credenti tra gli scienziati, specie quelli di un certo rango.

Certo, ciò non può impedire di credere a chi lo desidera, ma è indubbio che l'oggetto della loro fede perde sempre più terreno sul piano della spiegazione della realtà.
Sempre più inutile e sempre più dimenticato, almeno così a me pare.

Luca Massaro ha detto...

Già, il famoso Dio tappabuchi (neri)
:-)