«Convenne finalmente col crescere della peste e il moltiplicarsi giornalmente il numero de'
morti disingannare il popolo, e persuaderlo che il malore purtroppo era nella città, e laddove i
discorsi nessun effetto producevano, si dovettero far manifesti sopra gran carri gli ammassi de'
cadaveri nudi aventi i bubboni venefici, e così per le strade dell'affollata città girando questo
spettacolo portò infine la convinzione negli animi, e forse propagò più estesamente la pestilenza.
Allora fu che il popolo furiosamente si rivolse ad ogni eccesso di demenza. Nei disastri pubblici
l'umana debolezza inclina sempre a sospettarne cagioni stravaganti anzi che crederli effetti del corso
naturale delle leggi fisiche».
Pietro Verri, Osservazioni sulla tortura, 1776