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venerdì 11 settembre 2015

E perché ti affanni?

«Questi sono i cicli del cosmo: su e giù, di eterno in eterno. O la mente universale esercita il suo impulso per ogni singola cosa - e se è così, accogli il suo impulso -, oppure lo ha esercitato una volta per tutte, e il resto avviene per conseguenza. E perché ti affanni? In un certo senso , infatti, o vi sono gli atomi o il destino. Insomma: se c'è dio, va tutto bene; se domina il caso, non agire anche tu a caso.
Presto la terra ci coprirà tutti, poi anch'essa si trasformerà e quel nuovo assetto si trasformerà all'infinito e quell'altro a sua volta all'infinito. Se uno pensa alle ondate delle trasformazioni e delle alterazioni, e alla loro rapidità, disprezzerà tutto ciò che è mortale».

Marco Aurelio, A se stesso, Libro XVIII, paragrafo 28 (traduzione di Enrico V. Maltese, Garzanti editore).

martedì 16 settembre 2014

Per quale scopo esisti?

Tramite il saltuario Bimbo d'argilla sumero, vengo a sapere di questo conflitto di diritti cha anima il civile Belgio.
Uno stupratore conclamato (e condannato) chiede l'eutanasia, con ciò tuttavia sfuggendo, tramite la dolce morte, alla pesante condanna (rieducativa) comminata, sostenendo, egli, che niente lo potrà rieducare, sarà sempre tormentato dal pungolo allo stupro, quindi, chiede, "Voglio morire, così non farò più male ad alcuno".
Per aiutare i giudicanti belgi, suggerisco: invece di concedergli l'eutanasia, perché non proporre al carcerato di diventare eunuco?

«Ogni singolo essere esiste per uno scopo: il cavallo, la vite... Perché ti stupisci? Anche il sole dirà: "Esisto per un determinato compito", e così pure gli altri dèi. E tu, allora, per quale scopo esisti? Per godere? Vedi tu se il concetto sia ammissibile», Marco Aurelio, A se stesso, Edizione Garzanti, libro VIII, paragrafo XIX.

lunedì 21 novembre 2011

Perché tutta a terra è un punto

“Si cercano un luogo di ritiro, campagne, lidi marini e monti; e anche tu sei solito desiderare fortemente un simile isolamento. Ma tutto questo è proprio di chi non ha la minima istruzione filosofica, visto che è possibile, in qualunque momento lo desideri, ritirarti in te stesso; perché un uomo non può ritirarsi in un luogo più quieto o indisturbato della propria anima, soprattutto chi ha, dentro, principî tali che gli basta affondarvi lo sguardo per raggiungere sùbito il pieno benessere: e per benessere non intendo altro che il giusto ordine interiore. Quindi concediti continuamente questo ritiro e rinnova te stesso; e siano brevi ed elementari i principî che, appena incontrati, basteranno a purgarti da ogni nausea e a congedarti senza che tu provi fastidio per le cose a cui ritorni. Che cosa, infatti, ti infastidisce? La cattiveria degli uomini? Considerati i termini del problema - e cioè che gli esseri razionali esistono gli uni per gli altri; che la tolleranza è parte della giustizia; che sbagliano senza volerlo - e considerato quanti già, dopo aver nutrito inimicizia, sospetto, odio, giacciono trafitti, ridotti in cenere, smettila, infine! O forse il tuo fastidio è anche per la sorte che, nell'ordine universale, ti viene assegnata? Ritorna col pensiero all'alternativa: «O provvidenza o atomi», e a tutti gli argomenti con cui fu dimostrato che il cosmo è come una città. O forse ti sentirai toccato dalle cose del corpo? Torna ancora a pensare che la mente non si immischia con i movimenti dolci o aspri del soffio vitale, una volta che abbia isolato se stessa e preso cognizione del proprio potere; e poi pensa a tutto quello che hai ascoltato intorno al dolore e al piacere, e su cui hai espresso il tuo assenso. O sarà forse la preoccupazione di una misera fama a fuorviarti? Guarda la rapidità dell'oblio che investe tutto, l'abisso dell'eternità che si estende infinita in entrambe le direzioni, la vacuità della rinomanza, la volubilità e la sconsideratezza di chi sembra tributare elogi, e l'angustia del luogo in cui la fama è circoscritta. Perché tutta la terra è un punto: e quale minuscolo cantuccio della terra è questa dimora? E, qui, quanti e quali sono gli uomini che ti elogeranno? Ricorda, allora, che puoi ritirarti in questo tuo campicello, e soprattutto non agitarti e non darti troppa pena, ma sii libero e guarda la realtà da uomo, da essere umano, da cittadino, da essere mortale. E tra i principî che più dovranno stare a portata di mano quando ti ripiegherai su di essi, vi siano i due seguenti. Il primo: le cose non toccano l'anima, ma stanno immobili all'esterno, mentre i turbamenti vengono soltanto dall'opinione che si forma all'interno. Il secondo: tutto quanto vedi, tra un istante si trasformerà e non sarà più; e pensa continuamente alla trasformazione di quante cose hai assistito di persona. Il cosmo è mutamento, la vita è opinione.”

Marco Aurelio, A se stesso (pensieri), Garzanti, Milano 1993, Libro IV, 3. Traduzione dal greco di Enrico V. Maltese