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martedì 29 dicembre 2015

965

Leggendo un articolo di un professore della Sorbona e poi vedendo questo servizio su France 2 mi sovviene il timore che la Repubblica francese si stia avviando sulla stessa strada intrapresa dalla Repubblica americana. 
Anche se il medagliere lo vinceranno sempre, giocoforza, le grandi nazioni.

via Washington Post

venerdì 1 maggio 2015

Blocco enigmistico

Non so perché, ma sono rimasto un po' deluso nell'apprendere che alcun black boc, o incappucciato con maschera antilacrimogeni, o tuta nera, non abbia seguito i miei consigli e si sia lasciato andare alle solite pantomime violente che non fanno altro che accresce di uno zero virgola il PIL.
Oppure, non fanno altro che dar luogo a sospetti che terrei volentieri nel cassetto dei pensieri fatti e non espressi, tipo quello che, sotto sotto, non sia altro che un gioco tra le parti.

Ma quanto scrive un'esperta di faccende poliziesche come Balqis, mi fa aprire il cassetto.

«Sin dalla vigilia era abbastanza chiaro che il Viminale avrebbe ordinato un approccio soft verso i noexpo per convogliare l'attenzione del Paese sui rischi rappresentati dall'eversione in modo che la popolazione rimanga unita attorno alle istituzioni e soprattutto alle forze dell'ordine.
Una maniera come un'altra per smorzare le tante polemiche delle ultime settimane e far dimenticare certe indecisioni del governo.
Però così pare un po' troppo soft.»

giovedì 22 novembre 2012

Pugni duri costituzionali

Il ministro dell'interno, Annamaria Cancellieri, parlando al Senato della Repubblica, ha detto che le forze dell'ordine si stanno preparando a fronteggiare possibili emergenze di ordine pubblico perché «la  situazione economica è difficile». Per far ciò - ella ha proseguito - è allo studio del governo la possibile introduzione dell'«arresto differito» per coloro che parteciperanno alle manifestazioni muniti di passamontagna, caschi e bastoni:
«l'arresto differito è uno strumento molto efficace che ha dato risposte positive negli stadi e pensiamo quindi di applicarlo; [tuttavia] stiamo facendo una valutazione perché ci sono aspetti costituzionali da chiarire».
Ah, meno male ci sono gli aspetti costituzionali da chiarire. 
Ora, a parte il fatto che il cosiddetto Daspo avrà funzionato per gli stadi ma non certo per i pub, c'è da dire che, a tale proposito, da un punto di vista dell'ordine pubblico, sono socialmente meno pericolosi i manifestanti “sociali” (che, seppur muniti di caschi e spranghe, affrontano reparti specializzati anti sommossa delle forze dell'ordine), rispetto a gruppi di tifosi neofascisti che compiono premeditate e vigliacche azioni squadriste ai danni di persone impreparate e senza difesa (trovandosi poi di fronte soltanto tre poliziotti raccattati alla bell'e meglio dopo che qualche buonanima ha telefonato in centrale).

Ma d'altronde questo è normale: lo Stato italiano, come lo stesso capo della polizia (Manganelli) in qualche trasmissione ha ammesso, teme più le aggressioni di sinistra a sfondo “sociale” che le aggressioni di destra a sfondo “razzista”. Non c'è bisogno di spiegare perché.