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domenica 21 giugno 2015

Fantasie penali

«Altiero Spinelli diceva che l’unica possibile riforma del carcere è abolirlo, e inventarsi qualcos’altro. Lo stesso pensano gli autori¹ di Abolire il carcere, che elencano le alternative alla detenzione praticate nel mondo e presentano anche un decalogo abolizionista. Aggiungo una undicesima proposta: convertire le prigioni in monasteri.» Guido Vitiello
Dodici: ci devo pensare. Devo pensare ai crimini compiuti, ossia: per ogni condannato andrebbe pensata una pena diversa, per tutti escludendo la pena di morte². Ad esempio, che pena prevedere per un assassino terrorista come Dylann Roof? Secondo me, dovrebbe essere sottoposto alla Cura Ludovico con la differenza di fargli vedere in continuazione video interracial, nella versione cuckold (anche alla luce delle dichiarazioni di un suo cugino). 

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Note
¹ Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Federica Resta. Editore Chiarelettere.
² Sono contrario alla pena di morte perché l'esecuzione capitale non può rendere alcuna giustizia alla parte offesa. Anche coloro che hanno compiuto crimini contro l'umanità: ucciderli non riporta in vita l'umanità uccisa. Questo non vuol dire che, fossi Thor, non darei una martellata in testa ai testadicazzo vigliacchi assassini. Ma io non sono un dio. Neanche lo Stato lo è. Lo Stato potrebbe aiutare a uccidersi: na tazzulella 'e cafè alla Sindona, magari facendola scegliere al condannato col gioco delle tre carte. Certo, tipi come il suddetto Roof, o come Anders Breivik, o i fratelli Kouachi (confesso: feci un salto di gioia quando furono uccisi) io vorrei che soffrissero, ma questo mio desiderio, una giustizia comme il faut, deve disinnescarlo per impedirmi di diventare come loro, gli assassini, i “vendicatori mandati da dio” o  da altre perverse intenzioni.

martedì 29 novembre 2011

Cose da Ciappazzi


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Secondo voi questi due signori con tre dita sul mento e l'indice puntato su una guancia avranno un po' meno potere e influenza sul sistema bancario italiano? E ancora: io non credo che sconteranno la pena in carcere e nemmeno glielo auguro, date le condizioni in cui versano gli istituti carcerari italiani. Certo, i domiciliari sarebbe troppo comodo, considerate le condizioni del domicilio. E allora? A fronte dell'impossibilità di ottenere in Italia un sistema carcerario tipo quello norvegese, occorrerebbe rivedere il codice di procedura penale per inventare pene più pertinenti, magari commisurate sulle condizioni socio-economiche del reo.

lunedì 25 luglio 2011

Lotteria della pena

Ivo riflette (non è e non sarà il solo: eccone un altro) sull'entità della pena che rischia A. B. Breivik. 
Sinceramente, chi non gli farebbe volentieri un po' di male a tale assassino? 
Chi non godrebbe nel vederlo soffrire, che ne so, tipo Dustin Hoffman dal dentista?

Ma avrebbe senso? Secondo me no. O meglio: lo avrebbe se per ogni dolore provato ritornasse in vita un ucciso. Così non è.

Il Dio degli Eserciti si sarebbe certamente vendicato, questo è sicuro.

Secondo me andrebbe trovata una pena che potesse in qualche modo andare contro le aspettative di Breivik. Una delle cose principali che lo spiazzerebbe è: indifferenza.
È facile immaginare che il suo avvocato gli riporti il clamore mondiale della sua impresa terroristica e omicida; il fatto che - in questo momento - è una delle persone più famose del mondo è per il terrorista fonte di godimento.

Ecco: una pena immediata dovrebbe essere quella di non lasciar filtrare niente di cosa accade fuori. Dimenticarlo. Di più: fargli credere che ha ucciso meno persone di quanto pensa.
Oppure: accordo bilaterale tra la Norvegia e un paese musulmano per la costruzione di una moschea nella fattoria biologica di Breivik (sempre che non ci sia già passato Calderoli).

Oppure ancora - qui siamo a livelli di Arancia meccanica: all'alba sveglia con l'Internazionale. Mattinata di letture dal Libro Terzo de Il Capitale, «Il processo complessivo della produzione capitalistica». A pranzo cous cous e montone selvatico in umido. Pomeriggio letture ragionate - e non alla cazzo di cane - di John Stuart Mill. Cena cubana. Musiche degli Intillimani e di Franco Battiato durante la giornata.

Infine, dato che il terrorista aveva pensato di colpire anche il Papa e l'Italia, la nostra Magistratura, con l'appoggio del nostro governo, dovrebbe chiedere l'estradizione di Breivik: ci sarebbero maggiori probabilità da noi che in Norvegia di vederlo uscire dal carcere per orizzontale prima del processo.

sabato 16 luglio 2011

Papa al pomodoro

Mentre mi stavo cucinando una pap(p)a al pomodoro, ho pensato che - indipendentemente dal fatto che sia innocente o meno - non è giusto che Papa vada in galera. A cosa serve in fondo? Non è sufficiente il fatto che sia sospeso dall'incarico e che gli vengano tolti tutti i vantaggi e i benefizi da deputato? E poi: non sarebbero sufficienti gli arresti domiciliari, mettendogli magari un bracciale satellitare e tenendo sotto controllo i telefoni, i computers e la corrispondenza?
La galera non serve a niente in questi casi. In galera deve finire solo chi è condannato definitivamente e solo coloro che, se indagati, minacciano concretamente l'incolumità di altre persone o mettono in serio pericolo la comunità o lo Stato.
Sono d'accordo con Malvino: è necessario e urgente rivedere la legge sulla carcerazione preventiva.
Detto questo, bisognerebbe far notare a Papa che se dovesse andare un po' in galera e, poi - come lui sostiene - risultare innocente, questo lo riabiliterebbe totalmente agli occhi della pubblica opinione, giacché in questo momento, ahilui, è davvero messo male.

martedì 10 novembre 2009

Raccogliamo le firme

Sostengo la mozione Malvino.

P.S.
Come si fa a raccogliere le firme? È tanto che non capito da Beppe Grillo... qualcuno mi aiuta?