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mercoledì 21 aprile 2021

Tenete aperto tutto

Insistono. Nella teoria e nella prassi, insistono. Hanno preso una piega - di merda - e la mantengono. Non posso smentirsi, cambiare idea, ritrattare, soprattutto finché il brontolio della vox populi convergerà con i loro fiati anticostituzionali decretati d'urgenza. 

Qualche sporadica protesta davanti a Montecitorio; qualche tratto d'autostrada bloccato; qualche lettera o grido... niente. Vanno avanti, come le ruspe e i celerini in Valsusa.

Forti del fatto che, tali lavoratori, non possono autospaccarsi le vetrine, tirano dritto, su consiglio dei consulenti tecnico-scientifici prezzolati e ingrifati dal credito mediatico offerto dai magnati della comunicazione.

Che protesta (pacifica) potrebbe essere organizzata? Tenere aperto, senza limite orario, tutto tutti. Senza chiedere tanti parere alle organizzazioni sindacali di categoria, che hanno assecondato e assecondano il governo. Tutto aperto e tutti fuori, anch'io che sono un pantofolaio uscirei la sera, sono pronto a rimettermi le scarpe e a tenere spento questo cazzo di schermo. Tutti farsi fare un verbale, tutti non pagarlo. 
No, non un flash mob, bensì una mobilitazione costante: tenere aperto tutto, tutti. Ma tutti davvero.

E voi giovani, o giovani, cazzo, fate i giovani: non vi fate castrare, sputate in faccia ai padri e alle madri, al potere tout court, ribellatevi, rompete il silenzio, uscite dal soffocamento e dalla paura dei sensi di colpa. Ricordate: non avrete la pensione, né baby, quota cazzo. Lo so che gran parte del vostro vivere dipende interamente dagli stipendi di chi vi ha generato e avete paura a rompere il cordone perché là fuori, sopra le mille euro al mese, è un miraggio... Ma se non fate qualcosa voi, sappiate, che noi rincoglioniti e piccoli agit-prop da tastiera non potremo sollevarvi dalla vostra depressione.

lunedì 30 novembre 2020

Vedo la santità e vedo la maestà

I criteri per stabilire se una regione (un'intera regione, senza differenziare tra province e tra città metropolitane e piccole cittadine) è di uno dei tre colori scelti dal governo per indicarne il rischio epidemico sono affidati al cosiddetto Indice RT.

Qui si spiega, a grandi linee, che cosa sia.

La regione dove abito, la Toscana, è considerata, ancora, zona rossa. Ci si può muovere solo all'interno del nostro comune e solo per giustificati motivi. Si può uscire dal territorio comunale solo per comprovati motivi.

Dunque, io vivo in un comune, sede amministrativa di un parco nazionale, il cui territorio è ampiamente forestale con una densità abitativa pari a 40 abitanti per kmq.






Roma, invece, capitale d'Italia e capoluogo della regione Lazio - che si trova in zona gialla - ha una densità abitativa pari a 808 abitanti per kmq.



Premesso che non vorrei per niente trovarmi in via del Corso di domenica pomeriggio sotto le luminarie, io sono molto contento di aver visto tale foto fatta ieri, domenica, e pubblicata da un "amico" facebookiano. Vedo persone tranquille, tutte con la mascherina, distanti per quanto possibile (tranne, credo, i congiunti e gli amici). E dico loro: bravi romani, io vi amo (mica come quello stronzetto di Fortis). Ma, per favore, qualcuno di voi mi farebbe il piacere di andare presso la sede di palazzo Chigi o del ministero della Sanità o dell'ISS per mandarli a fare in culo da parte mia?

Grazie. 

venerdì 21 luglio 2017

Presentare semestrali

*

I chiari di luna riflettono sulla terra i loro bianchi raggi e le ombre nere della notte si allungano a dismisura. Taluni affilano i coltelli con Aspekt. Talaltri, calmi, si addormentano davanti alla Grande Storia (nazisti fanno sempre audience) proprio nell'attimo in cui sono trasmesse immagini di persone uccise per impiccagione o fucilati. I russi entrarono ad Auschwitz e trovano, tra altre cose, balle ricolme di capelli, tonnellate di capelli. È più sottile un capello o un foglio da cinquanta euro? Tira più un ‘ad’ o mille Panda rosse con la scala sopra, attrezzate per ovviare ai guasti tecnici?

Poniamo 25 milioni: a quanti individui con un Cud da 25 mila corrispondono? Mille.

Garibaldi: il ceffo di cui sopra non dovrebbe essere bisnipote di Carlo, sicché l'impresa s'ha da fare.

domenica 9 ottobre 2011

Pensieri paneuropei

Poco preso dalla cronache italiane in questi giorni, volutamente distante. Giornali sfogliati sempre in fretta, articoli letti raramente, televisione poca o punta, solo un po' di Blob, solo il notiziario di Euronews.
E, ieri, il telegiornale finanziato dalla UE, mi ha incantato con una bellissima giornalista portoghese che parlava di varie cose economiche: ho selezionato di proposito la sua lingua e la musica della sua voce scioglieva tutti i nodi inflazionistici, e le preoccupazioni della zona euro.
Di poi, la cosa che mi più mi piace di Euronews: il No comment. E ieri, in esso, si univano le proteste di alcuni indagnados di Toledo, a quelle della Cgil a Roma e altre proteste ancora, sparse in tutta Europa.
Vedendo ogni tanto inquadrati dei gendarmi, calmi, ai bordi della protesta, a sorvegliare che non incorressero chissà quali violenze, pensavo - stimolato da dei servizi precedenti del notiziario - se anch'essi sarebbero capaci, per proteggere il potere, di arrivare a sparare sulla gente, come i loro colleghi siriani, yemeniti o del Bahrein.
Vale a dire: fino a che punto le forze dell'ordine d'Europa, per mantenere l'ordine costituito, potrebbero arrivare per contenere la protesta, se questa assumesse forme e potenza di quella delle piazze arabe?
Per dire: l'esercito siriano ha sparato ad alzo zero persino durante i funerali di uno dei leader della protesta uccisi; e così fanno i mercenari dei monarchi del Bahrein (paese in cui hanno addirittura dato 20 anni di carcere a dei medici che hanno soccorso dei rivoltosi feriti sulla pubblica piazza)*.
Mi chiedo questo perché, prima o dopo, i conti andranno fatti: la crisi non sarà risolta dalle mini riforme di una politica asservita al capitale; e se si continua di questo passo è facile prevedere che la rivolta popolare si estenderà a macchia d'olio. E se accade questo, cosa faranno i gendarmi? Saranno le guardie del corpo, gli scherani del potere o si schiereranno - come sarebbe logico (a parte gli stretti superpagati sgherri mercenari, naturalmente) dalla parte di coloro che protestano?

*A proposito di Siria e Bahrein (o Yemen). Quanto accade in quelle nazioni è orribile. E vergognoso è il silenzio della comunità politica internazionale, America in primis. Cos'hanno di diverso i despoti che guidano tali paesi da Gheddafi? Sono meno "pericolosi" e pazzi?

giovedì 30 luglio 2009

La rivolta ingegnosa in Italia

Internazionale riporta uno stralcio di un articolo del Time dove si legge che in Iran è cominciata la fase 2 della protesta.

“La seconda fase è cominciata col boicottaggio dei prodotti che si fanno pubblicità sulla tv di stato. Ho cercato di acquistare un prodotto di un certo marchio e un attivista iraniano dietro di me mi ha sussurrato: ‘Non comprarlo, è di un inserzionista’. Si prosegue poi con l’accensione di tutti gli elettrodomestici della propria casa poco prima dei telegiornali del regime, così da far saltare l’energia elettrica in interi quartieri. Senza contare le manifestazioni lampo: dei blitz lunghi abbastanza da poter gridare ‘Morte al dittatore!’ ma non da permettere alle forze speciali di localizzare e arrestare i dimostranti”.


Fatte le debite differenze tra la drammatica situazione iraniana e la nostra - fortunatamente ancora “democratica” [per quanto?]-, chi trova insopportabile l'attuale governo (l'effettiva maggioranza degli italiani in fondo - la maggioranza relativa è minoranza effettiva) potrebbe adottare un analogo tipo di rivolta ingegnosa.

Qui non si tratta di seguire le orme del Grillo. Qui si tratta di prendere buone abitudini private che diventino, come d'incanto, massa critica. A me pare di essere sulla buona strada. Del calcio sono completamente disintossicato per esempio. RaiunodueRete4Canale5Italia1 li ho praticamente piombati (ma qualcuno dovrebbe vederli per me per dirmi: “non comprare questo e quello”). Così su due piedi, la fatica più grossa sarebbe ogni tanto privarmi di qualche volume di Mondadori, Einaudi, eccetera. Va be', ma Richard Dawkins e Vito Mancuso (solo per citare alcuni a me cari editi lì) valgono uno strappo alla regola.
Sì, lo so, non serve a niente. Mi pare di riesumare il Bo.Bi. Quando vedo la fila dai tabaccai per giocare al Superenalotto, o per fare una selezione al Grande Citrullo so benissimo che il mio è un parlare al vento, è uno scimmiottare la sapienza del Qoèlet.

Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi è apparso vanità e un inseguire il vento: non c'è alcun vantaggio sotto il sole.
Ho considerato poi la sapienza, la follia e la stoltezza. «Che farà il successore del re? Ciò che è già stato fatto». Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza è il vantaggio della luce sulle tenebre:

Il saggio ha gli occhi in fronte,
ma lo stolto cammina nel buio.
Ma so anche che un'unica sorte
è riservata a tutt'e due.

Allora ho pensato: «Anche a me toccherà la sorte dello stolto! Allora perché ho cercato d'esser saggio? Dov'è il vantaggio?». E ho concluso: «Anche questo è vanità». Infatti, né del saggio né dello stolto resterà un ricordo duraturo e nei giorni futuri tutto sarà dimenticato. Allo stesso modo muoiono il saggio e lo stolto.

Qoèlet, 2, 11-16