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domenica 6 gennaio 2013
martedì 11 settembre 2012
Incidere sulla carne del popolo (I Can't Get Started)
Ero così preoccupato ieri sera per il fatto che non riuscivo a visualizzarmi; e stasera, invece, che mi visualizzo quanto e come voglio (specchio specchio delle mie brame), non ho niente da dire in particolare, a far che lo dico, così, tanto per non perdere l'abitudine.
Non riesco a partire, non riesco a iniziare, ma questo è già un debutto. È la vittoria sulla pigrizia mentale - anche se ad essa, talvolta, è necessario ricorrere.
E volevo ricorrervi stasera, non fosse stato per il pungolo di Phastidio, il quale riporta una frase odierna del presidente del consiglio professor Mario Monti:
«Io penso che in parte le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione congiunturale. È ovvio, solo uno stolto può pensare di incidere su un male strutturale, nato da decenni, senza determinare un aggravamento nel breve periodo che deriva da una riduzione della domanda interna»
Con tutto il rispetto e la deferenza che si deve portare alla carica che egli rappresenta, io penso tuttavia che questa dichiarazione rappresenti una sorta di piccolo undici settembre autoprovocato, come se Monti si fosse inflitto, da solo, un cazzotto nello stomaco e uno schiaffo sulla bocca.
Vale a dire: Monti ha detto, in modo esplicito, che per «incidere su un male strutturale, nato da decenni» (tout court: marcio Italia), il governo che presiede ha preferito offrire all'Europa, e agli ingordi Mercati Internazionali, lo scalpo del popolo italiano tagliando la spesa pubblica là dove era più facile (una riforma delle pensioni da tragedia, perdipiù fatta in un clima in cui tutti i cittadini coinvolti si sono sentiti chiamati in causa: «Ovvia, mettiamoci questa supposta, che sarà mai, facciamo contenta la ministro Fornero, offriamole un tampax per le sue lacrime»; i tagli alle amministrazioni locali e al welfare), ma lasciando la spesa pubblica inalterata per quanto riguarda i costi e i privilegi della politica e delle sue diramazioni: perché il male strutturale sarà stato anche il sistema pensionistico alla cazzo di cane (dalle famose pensioni d'oro alle pensioni baby eccetera), ma non è certo il solo male strutturale: perché tutti gli altri guasti (sprechi, prebende, privilegi) sui quali non si potuto (non si è voluto?) incidere, cosa hanno di meno urgente per non essere stati rimossi, incisi?
E qui, in questo punto preciso, si manifesta, in tutta la sua chiarezza, il perché in Europa e nel mondo Monti è diventato un modello che tutti i paesi a sovranità limitata (dal debito) dovranno imitare: in poche parole, egli è riuscito a mostrare come incidere sulla carne del popolo paziente senza bisogno neanche di anestesia: è stato sufficiente un pendolo, o meglio un «a me gli occhi» alla Giucas Casella: in preda al panico del default («Oddio, come facciamo a pagare gli interessi se non si riesce più vendere altro debito! Oddio lo spread! Oddio non si pagano più gli stipendi!) il popolo si è addormentato, disteso lungo tra due sedie, e la politica gli cammina sopra con tutto il suo peso, tutta la sua merda.
lunedì 20 agosto 2012
Il Cane e la Volpe
«Può Dio creare una volpe che non possa essere catturata da nessun altro animale? Necessariamente sì, altrimenti non sarebbe onnipotente. Può Dio creare un cane che cattura tutto ciò che insegue? Necessariamente sì, perché Dio deve potere ciò che non è contraddittorio. E se ora questo cane viene messo sulla traccia di quella volpe? Non occorre una fantasia rigogliosa per delinearsi la formula della sottigliezza della soluzione: un Dio la cui onniscienza avesse antiveduto il dilemma di un mondo nel quale compaiono questa volpe e questo cane, poteva organizzare il mondo in modo che questo cane non si imbatterebbe mai in quella volpe».
Hans Blumenberg, Elaborazione del mito, Il Mulino, Bologna 1991 (traduzione di Bruno Argenton, pag. 185
In riferimento alla storiella di Apollodoro sopra rielaborata, scolasticamente, da Blumenberg, sembra che il fenomeno dell'evasione in Italia sia ordito da un dio onnisciente che non fa imbattere mai lo Stato-Cane sulle tracce dell'Evasore-Volpe.
D'accordo, non li chiameranno più furbi gli evasori alla Rai (corretto sarebbe stronzi, ma lasciamo pure scegliere il termine più opportuno alle redazioni dei tele e radio giornali) - e un cambiamento culturale (linguistico in primo luogo) è d'uopo. In fondo, passare da un presidente del consiglio che giustifica l'evasione, a un altro che - invece - la ritiene inaccettabile, mi sembra un bel progresso.
Tuttavia, quanto è sicuro il presidente Monti che questo ulteriore contribuito, nel considerare l'evasore una persona moralmente riprovevole, aiuterà lo Stato-Cane a catturare gli Evasori-Volpe?
Le azioni dimostrative iniziate lo scorso inverno a Cortina e poi proseguite in altre località, sono state soltanto propaganda che, nel caso, ha reso chi evade più prudente ed accorto.
Di caccia non me ne intendo, ma io non credo che i cacciatori annuncino a mezzo stampa alle prede che l'indomani saranno tutte cacciate e perseguite. Se c'è un modo per farle nascondere o fuggire, questo è il migliore. La caccia all'evasione, insomma, va condotta nel silenzio più assoluto. Quello che conta è il risultato vero, non quello strombazzato per far contento il popolo.
giovedì 14 giugno 2012
A.A.A. Affittasi Asset
Ciò che stupisce dell'azione del governo Monti è che il suo modus operandi non fa altro che avverare le fosche previsioni di coloro che lo dipingevano e lo dipingono come il governo tecnico-politico emanazione dei poteri forti (leggasi con poteri forti: chi detiene il capitale).
Ne è prova anche questo annuncio di ieri rilasciato dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell'Economia ad interim:
«abbiamo predisposto dei veicoli, fondi immobiliari e mobiliari attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività mobiliari e immobiliari del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale»
In buona sostanza, per difendersi dall'attacco della speculazione finanziaria portato all'Italia dall'esercito dei Mercati, ci si arrende al nemico cedendogli (vendendogli) l'argenteria di famiglia: attività mobiliari (partecipazioni statali in settori strategici quali l'energia e l'industria) e/o attività immobiliari (immobili, appunto, e parte del demanio - che altro, sennò?).
Dico argenteria, infatti, in quanto per riuscire a vendere qualcosa, questa cosa dev'essere appetibile, attraente, ché i rami secchi non te li compra mica nessuno. Giacché un conto è vendere a brani Finmeccanica o le azioni dell'Eni o, finanche, siti ameni (spiagge, parchi, foreste di pregio); e un conto è vendere le cosiddette cattedrali nel deserto, o altre cose massimamente inutili e improduttive. A vendere la fontana di Trevi tutti siamo capaci, nevvero?
A parte.
Ma in fondo perché vendere? Non sarebbe meglio affittare e farsi pagare un bel canone?
Modesta proposta populista: Montecitorio e Palazzo Madama ospitano, in totale, 945 deputati. Nessuno di loro paga l'affitto. Poniamo che, d'ora innanzi, essi paghino 500 € mensili di canone. Facciamo la moltiplicazione:
945 x 500 = 472.500 € al mese, che moltiplicati per 12 fanno 5.670.000 € annui.
Bazzecole, di fronte alle migliaia di miliardi di debito pubblico, convengo. Ma possono essere un segno. Un segno da parte dell'Italia che non lavora.
lunedì 11 giugno 2012
Monsieur Mariò Montì, nous avons mal
Françoise Dorléac, ovvero l'arte della seduzione. Guardate come si mette le mani tra i capelli, guardatele gli occhi come dicono e non dicono e le labbra come sussurrano (playback); come si morde il labbro inferiore (2'35" circa) e come se lo sfiora poi con un indice (3'10" circa). E poi la chiusa: guardate come si abbraccia, come si sconvolge i capelli, come - vergognosa - si mette il pollice in bocca...
Non servono siliconi, botox o altre plastiche (vestiti e accessori compresi) per farci precipitare nella vertigine dell'innamoramento - bastano questi semplici (complicatissimi) gesti muliebri e, zac!, serve il paracadute.
martedì 8 maggio 2012
Professore, mi permetta una domanda
Leggendo, via Olympe, questi conti della serva, oltre che domandarmi perché questo governo di professori, Monti in primis, non dica una parola su tali questioni di capitale importanza per il futuro del lavoro e dell'economia in Italia e in Europa, mi domando altresì cosa potremmo fare noi cittadini sovrani* - oltre che astenerci o votare Grillo per protesta o il Pd per inerzia - nella vita di tutti i giorni per dare un segnale forte al governo, affinché esso si renda conto dell'urgenza e affronti la situazione.
Per esempio: fino a che punto si potrebbe vivere oggi senza qualcosa che è stato prodotto in Cina, in Polonia o in Vietnam** o altri paesi che hanno un costo del lavoro nettamente inferiore alla media europea?
Rapida occhiata a ciò che è intorno a me: pc, monitor, stampante, scanner, modem, telefono made in China ... via; scrivania, tavolo, sedia Ikea made in Lettonia... via; cuscino sedia made in Pakistan... via; pantofole made in Vietnam... oddìo, mi fermo, l'elenco sarebbe lungo; non mi resta che la finestra in alluminio fatta in Italia e una tazzina del caffè di porcellana tedesca.
In buona sostanza: se dovessimo fare un gran falò di tutti i prodotti fatti in paesi esteri in cui, ripeto, il costo del lavoro è nettamente inferiore a quello della media dei paesi europei, nelle nostre case a parlare si sentirebbe l'eco.
E dunque? E dunque nulla, io non sono un professore, solo un piccolo servo che ogni tanto si permette di alzare la mano e chiedere.
*Sovrani un cazzo, ndr.
**Cito queste tre nazioni perché sono oggetto della tabella nel post segnalato.
lunedì 9 aprile 2012
Al freddo muti se ne stanno i muri
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| [*] |
Noi italiani siamo delle persone mature. Come pere.
Noi italiani maturi, muti come muri al freddo, banderuole che stridono.
Di gialle pere
il suolo
e colmo di
rose selvagge
pende nel
lago, voi cigni del cuore,
e il capo di
baci ubriaco
nell'acqua
tuffate
ch'è santa e
non turba.
Ahimè, dove
li prendo,
ora ch'è
inverno, i fiori, e dove
del sole la
luce, della terra
l'ombra? Al
freddo muti
se ne stanno i
muri, nel vento
stridono le
banderuole
Noi italiani maturi, muti come muri al freddo, banderuole che stridono.
La maturità degli italiani che hanno fatto la maturità, o che l'hanno comprata, o che non ce l'hanno e stanno bene lo stesso e non hanno tutta questa urgenza di avercela.
Noi italiani maturi, sereni. Possiamo essere dei diversamente maturi?
Sia chiaro: non difendo né giustifico i crimini della lotta armata brigatista. Il problema è un altro: il problema è che i crimini di Stato sono moralmente peggiori dei crimini brigatisti, giacché tolgono la fiducia nello stesso stato di diritto. Non perché non si sospettasse che lo Stato fosse ricorso alla tortura. Il dolore è averne la conferma, la testimonianza diretta. La dolorosa constatazione che la tortura è stata davvero una prassi dello Stato. E se la tortura di Stato è accaduta, è stata possibile una volta, questo fa temere che sia stata sempre possibile e che possa essere possibile ancora.
Ma noi italiani siamo dei cittadini maturi. Ci piace il bondage. E l'Uomo Lebole lo sa bene.
sabato 4 febbraio 2012
Altri suggerimenti per il governo Monti
Per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica circa i sacrifici ad essa imposti, il modo migliore è aprire un tavolo (aprire un tavolo? È un'espressione che mi richiama i banchetti estivi, quando si aprono tavoli componibili da giardino) di trattativa su temi a carattere bioetico e sui diritti civili. Esempio: se domani Monti tornasse dall'Annunziata ad annunziare («annunciazione, annunciazione»), che il governo proporrà al Parlamento di
- modificare la legge sulla fecondazione artificiale;
- riconoscere anche alle coppie omosessuali il diritto al matrimonio e all'affidamento di figli;
- rendere più veloce e meno onerosa - da un punto di vista legale - la pratica del divorzio (pur tutelando gli imprescindibili diritti di ciascun coniuge e della eventuale prole);
- elaborare una legge sul fine-vita che tenga conto delle istanze della corte di cassazione in seguito alla vicenda di Eluana Englaro (e in memoria di Piergiorgio Welby);
- liberalizzare le droghe “leggere”;
- fare una serie riforma della carcerazione preventiva;
- altro (spazio nei commenti).
Certo, considerando com'è composta l'attuale compagine governativa, non ci si può attendere nemmeno un pensierino su certi argomenti. Eppure basterebbe che il presidente del consiglio e i suoi ministri, visto che quasi tutti si dicono cattolici-liberali, dessero maggior peso al secondo termine del loro orientamento politico.
Mi rendo altresì conto che, tali riforme, non produrrebbero alcun effettivo abbassamento del debito pubblico - e chi s'è visto allungare i tempi per andare in pensione non si rallegrerà.
Ma sono, di contro, fermamente convinto che queste riforme non aumenterebbero in nessun modo la spesa pubblica: anzi, con certe riforme si avrebbe, senz'altro, un piccolo ritorno finanziario (penso a tutte le coppie che, per avere un figlio, sono ricorse a cliniche di altri paesi europei). E soprattutto si avrebbe la sensazione che, pur essendo questo governo «un comitato d'affari che amministra gli interessi della classe borghese», venga reso alla parola liberale il suo significato più appropriato, ovverosia quello che consente a tutti i cittadini, senza distinzioni di sesso, di razza e di condizione sociale, di poter accedere a dei diritti che finora si possono solo “comprare” o pagandosi un viaggio all'estero o un buon avvocato.
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