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martedì 21 febbraio 2012

L'utero non è tuo e lo gestiamo noi


Tramite “mamma” Ocasapiens apprendo che in Virgina (U.S.A.) accadono queste cose votate a maggioranza. Mi domando se la Roccella e la Binetti (tanto per prendere due campionesse di bioetica) potranno prendere spunto per qualche proposta di legge analoga da portare in Parlamento.
E poi (immagino): chissà come starà esultando G. Ferrara; magari, stasera, si appunterà sulla giacca la spilla dello stato federato americano.
Nella parte inferiore dello stemma compare il motto latino Sic semper tyrannis ("Così sempre ai tiranni"), attribuito a Bruto, che l'avrebbe pronunciato durante l'assassinio di Gaio Giulio Cesare. All'interno di esso, invece, è raffigurata una donna abbigliata alla maniera delle Amazzoni, personificazione della virtù e dello stato della Virginia, ai cui piedi giace un uomo prostrato a terra, che rappresenta la tirannia e che tiene nella mano sinistra una catena e in quella destra una frusta.
Il despota in questione è, questa volta, l'utero: è troppo tempo, oramai, che nella società occidentale tiranneggia la Virtù della donna. Sia schiacciato, dunque, dacché esso non è proprietà individuale, ma collettiva, e coloro che ce l'hanno e che vogliono abortire (o vorrebbero avere il diritto di poterlo fare) è bene se lo mettano in testa Anzi: nella vagina.

mercoledì 2 novembre 2011

Copio e incollo...

... questo post sotto dell'amica Oca. Non è che mi senta tanto bene a leggere ciò, ma mi consolo immaginando alle migrazioni delle oche americane



Ovulof630

Referendum l’8 novembre in Mississippi per decidere se l’ovulo fecondato è una persona. Visto che ne perdiamo da 50 a 200 nel corso della nostra vita sessuale, presumo che se vince il Tea Party, farà una legge che rende obbligatoria l’analisi entro i cinque giorni da ogni coito. E se positiva, rende obbligatorio anche il processo per omicidio in assenza di parto entro il nono mese.

P.S.
che non c'entra nulla con quanto sopra: sono molto deluso dal nuovo Reader e Google m'indispone visto che non spiega le ragioni di modifiche così importanti.

venerdì 5 febbraio 2010

L'utilità delle differenze

«Come è utile che fino a quando l'umanità non sarà perfetta vi siano differenze d'opinione, così lo è che vi siano differenti esperimenti di vita; che le diverse personalità siano lasciate libere di esprimersi, purché gli altri non ne vengano danneggiati; e che la validità di modi di vivere diversi sia verificata nella pratica quando lo si voglia. In breve, è auspicabile che l'individualità sia libera di affermarsi nella sfera che non riguarda direttamente gli altri. Quando la norma di condotta non è il carattere individuale ma le tradizioni o le consuetudini degli altri, viene a mancare uno dei principali elementi della felicità umana, e l'elemento sicuramente principale del progresso individuale e sociale».

John Stuart Mill, Saggio sulla libertà, Il Saggiatore, Milano 1981 (pag. 85)

Verrà un giorno in cui la finezza di simili ragionamenti potrà passare direttamente all'azione ed essere forza, diritto che si afferma, baluardo di libertà e giustizia? Tutte le piste dello spazio evolutivo è lecito esplorare purché “gli altri non vengano danneggiati”.
Quando il pre-giudizio sarà relegato a rottame argomentativo? Quando il giudizio sarà esercitato solo dopo l'esplorazione di vita (e durante per verificare che non vi siano danni): lasciare libera ogni “personalità” di esprimersi, questo è il più alto compito di un moderno Stato di diritto (e di doveri).
Che senso ha per uno Stato negare l'unione civile di due persone dello stesso sesso? Nessuna. E ancora: che senso ha negargli poi il diritto di avere un figlio? Perché il figlio crescerebbe ‘male’ senza la figura paterna o materna? L'equilibrio, l'unità, l'affetto, il rispetto, la tolleranza, la fiducia, l'amore, l'educazione non sono elementi sessuati è l'ora di capirlo. E se non lo si capisce, la perfezione si allontana.