Visualizzazione post con etichetta Louis-Ferdinand Céline. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Louis-Ferdinand Céline. Mostra tutti i post

domenica 20 febbraio 2022

Morte a credito sociale


Louis-Ferdinand Céline, Mort à credit, 1936 (l'immagine è tratta dalla traduzione di Giorgio Caproni per Garzanti, 1964)

***

Imagine ! Pour une maladie !… Pour une compagnie qui roule sur des cent millions ! qu’a des immeubles presque partout ! C’est pas une honte ?… C’est pas effroyable ?… D’abord tiens c’est bien exact… plus qu’ils sont lourds plus qu’ils en veulent… C’est insatiable voilà tout ! C’est jamais assez !… Plus c’est l’opulence et tant plus c’est la charogne !… C’est terrible les compagnies !… Moi je vois bien dans mon petit truc… C’est des suceurs tous tant qu’ils sont !… des voraces ! des vrais pompe-moelle !… Ah ! C’est pas imaginable !… Parfaitement exact… Et puis c’est comme ça qu’on devient riche… Que comme ça !

— Oui mon oncle !…

— Celui qu’est malade peut crever !…

— Oui mon oncle !…

— C’est la vraie chanson finale, petit fias, faut apprendre tout ça !… et immédiatement ! tout de suite ! Méfie-toi des milliardaires !… Ah ! Et puis j’oubliais de te dire… Y a encore quelque chose de nouveau… du côté de leurs maladies… Ton père veut plus voir un médecin !… Même Capron qu’était pas mauvais ! et pas malhonnête, en somme… Il poussait pas à la visite… Elle non plus ta mère, elle veut plus en entendre parler… Elle se soigne complètement elle-même… Et je te garantis qu’elle boite… Je sais pas comment qu’elle s’arrange…

venerdì 16 giugno 2017

Iva soli

«C'est triste des gens qui se couchent, on voit bien qu'ils se foutent que les choses aillent comme elles veulent, on voit bien qu'ils ne cerchent pas à comprendre eux le pourquoi qu'on est là. Ça leur est bien égal. Ils dorment n'importe comment, c'est des gonflés, des huîtres, des pas susceptibles, Américains ou non. Ils ont toujours la conscience tranquille». 
Louis-Ferdinand Céline, Voyage au bout de la nuit


Più o meno è vero: abbiamo la coscienza tranquilla, da brave ostriche.  La sera, la notte arrivano e che vuoi fare? Vuoi metterti a litigare con te stesso sullo Ius soli? Non posso. Fossi lussemburghese, forse. Mi batterei con vigore affinché altri non lo diventino. Ma italiano, suvvia, lo sia chiunque: che c'è di prezioso in sé nell'esserlo? Il parlarlo e lo scriverlo, forse. Altro? Ad esempio: pagare la tassa di circolazione dell'auto, della caldaia e dei pannelli solari alla Regione di appartenenza?

Per risolvere la questione: io darei la cittadinanza onoraria a tutti coloro che la richiedono, indistintamente. Con l'Iva al 22%.

venerdì 1 maggio 2015

L'uomo è umano pressappoco

«L'uomo è umano pressappoco quanto la gallina vola. Lei, se si prende un colpo duro nel didietro, se un'auto la fa piroettare, va su fino al tetto, è vero, ma ripiomba subito nella melma, a ribeccare lo sterco. È la sua natura, la sua ambizione. Per noi, nella società, è esattamente lo stesso. Non si smette d'essere totalmente letame che sotto il colpo di una catastrofe. Quanto tutto più o meno s'aggiusta, la natura si rimette al galoppo. Anche per questo, una Rivoluzione bisogna giudicarla vent'anni dopo».
Louis-Ferdinand Céline, Mea culpa, (1936), Guanda, Parma 1994 (traduzione di Giovanni Raboni).

Nutro l'infondato sospetto che la terra giri troppo velocemente su se stessa e che questo provochi, oltre a frequenti capogiri, ripetuti giramenti di palle. Voglio dire: un giro ogni ventiquattr'ore sembra, ma alla fine mette a dura prova la mente degli umani, la maggior parte dei quali corre, si affanna, si ostina a riempire il carrello della spesa – soprattutto nei finesettimana lunghi – nella smaniosa fissazione di sussistere. Bisognerebbe imparare e quindi insegnare a campare d'aria, e questo dovrebbe essere il messaggio da diffondere in occasione di un'esposizione universale. Ma la prima preoccupazione degli espositori è vendere le loro merci e l'aria, almeno sinora, nessuno l'ha commercializzata, si trova ancora gratis nell'atmosfera, di maggior e minor pregio a seconde delle zone di respirazione e Milano, vero...
________
Suggerimento ai cosiddetti no-expo: anziché ripetere i consueti rituali di protesta (scontri con le forze dell'ordine, vetrine rotte, cassonetti rovesciati, auto in fiamme), perché non approfittare di un bel digiuno pubblico, detto anche sciopero della fame, meglio ancora se finalizzato a non mangiare alcun prodotto delle multinazionali che sponsorizzano la manifestazione?

lunedì 15 ottobre 2012

La poesia non vale niente

*
Quale poesia ci salva...
- Perché “salva”?
- Hai ragione, rifaccio:
Quale poesia ci spaccia
per quello che realmente noi siamo
animali schiacciati a terra
nonostante aerei da caccia
ci fanno sentire padroni
del Cielo come della Terra?
Come diceva qualcuno*
con ironia che consola:
siamo umani tanto quanto
una gallina è uccello che vola.

La poesia è come l'esperanto:
una lingua che c'è ma non c'è;
e del fare e disfare umano non è
che un'esile lacrima che appanna
gli occhi a chi è vocato al pianto.
La poesia è un dire impotente
parole che non attecchiscono
fiato che scalda la mano 
un attimo e poi diventa gelo.
La poesia non vale niente
perché nessuno le crede
perché non scende dal cielo
e non si trasforma in fede
(tutt'al più in rami secchi).

*«L'Uomo è umano pressappoco quanto la gallina vola». L.F. Céline, Mea culpa, (1936), Guanda, Parma 1994, traduzione di Giovanni Raboni.