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martedì 16 settembre 2014

Per quale scopo esisti?

Tramite il saltuario Bimbo d'argilla sumero, vengo a sapere di questo conflitto di diritti cha anima il civile Belgio.
Uno stupratore conclamato (e condannato) chiede l'eutanasia, con ciò tuttavia sfuggendo, tramite la dolce morte, alla pesante condanna (rieducativa) comminata, sostenendo, egli, che niente lo potrà rieducare, sarà sempre tormentato dal pungolo allo stupro, quindi, chiede, "Voglio morire, così non farò più male ad alcuno".
Per aiutare i giudicanti belgi, suggerisco: invece di concedergli l'eutanasia, perché non proporre al carcerato di diventare eunuco?

«Ogni singolo essere esiste per uno scopo: il cavallo, la vite... Perché ti stupisci? Anche il sole dirà: "Esisto per un determinato compito", e così pure gli altri dèi. E tu, allora, per quale scopo esisti? Per godere? Vedi tu se il concetto sia ammissibile», Marco Aurelio, A se stesso, Edizione Garzanti, libro VIII, paragrafo XIX.

lunedì 8 luglio 2013

A ogni vivente il suo testo

Sera di poesia: ho preso Zanzotto e l'ho strattonato, tirato per la giacchetta, previo averlo fatto uscire dal cofanetto meridianeo e averlo agitato, sfogliato, previsto, imprecisato punto dove ho scelto un qualcosa che fosse trattenimento/godimento di La Beltà.

XV
Dietro barriere di luci protente spinose
è in allarme la base. Alzo zero.
Da qui attrezzate zone.
No miseria inedia frustrazione;
allevamenti immediatamente,
batterie di vitelli, polli, carname antifame.
Formiche mosche vespe
bruchi cantaridi d'allevamento,
umori del verde essiccati e macinati, mandragole,
noi disposti all'imprinting di più savie regole,
e poi per tutti i cosmi il sostegno commestibile
e il dolcissimo struggimento.
Formiche studiano Pavan
api Von Frisch, vespe Leo Pardi,
ogni vivente il suo testo, per meglio farsi cibarie
stimolo corpo desiderabile
mangianza e godenza e anche più in là.
[...]


Qual è il mio testo per farmi meglio cibaria stimolo corpo desiderabile mangianza godenza e anche più in là? Il mio testo. Vale a dire: io scrivo per rendermi commestibile perché, mangiando le mie parole, si possa assumermi, come una vitamina, una proteina, un sale minerale. Faccio bene? Dipende dalla posologia. Ci sono dottori che mi prescrivono in dosi omeopatiche, altri invece in dosi da ciclista che aspira a vincere il Tour. Per questo, attenzione all'antidoping, oppure all'effetto placebo. Io, fosse per me, mi basterebbe di funzionare, di essere un farmaco intelligente che colpisce i punti giusti senza causare troppi effetti collaterali. Come adesso, appunto, che mi è venuto sonno e non riesco più neanche a riporre Zanzotto (e me) dentro la custodia.

P.S.
Oltre alla testa, a definire la nostra identità c'è anche il testo.

domenica 14 novembre 2010