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sabato 3 dicembre 2022

Supercortemaggiore



Me ne stavo in disparte, tranquillo, a pensare, senza aspettare niente, tanto meno il parere della corte, sono una persona non irragionevole, io, che credete; e infatti preferisco le lunghe e vive, mica le morte toghe incerate di nero che ci rammentano che ogni giudizio è un dente da lasciare in bocca a chi lo pronuncia, dolorante, vuoi una botta in testa o una bella puntura di carbocaina per non pensarci più?

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E io che ho fatto dieci giorni di chilometri, contento di vedere per una volta scendere - centesimino dopo centesimino - il prezzo dei carburanti, e che aspettavo a fare il pieno dicendomi, dài, resisti, ripassa domani, vedrai che goduria e invece, zacchete, riecco le accise, che niuno accide.

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Ho scommesso quattordici franchi con Mazarine Pingeot che non si invochi resterà due mandati al Quirinale, come suo padre all'Eliseo (e senza suffragio popolare).

giovedì 17 novembre 2022

Lo stato presente dei costumi degli I

Caduto come un missile a cui dare la colpa; amareggiato, come il mare che spira tanto sentimento; derivato dopo la deriva... Dacché non esiste più un linguaggio condiviso tra altoparlanti e basso ascoltanti, e le calendule cazzulle, i letti allettati e allattati da capre foraggiate da chissà quali fondachi, ma noi lo sappiamo bene, vero, in camice aranchione e cavolelle con cognomi tutte consonanti sputate marce che vanno a Balì a farsi inculare dai sottosegretari all'incultura.

Questa è crittografia. Offendere manifestamente è fatica boldrina concentrata sui generis. Meglio giocare di conserva, da bravo triplo concentrato, che un giorno usai per dentifrigio con lo scopo di avere i denti rossi, come dragula. 

Lo stato presente dei costumi degl'Italiani è presente, appunto: lasciamo i giudizi alla storia. Purtuttavia, tenendo conto che il mio è solo un sentimento non scevro da pregiudizi contro l'imbecillità prezzolata, vorrei avere dieci schiaffi di Dio con i quali appiccicare al muro non tanto i piccolo borghesi, ma chi li informa, chi li rappresenta, chi li pasce. 

Comincerei da questi due figurini:


Me ne restano otto.

sabato 7 maggio 2022

La cinquantunesima stella

Da quando gli americani hanno conquistato l'Italia, non l'hanno più mollata e non capisco ancora cosa aspettino, gli Stati Uniti, ad aggiungere una stella in più alla loro bandiera. Una stella mediterranea, senza tanti infingimenti. Almeno il popolo italiano potrebbe - per quel che vale (zero virgola che?) - avere la garanzia di votare ogni quattro anni, DiMartedì. E la si finisse una volta buona con questa storia di essere uno stato indipendente! Avete rotto i coglioni a forza di prenderci per il culo. E ora il non eletto, il messo lì con gli osanna del Capitale, servitù annessa applaudente, non nasconde neanche più con una finzione di andare là, oltre oceano, a prendere ordini, dispacci, comandi, sì signore, un inchino, tanto carino è questo funzionario. Era meglio quando i rapporti con l'Amministrazione yankee li teneva direttamente la mafia: almeno i mafiosi ottenevano qualcosa per il territorio, da bravi uomini d'onore. Questi facente funzione di stocazzo, mezzi uomini, piglianculo, ominicchi e quacquaracquà, che non valgono il pelo di un coglione di un lavoratore sospeso perché non ha ceduto al ricatto del certificato merda, devono decidere per un'intera popolazione come se ne avessero legittimazione morale e spirituale, e non solo la merdosa formalità del raggiro costituzionale. Fate schifo, tutti. Indegni di rappresentare quel che resta di una nazione imbambolata, di milioni di individui che ancora portano la mascherina come ebeti per rispetto. Rispetto di chi? Della merda inquinata che ci rappresenta? Ma ripigliatevi, datevi una scossa, bevete un cordiale, fatevi una pippa, ricordate che avete cantato anche voi La terra dei cachi e vergognatevi. E pentitevi. Ma soprattutto: spengete quella cazzo di televisione che vi rimbomba nel cervello falsità.

venerdì 6 maggio 2022

Trampolini

 « Le circostanze in cui è caduto il fascismo sono state poi tali da rendere completamente utopistico ogni spirito rivoluzionario. Non è possibile fare delle innovazioni radicali con la presenza delle truppe di occupazione. Il governo inglese e quello americano considerano il nostro paese come un possibile trampolino di lancio nella prossima guerra contro la Russia e hanno tutto l'interesse ad appoggiare i reazionari, loro eventuali alleati contro i comunisti. È vero. Noi abbiamo perduto la partita. Ma le carte che avevamo in mano non ci permettevamo di vincerla. »

Lettera di Ernesto Rossi a Gaetano Salvemini del 20 marzo 1946, in G. Salvemini, Lettere dall'America

mercoledì 4 maggio 2022

Polli d'allevamento

L'Italia è un paese che odio, diciamo olio, ch'è più unto e scivola meglio sui sentimenti che, auspicabilmente, dovrebbero essere il meno intensi possibile verso chi non si ama, verso chi si disprezza, verso chi non si vorrebbe aver niente a che fare e invece si ha che fare, dato che il caso ci ha piombato addosso quest'epoca e questa nazione regolata da disposizioni di legge che cozzano, ledono, rompono i coglioni al diritto di vivere la propria vita di bipede che non calpesta i piedi altrui.

Io li vedo, i miei simili, che ancora portano quello straccio pieno di microbi davanti alla bocca, impedendosi a una corretta respirazione. Li vedo - e ho pena per loro, mi mortificano, mi urtano il nervoso, li vorrei tutti mandare a fare in culo, ma non lo faccio, è un pio desiderio, Giusto. Però devo fare qualcosa. Che cosa? Cantare:

Cari, cari polli di allevamento
che odiate ormai per frustazione e non per scelta;
cari, cari polli di allevamento
con quella espressione equivoca e sempre più stravolta.
Immaginando di passarvi accanto
in una strada poco illuminata
non si sa se aspettarsi un sorriso
o un coltellata.
Dlin dlan, dlin dlon.

P.S.
Per i lavoratori costretti dai "prenditori" di lavoro a portare il cencio davanti alla bocca, sappiate: i protocolli d'intesa tra confindustria e sindacati non sono legge. Mandate a fare in culo e gli uni e, soprattutto, gli altri - i sindacani di razza padrona.

domenica 27 febbraio 2022

Fare schifo

 «L'Istituto Scolastico Statale XYZ è vicino all’Ucraina e in particolare tutti gli studenti ucraini, in questo momento di grande crisi e di profondo dolore della popolazione ucraina. Insieme per dire NO alla guerra.» Questo il messaggio che circola in molte scuole pubbliche d'Italia. Nessuna anima bella che, con le mutande arcobaleno, pensi agli studenti russi, neanche a quelli che magari protestano nelle piazze russe contro la guerra; e nemmano agli studenti del Donbass, perseguitati dagli ucraini stessi. E figuriamoci se si ricordano degli studenti siriani, yemeniti, iracheni. E perché no, a quegli studenti italiani che hanno osato protestare contro la scuola lavoro e si sono presi in testa i manganelli della celere... 

P.S.
Riguardo a quegli studenti che non hanno il certificato verde anti corona virus 19 e per questo non possono accedere alle università o sono discriminati in altre e per altre occasioni, la scuola italiana, non essendo a loro vicina, è distante, lontana, indifferente, cazzi loro s'avessero a fare la puntura?

sabato 5 febbraio 2022

Imprigionamento per mezzo di un altro

“È ragionevole descrivere una sorta d'imprigionamento per mezzo d'un altro quanto descrivere qualsiasi cosa che esiste realmente per mezzo di un'altra che non esiste affatto”. 
Daniel Defoe (epigrafe a La peste, di Albert Camus)

Un secolo fa - e per oltre vent'anni - essere fascisti in Italia era la cosa più facile; una cosa digerita dalla maggioranza degli italiani che si era adattata alla governamentalità del regime fascista, tanto quanto oggi, per un discreto numero dei miei compatrioti, è normale adattarsi alle procedure di limitazione e di controllo della libertà che il governo, democratico e repubblicano, impone. 
«Che vuoi che sia!» la maggior parte di loro dicono: «Noi siamo in regola! Non ci costa alcuna fatica mostrare la tessera, anzi: il controllo, sia esercitarlo - se siamo messi nella posizione di controllori - sia subirlo - se siamo nella posizione di controllati - per noi è un motivo di orgoglio; è il sapere che stiamo facendo la “nostra parte” di cittadini che rispettano la volontà delle istituzioni, le quali hanno deliberato tali decreti legge per far fronte all'emergenza sa-ni-t'aria... Sani - t - aria... t - aria - t - aria - t - aria.... Cof, cof... non respiriamo, manca l'aria con questi beccucci... Per quanto ancora saremo sani a portare queste effeffepicazzo? f f f p t f f f p t fff p t 2 2 2 2 2 2 2... »

...

Mi ricordo che in prima elementare, durante la lezione di corsivo, avevo difficoltà a scrivere le “f” e le “t”. Alle “f” mettevo il taglio sotto la pancia; mentre le “t” le scrivevo tutte con il taglio orizzontale in cima alla sommità dell'asta, pressappoco come si scrive la τ greca. Il maestro, che non andava troppo per il sottile, un giorno m'impose di scrivere due paginate di tali lettere e guai se ne avessi sbagliata una. Non ne sbagliai una, dacché per ognuna, immaginavo di dare un calcio negli stinchi al maestro...
f f f f p p p 2 2 2 f f f f f  t t t t t t t t... quanti sono i componenti del governo?

mercoledì 12 gennaio 2022

Ufficio anagrafe

«Ho perso di vista l'interesse comune», sentenziò Enza Paola agli altri astanti in attesa come lei di entrare all'ufficio anagrafe. «Roma è fottuta per bene e io mi domando con che faccia uno possa continuare a esserne sindaco».

«A culo», rispose un'anziana signora con voce squillante, nonostante lo straccio umido davanti alla bocca.

Strade con voragini, immondizia ovunque, gente mascherata e inospitale, negozi chiusi o sostituiti da catene di negozi uguali in tutto il mondo, senz'anima de li mortacci sua.
Che senso ha Roma? Ha senso per un capo gabinetto ministeriale, forse, con cinquemila e passa euro al mese di stipendio e la faccia da mentecatto messo di lì dai ras di turno che seggono in parlamento.
Il mondo in genere, l'Italia in particolare, Roma soprattutto è fatta per far sopravvivere la feccia. Con gli applausi della gente impaurita.

«Signora, che numero ha?».
«Il 32 dicembre». 
«Ah, allora tocca a lei». 
«Sì, ma che je dico all'impiegata? Che non voglio essere più italiana?»

Mica facile. È più facile dimostrare di non essere nati, che non essere nati qui.


sabato 30 marzo 2019

Eroe di famiglia

[Breve estratto del mio intervento sul palco del Family Day, a Verona.]

L'Italia è un Paese
«di poveri e poverissimi, ma il valore medio pro capite della ricchezza immobiliare è tutt’altro che di poco conto: 100mila euro, pari alla bella cifra di 6.300 miliardi totali, molto superiore a quello di altri Paesi occidentali. E anche la ricchezza finanziaria risulta di tutto rispetto: 74mila euro per ogni italiano, inclusi i neonati, circa 4.400 miliardi complessivi.»[*]
Dato che la mia famiglia è composta da quattro persone (due coniugi, due figlie), essa dovrebbe avere un patrimonio immobiliare di 400.000 euro e un patrimonio mobiliare di 296.000 €. 
Gentilissimi signori Gandolfini e Pillon, passo da casa vostra a ritirare l'assegno per far quadrare la media?

[Dopo alcuni minuti di surreale silenzio, sono partiti i primi fischi e, a seguire, è iniziato un fitto lancio di feti di plastica. Al mio grido: «Lanciatemi monete, brutte testedicazzo», è intervenuta la sicurezza, che mi ha trascinato fuori dal palco].

venerdì 5 maggio 2017

Caporali coraggiosi

Dopo la lettura di un tragicomico post di Phastidio, torno su Alitalia per capire se i soccorsi padulo escogitati dal gran lavoro di gubito dei gran manager (indebitamente remunerati), siano mossi dal principio del too big to fail, oppure da un residuo moto di orgoglio patrio, che spinge i governanti a far di tutto per non far scomparire (dal mercato?) la nostra (a prescindere!) compagnia di bandiera (dal nome impareggiabile: infatti, come suona bene Alitalia all'orecchio, non c'è Lufthansa che tenga).
Se questo fosse il vero (e nobile) motivo, allora per farlo digerire alla pubblica opinione, credo che il governo dovrebbe opportunamente intestare, a titolo puramente onorifico, una (o due o tremila) azione(-i) a ogni cittadino che, in modo diretto o indiretto, a diritto o di traverso (molto di traverso), ha pagato le tasse e quindi anche indirettamente la suddetta compagnia.

Anche per aver diritto, un giorno, a leggere dentro il pozzo nero la scatola nera.