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martedì 25 agosto 2015

Teste di gatto morto

Uno studente domandò a Sozan, un maestro cinese di Zen: « Qual è la cosa più preziosa del mondo?».
Il maestro disse: «La testa d'un gatto morto». 
«E perché la testa d'un gatto morto è la cosa più preziosa del mondo?» insistette lo studente.
Sozan rispose: «Perché nessuno può dirne il prezzo».

La cosa più preziosa del mondo”, da 101 storie Zen, Adelphi, Milano 1973
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Che il mondo sia globale e che i nemici siano una finzione è cosa nota. Casomai tutti lottano contro tutti per strappare, all'interno della logica produttiva capitalistica, gli ultimi brandelli di ciccia attaccata all'osso. Dal tubetto del mercato, strizza strizza, esce sempre meno valore, nonostante cerchino di pomparci dentro denaro a iosa. 

Preoccupatissimo persino il direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, forse perché ha buttato anch'egli, nel calderone di Shanghai, quattro talleri dei suoi risparmi.
«Non si perda un attimo per rendere operativa la via cinese al Quantitative easing.»
E giù consigli sul da farsi. Mai sul disfarsi. Si deve evitare, si deve seguire, si deve creare.
«Bisogna che la più grande economia socialista in transizione, con il suo carico di anomalie, prenda atto della gravità dei problemi»
Transizione? La Borsa di Shanghai fu istituita e aperta a fine 1990. Tra poco compie un quarto di secolo di transazioni socialiste. Godi popolo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Ah sì?

Volevo scrivere qualcosa su Bertolaso, ma a me Bertolaso non fa venire in mente niente. Che forse dietro tutto questo ci sia l'incazzatura della Clinton? Certo che dopo le villane dichiarazioni haitiane l'avrei mossa anch'io la Zia per fargli qualche dispettuccio.
Comunque sia gli dedico questa storiella Zen. Dedica estensibile a tutto il governo di centrodestra, soprattutto al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro.
«Ah sì?» disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: «Ah sì?».

101 storie Zen, Adelphi, Milano 1973