«Che possibilità c'è di fare qualcosa del genere in un Paese dove il paradosso è la norma? Dove la lobby non influenza il governo ma è il governo, il quale però chiama se stesso Popolo, assumendo che l'interesse privato sarà prima o poi l'interesse di tutti, o almeno di tutti gli amici. E proprio mentre fa tutto questo, mentre l'interesse privato si fa norma pubblica alla luce del sole senza che ciò causi ormai il minimo scandalo, cerca e trova la sua fonte di legittimazione nientemento che nell'etica e nella religione e con quella legittimazione si mette a collezionare divieti e a restringere libertà. Il minimo che si può dire è che non gli manca il sense of humor.
(E il popolo infatti ci sta, perché anzitutto vuole speranza e futuro e non la trova altrove, certo non la trova dalle nostre parti, perché vorrebbe moralità ma se gli si rifila ordine e gli si urla parecchio nelle orecchie si convince che è lo stesso, perché si riconosce in un vincolo di clan e calcola che la fortuna del capo sarà la fortuna propria, perché ammira il successo e lo brama; perché vuole il Duce, perché l'alternativa fa schifo, perché avere in mano quasi tutto il sistema informativo e dell'intrattenimento forse un po' aiuta, specie in un Paese in cui la rete conta ancora poco, perché, perché...)».
da leggere tutto, questo splendido post di Falso Idillio
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domenica 29 marzo 2009
domenica 8 marzo 2009
Consigli democratici 4.

Segnalo la consultazione di questa preziosa bussola.
Qui mi limito a riportare questa osservazione:
Qui mi limito a riportare questa osservazione:
«In passato, nella prima Repubblica - e per quasi cinquant'anni - il 40% dei cittadini è stato all'opposizione senza possibilità di diventare maggioranza. Ma senza mai sentirsi straniera. E senza mai perdere la speranza. Allora, però, i partiti offrivano valori, identità, organizzazione, socializzazione. E ciò garantiva appartenenza, senso. Cittadinanza. Oggi non è più così. Anche se non si può dire che gli elettori del Pd non abbiano espresso il lor sostegno a questo progetto. Visto il risultato elettorale di un anno fa. Vista la grande partecipazione che ha caratterizzato le primarie. Semmai, il problema sta nello scarto fra un investimento tanto generoso e una risposta altrettanto povera. Da ciò la delusione, la secessione silenziosa. Per ri-conquistare gli esuli, i gruppi dirigenti del Pd dovrebbero rinunciare ai giochi di palazzo, a parlar di se stessi per "parlare nuovamente alle persone", come ha scritto Michele Serra. "Basterebbe una politica copiata da un noto estremista. Barack Obama", conclude un altro lettore. Ma forse anche meno. Una politica.»
domenica 1 marzo 2009
Consigli democratici 3.
Ho visto Dario Franceschini a Che tempo che fa. Ha fatto una degna figura, quasi da convincermi anche sul punto essenziale. Quasi. Sì, perché ha mostrato di non aver capito che il punto essenziale su quale voglio (in tanti: vogliamo) chiarezza è stato, anche stasera purtroppo, lasciato in sospeso. E il punto è la libertà di coscienza in materia delle libertà individuali, a cominciare dal testamento biologico (o biografico). Infatti, Franceschini, ben incalzato da Fabio Fazio, è parso sempre difendere la posizione di quei pochi (due, tre) parlamentari democratici che, in materia di questioni bioetiche, assumono le posizioni retrive del Vaticano di cui si fanno portavoce a scapito della laicità dello stato e della libertà dell'individuo. Franceschini ha sostenuto che è naturale che in un grande partito - che contiene molteplici ispirazioni - vi siano posizioni divergenti e che ogni parlamentare ha il diritto di richiamarsi alla sua coscienza. Fazio ha fatto anche la domanda giusta, dicendo a Franceschini che sarebbe più normale che, in tali materie, fossero i cittadini a esser lasciati in condizione di poter scegliere liberamente come deliberare per se stessi. Franceschini ha glissato sul principio che ogni parlamentare ha il diritto di rivendicare la propria autonomia in certe materie. La conversazione poi è scivolata sulla questione di dare ai disoccupati senza ammortizzatori sociali un assegno di disoccupazione. Per trovare i fondi necessari, ha detto Franceschini, oltre a un risparmio sulla spesa pubblica, occorre riprendere il percorso di dura lotta all'evasione che questo governo, ahimè, ha invece abbandonato. Sì, perché evadere, oltre ad essere un reato, significa danneggiare tutta la comunità di cui si fa parte, commettendo un vero e proprio crimine sociale. E qui Franceschini ha dichiarato, severo, che tale lotta è una vera questione di principio, e che preferisce perdere il consenso di coloro che invece la pensano diversamente. Bravo Dario, mi son detto; però questo discorso vale anche per le questioni di sopra. Quanti sono, infatti, i potenziali elettori del PD che hanno le stesse posizioni della Binetti, della Bianchi, di Rutelli eccetera? Dunque, caro segratario provvisorio, cerca di capire che, pur essendo di natura diversa, le questioni hanno lo stesso punto in comune. Come non ti sogneresti di lasciar libertà di coscienza in materia di evasione fiscale, così non puoi lasciar libertà di coscienza sul tema ancor più importante che riguarda la libertà di noi cittadini di disporre come ci pare della propria vita, dal suo inizio alla sua fine. Per questo, come sei stato severo e giusto nel dichiarare che preferiresti perdere voti piuttosto che guadagnarne a discapito della lotta all'evasione, se sarai altrettanto severo e giusto nei riguardi di questo tema, vedrai farai riguadagnare al PD almeno otto punti percentuali alle prossime elezioni. Auguri.
Consigli democratici 2.

Pur non essendo stato contattato o intervistato da nessun istituto d'indagine statistica, mi ritrovo perfettamente nella figura di ex voto del PD, assai ben descritta oggi da Ilvo Diamanti su Repubblica.
In calce, suggerisco anche come fare per recuperarmi: dare un calcio (metaforico) nel derrière a tutti i teodem o rutelliani presenti nel partito.
In calce, suggerisco anche come fare per recuperarmi: dare un calcio (metaforico) nel derrière a tutti i teodem o rutelliani presenti nel partito.
domenica 15 febbraio 2009
Severo Monito (di un piccolo Blogger)
Alla luce dell'ottimo articolo di Marco Politi su Repubblica di oggi («L’armata del Vaticano alla battaglia dell’etica» - se non avete l'edizione cartacea potete reperirlo qui), o il Partito Democratico decide pubblicamente di non farsi più in alcun modo influenzare dalle gerarchie vaticane nelle sue deliberazioni politiche, mettendo così dei chiari paletti a quei cattolici democratici (i cosiddetti teodem) che sono più fedeli al Papa che ai loro elettori; oppure - se il PD resterà titubante e non attuerà una politica adulta, sanamente laica, che non discrimina nessuna fede, senza però diventare succube di alcuna - non lo voterò più (nemmeno turandomi il naso).
P.S.
Comunque oggi vorrei essere sardo per votare Soru.
P.S.
Comunque oggi vorrei essere sardo per votare Soru.
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