Insistono. Nella teoria e nella prassi, insistono. Hanno preso una piega - di merda - e la mantengono. Non posso smentirsi, cambiare idea, ritrattare, soprattutto finché il brontolio della vox populi convergerà con i loro fiati anticostituzionali decretati d'urgenza.
Qualche sporadica protesta davanti a Montecitorio; qualche tratto d'autostrada bloccato; qualche lettera o grido... niente. Vanno avanti, come le ruspe e i celerini in Valsusa.
Forti del fatto che, tali lavoratori, non possono autospaccarsi le vetrine, tirano dritto, su consiglio dei consulenti tecnico-scientifici prezzolati e ingrifati dal credito mediatico offerto dai magnati della comunicazione.
Che protesta (pacifica) potrebbe essere organizzata? Tenere aperto, senza limite orario, tutto tutti. Senza chiedere tanti parere alle organizzazioni sindacali di categoria, che hanno assecondato e assecondano il governo. Tutto aperto e tutti fuori, anch'io che sono un pantofolaio uscirei la sera, sono pronto a rimettermi le scarpe e a tenere spento questo cazzo di schermo. Tutti farsi fare un verbale, tutti non pagarlo.
No, non un flash mob, bensì una mobilitazione costante: tenere aperto tutto, tutti. Ma tutti davvero.
E voi giovani, o giovani, cazzo, fate i giovani: non vi fate castrare, sputate in faccia ai padri e alle madri, al potere tout court, ribellatevi, rompete il silenzio, uscite dal soffocamento e dalla paura dei sensi di colpa. Ricordate: non avrete la pensione, né baby, né quota cazzo. Lo so che gran parte del vostro vivere dipende interamente dagli stipendi di chi vi ha generato e avete paura a rompere il cordone perché là fuori, sopra le mille euro al mese, è un miraggio... Ma se non fate qualcosa voi, sappiate, che noi rincoglioniti e piccoli agit-prop da tastiera non potremo sollevarvi dalla vostra depressione.



