mercoledì 11 maggio 2022
Vedevo il mondo
lunedì 17 gennaio 2022
Una regola alla gola
mercoledì 2 settembre 2009
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sulla barca del tuo amore.
Che o riuscirò infine ad amarti
o morirò annegato.
O mio Dio,
che dolore riserva l’attimo dell’attesa,
ma promettimi, Dio,
che non lascerai finisca la primavera.
Zaher Rezai, giovane afgano tredicenne, morto qualche mese fa, nel porto di Venezia, con questa poesia in tasca.
sabato 9 maggio 2009
Allergia democratica
paracadutato da piante in calore.
Sembra neve ma
io comincio a starnutire
dacché il mio dna mi dice
“starnutisci Luca è primavera”
e il mio naso cola
e gli occhi piangono
e le lacrime scendono
proprio ora che dovrei essere felice.
E allora parto
cammino nel borotalco:
con te a braccetto nel ricordo
porto come un'ape porta
il seme altrui di fiore in fiore
E monto su un treno separato
arrivo in una piazza tutta asfalto
con al centro un chiosco biancoverde:
un militante in camicia verde
mi chiede il vuoto
e io glielo prometto.
Democratica allergia
quanto ancora pianger mi farai?
*Incipit d'un capitolo del bellissimo libro di Richard Dawkins, L'orologiaio cieco, Mondadori, Milano.
giovedì 16 aprile 2009
Mi duole l'Italia
Guido Ceronetti, Cara incertezza, Adelphi, Milano 1997 (pag. 73)
Tali parole mi hanno dettato questi versi, spero degni di tale disperazione civile.
Vorrei tanto in disparte salire quel monte.
«Qual monte – mi dice una voce feroce –
non vedi non puoi non devi nemmeno
pensarlo, figuriamoci farlo adesso
che non è più inverno che il clivo
più dolce appare al cammino».
Io semplicemente chiedevo un minimo
d'ombra che celasse questa vista
d'Italia malata, di teste che vuote
vociferano insensatezza.
Volevo farmi eremita, sfollare nei prati
d'alpeggio, ché al peggio non credo più
possa esserci fine, soprattutto qui
nella penisola da pena abbattuta
dalla voragine civile, dai sorrisi beoti
degli italioti che sparsi seguono
l'ebetudine del potere.
Se un giorno potessi vedere trionfare
l'intelligenza la benevolenza un barlume
di vera cittadinanza, allora potrei
riscendere a valle, riconquistare la piazza
l'amabile conversare negli affollati caffè.
Potrei, se questa puttana la finisse,
una volta per tutte, di ferirmi.