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domenica 17 dicembre 2023

Al via la campagna


 Curiosità: vorrei sapere perché gli addetti strafatti ai lavori insistono con il termine “campagna” anziché usare, per esempio: montagna, collina, pianura. O, forse, meglio sarebbe utilizzare il deserto?

domenica 4 settembre 2022

Accanto alla voce

Nella Rivista di Psichiatria del marzo-aprile 2022, vol. 57, n. 2, pag. 101-105, c'è un articolo a firma di Giuseppe Bersani dal titolo L'altra epidemia.
Riporto il “riassunto”:
«L’articolo è una riflessione sul fenomeno psichico della negazione della realtà della pandemia di covid-19, dei dati della ricerca scientifica su di essa e delle finalità terapeutiche del vaccino e delle politiche sanitarie nazionali e internazionali, così come questo emerge nell’ambito dei cosiddetti movimenti no-vax. Vengono descritti i possibili quadri psicopatologici alla base o associati a tale fenomeno, valutate analogie e differenze di questi con quelli della nosografia psichiatrica classica, considerate ipotesi interpretative psicologiche e psichiatriche che possono in qualche misura caratterizzare una realtà vasta e complessa, nella cui conoscenza e nella cui gestione gli psichiatri potrebbero svolgere un ruolo molto più rilevante di quello attualmente svolto.»
Riassumo il riassunto: i no-vax sono degli idioti, 

E chi o cosa è un idiota secondo il Bersani? Leggiamo:
«“Idioti” sono coloro che nel contesto planetario della pandemia di covid-19 ne negano la stessa esistenza, o attribuiscono a essa un’origine intenzionale decisa da fantomatici centri di potere globale e finalizzata al controllo totale sulla popolazione mondiale, o non riconoscono efficacia o utilità della vaccinazione di massa o di altre misure rivolte al suo contenimento, o vedono in queste un ulteriore strumento di manipolazione e controllo. La gamma delle possibili teorie è, nella realtà, vastissima, ma tutte sono riconducibili a un comune denominatore ideativo che si declina nelle sue diverse forme in rapporto a suggestioni e influenze personali e ambientali: la negazione della realtà della pandemia nei termini in cui essa appare oggi presentata all’opinione pubblica dai mezzi di comunicazione sociale, la negazione della validità e dell’obiettività dei dati della ricerca scientifica su di essa, la negazione della finalità terapeutica reale delle politiche sanitarie nazionali e internazionali.»
Immagino, dunque, che il Bersani definisca “intelligenti” coloro che 
  1. non negano la pandemia, o non attribuiscono a essa una origine intenzionale decisa dal potere al fine del controllo totale della popolazione;
  2. sostengono che la vaccinazione di massa coi farmaci sperimentali sia stata utile ed efficace;
  3. ritengono che il confinamento, le mascherine, il distanziamento sociale siano misure anch'esse utili ed giovevoli;
  4. credono che i media mainstream abbiano trasmesso e pubblicato sempre notizie fondate, valide e obiettive;
  5. affermano che il protocollo paracetamolo e vigile attesa abbia avuto una grande utilità terapeutica.
Sbaglierò, ma nutro il sospetto che, di questi tempi, ci sia un considerevole numero di intelligenti che preferirebbero trasferirsi nel club degli idioti.

Comunque, nonostante il susseguirsi di tante seghe psichiatriche, la mia “idiozia” immagina che la motivazione principale per la quale il Bersani definisca i no-vax degli idioti, sia dovuta a un disturbo narcisistico della personalità, personalità che reclama, al pari di un Burioni o di un Bassetti, di sfilare sui tappetti rossi della mondanità mediatica, giacché egli, in conclusione del suo articolo, dichiara:
«Potrebbe forse concretizzarsi in un imminente futuro l’ipotesi, inizialmente impensabile ma adesso di sempre maggiore potenziale realismo, che accanto alla voce degli infettivologi, dei virologi e dei gestori della salute pubblica divenga necessario ascoltare anche quella degli psichiatri, alla fine costretti a riflettere e a prendere consapevolezza dell’esistenza e dell’urgenza di comprendere e gestire, accanto all’emergenza della pandemia di covid-19, anche quella di un’“epidemia parallela”, i cui sviluppi e le cui conseguenze sociali, culturali e mentali, potrebbero essere, se possibile, ancora più gravi e devastanti di quelli legati all’epidemia infettiva.»
Suvvia, dunque, direttori dei palinsensti tv, chiamate in studio il Giuseppe Bersani prima che la devastazione abbia inizio.

martedì 16 agosto 2022

100%

 

Forse se facevamo caso a quando il Bourla scrisse il primo tweet (primo aprile), ci accorgevamo che ci stava prendendo per il culo. Al 100%.

Battute a parte, in questo caso, quel che è interessante segnalare, è come la fede nella scienza, per quanto forte e pervasiva voglia essere, da sola non basta a dimostrare che essa sia vera. Passare dalla entusiasta affermazione che«il nostro vaccino è efficace al 100% nella prevenzione dei casi di Covid-19» al sommesso annuncio di risultare positivo al virus nonostante quattro dosi, fa di quella fede un semplice oroscopo, nel quale puoi credere e regolarti di conseguenza, oppure anche no.

Inoltre, quale miglior conferma che sia una superstizione credere che avere in corpo quattro dosi, in caso di contagio, faccia avere sintomi lievi, se poi aggiungo anche una cura anti-virale perché sai, meglio aver paura che buscarne?





domenica 3 luglio 2022

La pan-demenza

Ho visto il ministro e-Speranza intervistato parlare boccheggiando, ché coperto da effeffepidue, per dare consigli su altre dosi che i “fragili” e gli ultra-ottantenni dovrebbero farsi e sono sinceramente preoccupato per costoro e per la salute degli italiani in generale, anche di coloro che - e sono probabilmente la maggioranza - continuano a credere che le sue deliberazioni ministeriali siano state e siano ancora giuste e corrette. 

Vedo anche che, nonostante il gran caldo, ci sono tante persone influenzate con raffreddori, mal di gola, tosse, dolori muscolari - cosa mai registrata, tra giugno e luglio, da decenni a questa parte. E vedo anche la difficoltà di farsi delle domande sul perché questa cosa accada o, peggio, di non darsi delle risposte autonome, che non ricalchino quelle dei notiziari o dei giornali che dicono e scrivono le stesse cazzate anti sanitarie di sempre.

Vedo anche medici vassinatori camminare da soli per le vie della città con effeffepidue appiccicata e se chiedi loro perché, essi rispondono: «Perché è un periodo di pandemia».

Ah.

giovedì 26 maggio 2022

Vaccini d'Egitto

Ho ascoltato questo breve intervento del professor Giovanni Frajese tenuto l'altro ieri presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sui vaccini anti-covid e mi (e vi) chiedo: se una commissione invita uno scienziato, lo lascia parlare, lo ascolta e ha orecchie per ascoltare, se non c'è un qualificato - come quello di Frajese - intervento di un altro scienziato che, sulla base di quegli stessi dati riportati da prestigiose riviste scientifiche internazionali, offre un'interpretazione e una conclusione di natura diversa (ma è possibile?), come fanno i parlamentari a deliberare qualcosa che cozza contro certe evidenze? 

Paniz! Che i vaccini siano anch'essi nipoti di Mubarak?

A ripensarci, mi rammarico profondamente di aver sprecato tanta rabbia e indignazione per niente, dodici anni fa. Avrei dovuto conservarla per tempi peggiori, come questi; facendomi crescere (e affilare) ben bene le unghie (e fortificare persino i canini,) per sbranare tutte le testedicazzo politiche televisive e virostar, le quali ancora, impunite, se stanno là a pontificare e comandar. 


domenica 9 gennaio 2022

Maremma impestata ladra

La follia politica e collettiva prosegue a livelli tali che se si potesse da essa ottenere una forma di carburante, l'Italia avrebbe garantito decenni di indipendenza energetica, tanto che potremmo andare in culo agli americani, ai russi, agli arabi e a chi cazzo ne so.
Povere narici, povere gole umane vilipese per raccogliere tracce di saliva (che scendeva), prove di presenze occulte di salcazzo che.
E quanta gente ancora impaurita di morire, di morire, di morire, di morire, senza sapere che è morta di già.



Agitarsi non serve, imprecare nemmeno. Sicché si allarga la bocca più che si può per far finta di sorridere. E senza quella cazzo di mascherina effe effe loggia pi due. 

domenica 26 dicembre 2021

Raffreddori di Stato

Due giorni di raffreddore forte, forte, senza febbre, insistente, colante a tratti, a fiotti, il domandarsi donde si trovi la sorgente del muco, il frizzare delle narici continuo e discontinuo, il credere troppo alla tregua dopo una soffiata, il trattenersi dal soffiare, lo starnutire, l'imprecare a capo e dodici, il consumare copioso dei fazzoletti di carta, il lavarsi frequente delle mani, l'incartavetrarsi delle stesse, l'irrigarsi le narici di acqua e sale, il fare suffumigi, il chiudere gli occhi, l'assopirsi... 
E finalmente, dopo due giorni e due notti - e due tamponi salivari a due euro, di quelli ai quali il nostro ministero rifiuta di riconoscere validità (sono omologati ovunque nel mondo) - al mattino la tregua diventa una quasi pace per il naso che ha ritrovato il posto di sempre, invisibile tra gli occhi che guardano tutto fuori che lui.

Che fortuna che i raffreddori siano, per noi comuni mortali, di breve durata. Niente a che vedere coi raffreddori di Stato che si sa bene quando iniziano, ma quando finiranno - nonostante tanti illustri dottori a disposizione - non si sa.

domenica 12 dicembre 2021

Osservazioni

«Convenne finalmente col crescere della peste e il moltiplicarsi giornalmente il numero de' morti disingannare il popolo, e persuaderlo che il malore purtroppo era nella città, e laddove i discorsi nessun effetto producevano, si dovettero far manifesti sopra gran carri gli ammassi de' cadaveri nudi aventi i bubboni venefici, e così per le strade dell'affollata città girando questo spettacolo portò infine la convinzione negli animi, e forse propagò più estesamente la pestilenza. Allora fu che il popolo furiosamente si rivolse ad ogni eccesso di demenza. Nei disastri pubblici l'umana debolezza inclina sempre a sospettarne cagioni stravaganti anzi che crederli effetti del corso naturale delle leggi fisiche».

Pietro Verri, Osservazioni sulla tortura, 1776

lunedì 1 novembre 2021

Intensificar legami

A parte un certo - non so quanto giustificato - sbandamento iniziale, dopo poche settimane della primavera del '20 gli elementi in gioco erano già tutti visibili per osservare che l'esperimento politico sociale in corso non aveva altro fondamento che una emergenza artatamente imposta e quindi mantenuta in piedi dai poteri dello Stato, da tutti i poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario e mediatico, al fine di governare un po' come cazzo ci pare a noi, fare cose che altrimenti avrebbero avuto un decorso meno veloce, e non sono tempi da lentezza democristiana questi, ci vuole speditezza, risoluzione rapida, esecuzione di ordini immediata. C'è un'Agenda con degli impegni da rispettare.

Il corona non è un virus, bensì una gallina dalle uova d'oro che, contrariamente al contadino della favola che la uccise, il Potere tiene artificialmente in vita per trarre da essa: legittimità, finta autorevolezza (ovvero vera tracotanza con tratti di autoritarismo), “mani libere”, finzione.

Dell'aspetto sanitario in sé non frega un cazzo nulla a questi beccamorti diffusori delle statistiche di stocazzo. Lo attesta lo stesso Capo che, mi pare ieri al G-Fava, ha dichiarato:
"Abbiamo intensificato i legami tra finanza e salute. Anche perché è necessario per prevenire epidemie, nuove pandemie. E soprattutto in generale per assicurarci la preparazione ai prossimi purtroppo inevitabili drammi sanitari"
Purtroppo inevitabili. S'interessa e preoccupa dei futuri, ma dei presenti drammi sanitari gli frega, appunto, un cazzo. Forse perché i cordoni della finanza andrebbero sciolti in favore della salute?

 

mercoledì 27 ottobre 2021

Trottolino facinoroso


Anno 2000, 43 aprile 
Oggi è una giornata di immenso trionfo! In Spagna c'è un re. È stato trovato. Questo re sono io.
Nikolaj Gogol', Memorie di un pazzo 



Io vorrei essere un facinoroso perché mi rode il fare; infatti, preferirei non fare, giacché la via del fare è l'essere (Lao-Tzu); e l'essere è uno stare fermi, seduti, in piedi, in ginocchioni, a buco pillonzi il culo rivolgendo in direzione di un colle di Roma sul quale è ubicata la residenza di uno che dovrebbe essere primo servitore e invece strafà, straparla, strapazza quella carta su cui Egli ha giurato prima di insediarsi per un settennato e speriamo che sia morto lì, il mandato, e non prorogato come accadde indebitamente e irritualmente al suo predecessore.
Insomma, io vorrei essere facinoroso ma le turbolenze al momento le ho soltanto intestinali, le ribellioni meramente lessicali e le violenze sono quelle che infliggo solo a me per non saper astrarmi da questo merdume sparso che impesta l'Italia, la ammorba, la svilisce, deperisce e infama nell'attacco concentrico di tutti i poteri riuniti contro noi poveri sovrani ignudi e sbertucciati. Ah, fossi un Giobbe o un Geremia come bestemmierei contro di loro volentieri!

Come si vergogna un ladro preso in flagrante
così restano svergognati quelli della casa del Potere,
essi, i loro re, i loro capi,
i loro sacerdoti e i loro profeti.
Dicono a un intruglio: Tu sei il Salvatore!
E per ogni dose: Benedizione che rigenera!
E vogliono i bambini sull'altare
per marchiarli col fuoco dello Stato.
[...]
Ognuno si beffa del suo prossimo,
nessuno dice la verità.
Hanno abituato la lingua a dire menzogne,
operano l'iniquità, incapaci di convertirsi.
Angheria sopra angheria, inganno su inganno;
[...]
Una saetta micidiale è la loro lingua,
inganno le parole della loro bocca.
Ognuno parla di pace con il prossimo,
mentre nell'intimo gli ordisce un tranello.
[...]
Siano confusi i miei avversari ma non io,
si spaventino essi, ma non io.
Manda contro di loro il giorno della sventura,
distruggili, distruggili per sempre.[*]


_______________
* versetti dal Libro di Geremia, alcuni dei quali rimodellati per esigenze di cronaca.


domenica 26 settembre 2021

La loggia FFP2

Sono giorni in cui qualsiasi cosa pensi è pregiudicata dall'assurdo, da una pietra d'inciampo sulla quale, appunto, inciampo, perdo l'equilibrio, cado a terra e, se non metto le mani avanti, rischio di rovinarmi la faccia. Per questo vado in giro con lo sguardo abbassato, per evitare lo scandalo di vedere altri visi che, pur camminando, come me, sul lungofiume soleggiato, sono mascherati effeffepidue. Ma perché? Per via dell'effetto serra, del buco dell'ozono o del timido fumo proveniente da una sterpaglia che un contadino brucia? 
Inutile domandare. Meglio far finta che sia tutto normale, che il mondo è questo e non un altro. Così, a volte, sconsolato mi fermo, seggo su una panchina solitaria, chiudo gli occhi e proietto una realtà diversa all'interno delle palpebre.

Per esempio, Parigi.

Un primo pomeriggio assolato, un viale lungo la Senna, la Tour Eiffel in lontananza. Alla radio raccontano che in città c'è un'insolita invasione di calabroni. Essi svolazzano stranamente a mezz'aria, poco sopra la testa delle persone, e di loro non si curano se non quando aprono la bocca per dire, colloquiando con altri interlocutori, che forse si potrebbe fare anche diversamente da come il governo fa. In quell'istante, quando qualcuno apre la bocca per eccepire, un calabrone gli entra dentro e lo punge sulla lingua. «Al soccorso, al soccorso», grida lo sventurato, prima che la lingua gli si gonfi e non possa parlare più. Se è fortunato, qualcuno chiama un'ambulanza. I soccorsi arrivano veloci ma, prima di intervenire, gli domandano se è vaccinato senza ottenere risposta. Chi ha chiamato i soccorsi obietta qualcosa agli infermieri e loro gli domandano se avesse anch'egli qualcosa da eccepire. «Beh, in effetti»... Un altro calabrone piomba dentro la bocca di costui e lo punge sulla gengiva (aveva fatto appena in tempo a stringere i denti). Questa volta sono gli infermieri a chiamare altri soccorsi. Il primo passante sembra non respirare più e il capannello di persone, che naturalmente si era formato, inizia a gridare agli infermieri di fare qualcosa, non vedono che sta per morire? «Che cosa avete da eccepire?», ribattono quelli della croce rossa. Sciami di calabroni volano a mezz'aria, la gente impaurita scappa alla rinfusa; qualche sprovveduto tiene la bocca aperta un po' troppo e viene punto. È un parapiglia. Arrivano altre ambulanze, arrivano anche i gendarmi, in tenuta anti sommossa, i quali, anziché scacciare i calabroni, iniziano caricare le persone e a manganellare chi gli capita sotto tiro.
Scappare senza gridare, tenendo la bocca chiusa, non è facile. In molti, dopo poche decine di metri, rinunciano, capiscono che non c'è niente da fare, che non vale la pena insistere e l'unica soluzione, al momento, è stare zitti e indossare effeffepidue. Similmente ai pulcinella di mare - ma con il becco bianco e senza ali -, spiaggiati, in attesa dell'estinzione.




venerdì 17 settembre 2021

Sogni farmacisti

Come vanno via presto i sogni, veloci come tordi bottacci, che non li prendi se non spari e chi spara, noi no di certo, siamo disarmati, signor padrone, anche volendo, desiderando farle del male non potremo, come si fa a fare del male a chi è già male? Come aggiungere un'oncia di ragione a chi fa valere la ragione del più forte? Non si può fare, non si può aggiungere. E i sogni scappano, un battito d'ali e, via, lontani, ci lasciano solo una nota del loro canto, il resto della partitura svanisce così rapido che non abbiamo il tempo di ricordarlo.

È un bene che i sogni restino poco nella memoria, che non scolpiscano tracce tali quanto i vissuti. C'è già la vita imposta, preordinata dall'ordine costituito a intrecciare e annodare connessioni neuronali difficilmente districabili e solvibili. E infatti si sognano risultati negativi, si sognano muchi nasali, sputi.

Ho il vago ricordo sognante di una farmacista sorridente che, con un camice che ricordava la vestaglia di mia madre, anziché farmi il solletico per le fosse nasali, mi faceva assaggiare vari tipi di latte artificiale che suggevo dal biberon da lei somministrato, cullandomi un po'.



venerdì 10 settembre 2021

No-senza

Ho perso un po’ contezza dei tempi, da quando i vaccini anti-coronavirus arrivarono al confine italiano, scortati come il Sacro Graal, alcuni conservati in contenitori refrigerati con l’azoto – e tutte le conseguenti preoccupazioni di non interrompere la catena del freddo.

E non ricordo esattamente quando tutto cominciò, i primi che ne “beneficiarono”. Ricordo che si iniziò per categorie (forze dell’ordine, insegnanti, personale sanitario); si proseguì con l'obbligo ai sanitari; ci si accorse che i fragili restavano indietro e si procedette per scaglioni di età. A volte (mi sembra a Bologna) fu estratto, tipo lotteria, un lotto e ci fu la calca. Ci furono anche difficoltà con le prenotazioni, a trovare i luoghi di somministrazione vicini a casa (anche 100 km per farselo!). Ci fu chi lasciava il posto a un altro…

Poi venne l’estate, le file terminarono, i portali internet non si sono più intasati: basta un clic e subito riesci a trovare un appuntamento.

Sono passate diverse settimane, mesi. Sono state somministrate milioni di dosi. Dicono che ci sono indubbi benefici diffusi per tutta la popolazione. Nondimeno, sono stati riconosciuti, anche dagli organismi di controllo ufficiale, ma anche dalle stesse aziende produttrici degli effetti collaterali (non stiamo qui a discutere sul tipo di sorveglianza attiva o passiva, anche se eccome ci sarebbe da discutere).

Vengo al punto.

A fronte di questi dati, le case farmaceutiche stanno studiando e cercando soluzioni per migliorare e l’efficacia e per diminuire e/o attenuare gli effetti collaterali? In breve: esse hanno capito quale componente degli “ingredienti” provoca i danni o cosa aggiungere per potenziarne l’efficacia? Come sono stati capaci d immettere sul mercato tali prodotti in relativo poco tempo, potrebbero, tra qualche mese, “aggiornare” il prodotto ritirando dal mercato il vecchio? Un po’ come, in poche settimane, sono spariti dagli scaffali del supermercato quasi tutti i prodotti contenenti olio di palma, sostituito con altro tipo di olio vegetale, le case farmaceutiche potrebbero fare altrettanto?

Un’ultima cosa: perché durante queste settimane di forzatura, di costrizione, di ottundimento, le case farmaceutiche sono state e stanno generalmente mute? Perché non intervengono loro, si defilano dal dibattito e fanno parlare soltanto corifei dello stracazzo, politicanti del menga, e tanti altri cretini di vario genere? Perché il cliente (lo Stato) non osa dire all’oste: guardi una bottiglia su x mila, milioni sa di tappo, anziché negare il difetto e maldicorpo che in alcuni casi consegue?

À la guerre comme à la guerre, cadornini del cazzo?


mercoledì 4 agosto 2021

I tre imperativi



Caro Gogol ti scrivo, così mi distraggo un po'...

1. Vaccinati! Fa' un po' come ti pare: se ti senti un soggetto a rischio, fallo; sennò, scegli secondo coscienza: per quanto insisteranno a farlo credere, farlo non è essere eroi o salvatori tanto quanto non farlo non equivale a essere un criminale, uno da Tribunale dell'Aja, un Bin Laden che ti inviano uno squadrone, t'ammazzano in terra straniera, ti impacchettano e ti fiondano nel mezzo all'oceano, e solo loro ne possono dare notizia e non mostrare un cazzo se è vero o no.

2. Porta la mascherina! Nei locali al chiuso, tipo i supermercati. Ma non portarla quando sei fuori in strada, all'aperto, o in macchina, se sei con persone che conosci. Non portarla per farti le foto, anzi evita di farti le foto con quella cosa che ti cancella il volto. Sii umano, non schiavo.

3. Salva vite umane! La situazione qui è più complicata, ma tra l'imperativo categorico di Kant («Agisci in modo che la tua volontà possa istituire una legislazione universale») e la Regola Aurea, in questo ti consiglio di preferire la seconda, ma nella sua versione al negativo; vale a dire, non «fare agli altri ciò che vorresti gli altri facessero a te», che è un assunto per masochisti, bensì «non fare agli altri ciò che non vorresti gli altri facessero a te». Infatti, non è che se non ti vaccini e/o non porti la mascherina tu non salvi o, peggio, tu uccidi (o, come ha sostenuto Draghi, «ti ammali e muori» - toccata di palle libera).

P.S.

Al momento, lo Stato, tramite DPCM, ha imposto e regolato:

1) l'utilizzo obbligatorio delle mascherine in certe situazioni e condizioni (ora allentato);
2) la vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario*.

Salvare vite umane: ancora non ci hanno pensato a regolarlo per decreto.

[*] Mi dispiace che abbiano subito tale obbligo; spero 1) che coloro che vi si oppongono, vincano i ricorsi in tribunale e 2) spero non sia esteso l'obbligo a ulteriori categorie e/o a tutta la popolazione.

sabato 17 luglio 2021

Un'incredibile tendenza alla farsa

 « Proprio questa incredibile tendenza della situazione-limite a rovesciarsi in abitudine è quanto tutti i testimoni, anche quelli sottoposti alle condizioni più estreme (i membri del Sonderkommando, ad esempio) concordemente ci attestano ( “A fare questo lavoro, o si impazzisce il primo giorno, oppure ci si abitua”). I nazisti avevano compreso così bene questo potere segreto insito in ogni situazione estrema, che essi non revocarono mai lo stato di eccezione che avevano dichiarato nel febbraio del 1933 ["o nel marzo 2020? non ricordo" ndb], all'indomani della presa del potere, così che il Terzo Reich ha potuto essere a ragione definito “una notte di S. Bartolomeo durata dodici anni”. »

Giorgio Agamben, Auschwitz, in Homo sacer, Quodlibet, Macerata 2018 (II edizione del 2021), pag. 794-5


La farsa democratica dello Stato di Eccezione (Stato d'Emergenza) continua a essere rappresentata. Pochi coloro che si rifiutano di esserne parte, di partecipare come pubblico plaudente. Dal Loggione, rarissimi i fischi. Fuori del teatro, le forze dell'ordine vigilano e zittiscono subito anche chi si limita a dire vergogna, vergognatevi [pezzi di merda, lo aggiungo io]. La salute prima di tutto. La salute del popolo prima ancora di tutto. E per vincere definitivamente la paura di morire, l'unica soluzione è smettere di vivere. E chissà se anche per entrare ai cimiteri - questi luoghi purtroppo poco visitati se non durante le feste dei santi e dei morti, forse perché, nell'ordinato silenzio tombale, anziché i numeri, i dati, le statistiche, siamo costretti a leggere i nomi - ci vorrà il green pass.

domenica 11 luglio 2021

Ancora

Per strada tante facce
Non hanno un bel colore
Qui chi non terrorizza
Si ammala di terrore

[Ansia]


Domenica di luglio. Incollo qui questa schermata e non la commento perché sento vibrare dentro me corde bombarole. Purtroppo, io con il tritolo non ci so fare, dunque le redazioni, tutte le redazioni, compreso l'algoritmo malefico di gogol news stia tranquillo, non subiranno danni, se non morali, quelli che moralmente mi infliggono dal marzo 2020 (AVETE STRAROTTO E STRAMAZZATO IL CAZZO!).

Domenica di luglio. Gran giro in quota salvezza, dentro il parco. Venti km, a corsa e a marcia, dislivello (positivo) di oltre mille metri, dolore alla bandelletta verso la fine, comunque ce l'ho fatta al fresco dei faggi secolari e a cavallo di uno dei crinali più belli dell'Italia centrale. Per la prima volta ho visto la Gorga Nera, un piccolo laghetto verde dove vivono rane temporarie e ululoni; dipoi rivisto Capodarno (compreso la bevuta di un sorso in palmo di mano à la source) e il Lago degli Idoli.

Devo pensare e produrre queste notizie: una forma autoredazionale di resistenza.

mercoledì 30 giugno 2021

Espoir

Più che pensare mal comune, mezzo gaudio, mi viene da bestemmiare e stramaledirli tutti, anche in francese.

E se qualcuno dovesse dirmi che sente puzza di complottismo, j'espère qu'il enfonce sa tête dans son  trou de cul.

sabato 19 giugno 2021

La Zona

Amministratori locali, presidente della regione in testa, che gioiscono coi loro postini su facebook o su twitter perché da domani - per grazia concessa dal ministro - la Toscana è zona bianca. Zona bianca... Ma la zona nulla, il niente zona quando
A proposito di Stalker, Andrej Tarkovskij disse:
«Mi hanno sovente domandato cos'è la Zona, che cosa simboleggia, ed hanno avanzato le interpretazioni più impensabili. Io cado in uno stato di rabbia e di disperazione quando sento domande del genere. La Zona è la Zona, la Zona è la vita: attraversandola l'uomo o si spezza o resiste. Se l'uomo resisterà dipende dal sentimento della propria dignità, dalla sua capacità di distinguere il fondamentale dal passeggero»¹


______________
¹ A. Tarkoskij, Scolpire il tempo. Milano, UBULibri, 1988, pag. 178


domenica 30 maggio 2021

La speranza delle idee


Nessuno tocchi Speranza; ma con le idee che lui ha e che impone al ministero che dirige, beh, ci accenderei volentieri il fuoco. In particolare a quella messa in pratica (chissà su suggerimento di chi) di ricorrere al Consiglio di Stato per opporsi alla decisione del Tar del Lazio in favore delle cure domiciliari precoci anti coronavirus 

sabato 29 maggio 2021

Disertare non è mai stato così bello



La scïenza (mi raccomando alla dieresi). 
La guera (con una ‘r’ sola). 
Il senno (con tutte e due le ‘n’).