venerdì 19 maggio 2017
Il tagliaunghie delle vanità
lunedì 16 giugno 2014
Quel che veramente è la vita
sabato 11 maggio 2013
Camminare attraverso noi stessi
«Io credo, O Signore, aiuta la mia incredulità. Cioè, aiutami a credere o aiutami a discredere? Chi aiuta a credere? Egomen. Chi a non credere? L'altro».¹
«Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l'altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini. Ma sempre incontrando noi stessi. Il drammaturgo che ha scritto l'in-folio di questo mondo e l'ha scritto male (ci dette prima la luce e il sole due giorni dopo), il signore delle cose quali esse sono che i più romani tra i cattolici chiamano dio boia*, è senza dubbio tutto intero in noi tutti, palafreniere e beccaio, e sarebbe anche ruffiano e becco se non fosse che nell'economia del cielo, predetta da Amleto, non ci sono più matrimoni, poiché l'uomo glorificato, angiolo androgino, è sposa di se stesso».²
martedì 16 ottobre 2012
Pascal non ha ragione
![]() |
| * |
domenica 18 dicembre 2011
Nessuno è niente
domenica 7 novembre 2010
My love is in a light attire
| My love is in a light attire Among the appletrees Where the gay winds do most desire To run in companies There, where the gay winds stay to woo The young leaves as they pass, My love goes slowly, bending to Her shadow on the grass; And where the sky's a pale blue cup Over the laughing land, My love goes lightly, holding up Her dress with dainty hand. James Joyce, 1907 | L'amor mio è vestita di luce In mezzo ai meli Dove i lieti venti più bramano Di correre insieme. Là dove i vènti lieti restano un poco A corteggiare le giovani foglie, L'amor mio va lentamente, china Alla propria ombra sull'erba; Là dove il cielo è una coppa azzurrina Rovescia sulla terra ridente, Va l'amor mio luminoso, sostenendo Con garbo la veste [traduzione di Alfredo Giuliani] |
*****************************************************************************
| My love is in a light attire Among the appletrees Where the gay winds do most desire To run in companies There, where the gay winds stay to woo The young leaves as they pass, My love goes slowly, bending to Her shadow on the grass; And where the sky's a pale blue cup Over the laughing land, My love goes lightly, holding up Her dress with dainty hand. James Joyce, 1907 | La melinda mia appena colta Tra i filari di meli della Val di Non Io, come un novello Adamo, ascolto i venti del desiderio e non resisto, no. Là dove i venti lievi scompigliano Le foglie che mi coprivano laggiù La mia Eva piano si piega e piglia La mia ombra non coperta più. Nel cielo una nube pare un wonderbra Azzurro ridente sulla terra. Lucente amore mio, non bastan già Le mie mani calde, effetto serra? [Traduzione di James Massoroyce] |
martedì 25 maggio 2010
Il Pesce puzza dalla testa
Stasera ho guardato un pezzettino di Ballarò ed era tanto che non lo facevo (e l'ho sempre fatto poco: troppi ospiti che si parlano uno sopra l'altro, troppo poco spazio per ragionare, molto per abbaiare come Lupi). La manovra in tempi di crisi e i sacrifici che devono esser fatti a partire dalla classe politica. Convincente l'esempio di Boldrin: «il pesce puzza dalla testa, dalla testa si comincia a tagliare». Di cadavere sempre si tratta.
«Anche la coda è scomparsa ora. Uno di quelli si sbriga presto un uomo. Ripuliscono le ossa senza guardare in faccia a nessuno. Ne mangiano tutti i giorni di questa carne. Un cadavere è carne andata a male. E allora cos'è il formaggio? Il cadavere del latte. Ho letto in quei Viaggi in Cina che i cinesi dicono che un bianco puzza di cadavere. Maglio la cremazione. I preti ce l'hanno a morte. Cucina alla diavola per l'altra ditta. Grossisti di bruciatori e graticole. Al tempo della peste. Fosse di calce viva per consumarli. Camera a gas. Ceneri in ceneri. O seppellire in mare [...] Pasto in piena regola per loro. Le mosche arrivano prima che sia ben morto [...] Non gliene importa dell'odore. Pappa di cadavere biancosale che si sfalda: odore, sapore come di rapa bianca cruda»¹.
Ma la vera testa che dice? Cosa se ne fa Lui del suo stipendio da Presidente del Consiglio dei Ministri, Lui, ch'è uno degli uomini più ricchi der monno? (Testa di tonno. Tagliare, via). Bruscolini gettati alla scorta privata. 'Scolta me, Testa di, prìvatene del tuo stipendio in toto e gettalo ogni primo lunedì del mese in una fontana pubblica, diviso in moneta altisonante, per nutrire il plancton che dopo ingoierai, pescecane che non sei altro. Dicci dei tuoi soldi pubblici quanti sono e come li spendi. Ché li dài per caso al pesce siluro del Baltico Ghedini? A proposito: è in ferie l'avvocato milanese? O è stanco? Anch'io lo sono. È tardi, sempre più tardi.
¹James Joyce, Ulisse, trad. Giulio De Angelis, Meridiani Mondadori (pag. 158-9)
domenica 13 dicembre 2009
Ogni uomo è sposa di se stesso
*In italiano nel testo
James Joyce, Ulisse, Meridiani Mondadori, Milano 1997 [traduzione di Giulio De Angelis, 1960 (p. 292)]
¹M. Maeterlinck (1862-1949), La Sagesse et la destinée, Paris 1908. Citazione libera di J.J. Il testo dice esattamente: «Si Judas sort ce soir, il ira vers Judas et aura l'occasion de trahir, mais si Socrate ouvre sa porte, il trouvera Socrate endormi sur le seuil et aura l'occasion d'être sage».


