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sabato 23 febbraio 2019

Un dramma radiofonico

«Basta parlare di ebrei... Dovete fare cultura, non politica». Ascoltatore di Radio Tre

«Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola». J.Goebbels

Dato che la Lipperini e Sinibaldi sono dei miti, datela a me la direzione di Radio Tre.
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A partissima.

1. Il fatto che l'Italia detenga uno dei più ingenti patrimoni artistici e culturali del mondo non dimostra forse che l'Italia è una cosa e gli italiani un'altra?

2. «Dopo il Lager il lavoro, anzi, i miei due lavori (la chimica e lo scrivere) hanno avuto, e tuttora hanno, un'importanza fondamentale nella mia vita. Sono convinto che l'uomo normale è biologicamente costruito per un'attività diretta a un fine, e che l'ozio, o il lavoro senza scopo (come l'Arbeit di Auschwitz), provoca sofferenza e atrofia». Primo Levi, Conversazione con Philip Roth, da P. Roth, Il mestiere dello scrivere, Einaudi.

3. «L'uomo pensa. Dio ride». Proverbio ebraico.

venerdì 6 maggio 2016

Come no

Poco prima delle sei del pomeriggio, ritornando a casa, mi sono sintonizzato su Radio Tre, Fahreneit. Stavano presentando il libro del giorno, Adesso, Feltrinelli, l'ultimo romanzo di Chiara Gamberale; la conduzione era di Loredana Lipperini. Un romanzo sull'innamoramento, pare, ma non è questo il punto. Il punto, o meglio, il dito nell'orecchio (ho scritto orecchio) l'ho sentito penetrare quando l'autrice (16'50") ha chiesto a bruciapelo alla conduttrice:

- Se lo ricorda quel film bellissimo, iraniano, Il passato
E la Lipperini ha risposto:
- Come no.

Quel «Come no» ha toccato le corde della mia anima scordata perché in esso ho visto scorrere tutta la quantità di contenuti culturali (libri, film, concerti, mostre d'arte) che mi sono perso e mi sto perdendo, romanzi della Gamberale compresi. Mi sento così fuori dal mondo, dal centro, completamente ai margini... e così facendo condanno i memi ad autofagogitarsi. Devo fare qualcosa. Ma cosa? Comprare il libro della Gamberale per capire se ha scelto il titolo perché «esiste un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più come prima [e] quel momento è adesso», oppure per un impellente richiamo inconscio a un film di Vanzina.
Spero nella seconda ipotesi.