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giovedì 18 gennaio 2018

Bruca Massaro


Momenti particolari della vita in cui si ha contezza che siano momenti particolari nello stesso momento che accadono, né prima né dopo, durante, e la percezione intera di qualcosa che cambia, dentro, orologio biologico e psicologico, un movimento diverso, un mutato atteggiamento faccia alla quotidianità e alle faccende che impone, o anche agli eventi che il politico, tramite il mediatico, sugli schermi, propone. Isolamento dell’io che fa i conti con se stesso, usando gli addendi d’impotenza e rassegnazione, consolazione e resistenza. 
Tutto si tiene, non avere niente da dimostrare perché non era stata fatta alcuna ipotesi su quello che avremmo potuto essere. Nessuna fede che abbia piegato la mente verso taluna o talaltra direzione. Essere franco coi propri limiti per non cedere alla menzogna che l’io potrebbe essere se volesse. Io non voglio – e finita lì. Non per cedere al vittimismo, ma è preferibile dare la colpa a se stessi, ai propri limiti, ai preferisco di no, sono stanco, chi me lo fa fare, che alle circostanze. Tanto oramai il filo a piombo del caso mi ha piombato qui, in questo spazio tempo e luogo e non mi chiedete di fare, viaggiare, essere, lettera o testamento. Quanta parte ancora di pensiero userò per conoscere me stesso?
Speriamo poca.
«Connais toi toi-même. Maxime aussi pernicieuse que laide. Quiconque s'observe arrête son développement. La chenille qui chercherait à bien se connaître ne deviendrait jamais papillon.» 

André Gide, Les Nouvelles Nourritures, 1935
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«Conosci te stesso. Massima tanto perniciosa quanto brutta. Chiunque si osserva, arresta il suo sviluppo. Il bruco che cercasse di conoscere bene se stesso non diventerebbe mai farfalla».



venerdì 27 giugno 2014

Anche solo per dire

27 giugno 1914

«Mi credevo soltanto al 26 giugno. Non ho coscienza di aver lasciato passare un giorno senza scrivere in questo quaderno; e senza dubbio non ci scriverei più se non ci scrivessi tutti i giorni.
Oggi è stata una bellissima giornata [...]»

André Gide, Diari 1914-1927, Bompiani, Milano 1950

Anch'io non ho coscienza di aver lasciato passare un giorno senza scrivere in questo blog. Mi sembrerebbe di fare un torto se non scrivessi tutti i giorni, anche solo per dire che oggi è stata una bellissima giornata.


martedì 15 settembre 2009

L'amore per i poveri

18 ottobre 1927

«Quante persone ci paiono interessanti perché dolenti! L'amore per i poveri vive di questa illusione, e quello per i malati; mi pare che il cristianesimo (non ho detto: il Cristo), speculi un po' troppo su questo punto».

André Gide, Diario, Bompiani, Milano 1950

mercoledì 3 giugno 2009

Disonestà intellettuali

«Una delle peggiori disonestà intellettuali è di giocare sulle parole, di presentare il cristianesimo come una dottrina che non impone quasi nessun sacrificio alla ragione, e, con l'aiuto di tale astuzia, di attirarvi delle persone che non sanno nulla di quello che accettano a fondo. È questa l'illusione dei cattolici laici che si dicono liberali. Ignorando la teologia e l'esegesi, costoro fanno dell'accesso al cristianesimo una semplice adesione a una consorteria. Prendono e lasciano; ammettono questo dogma, respingono quest'altro, e poi si sdegnano quando gli si dice che non sono dei veri cattolici».

Ernest Renan, Souvenirs d'enfance et de jeunesse (1884), trad. it. "Ricordi d'infanzia e di giovinezza". Estratto da André Gide, Diario 1914-1927, Bompiani, Milano 1950