martedì 16 febbraio 2016
Dell'imperturbabilità
lunedì 29 giugno 2015
Gli Dei sanno le cose che saranno
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| Versione di Guido Ceronetti, in Come un talismano, Adelphi, Milano 1986 |
lunedì 29 ottobre 2012
Traslocare un maestro
«In via Marenco, tornandoci dopo due o tre mesi, non ricordo quale anno fosse, vidi sui tavoli della redazione una filza di lavagne nere [presumo monitor ndb], con i redattori seduti di fronte, per lo più immobili, che impugnavano un tasto premendolo incessantemente. Mi domandavo: si può licenziare un articolo passabile in un simile stile di scrittura? Ho potuto constatare che è possibile riuscire leggibili, ma l’abbandono di ogni rapporto reale con la carta e l’inchiostro sta avendo già conseguenze incalcolabili, non qui soltanto ma in tutto il mondo.»
«Non ho mai considerato l’ipotesi di surrogare la portatile [macchina per scrivere ndb] con l’ordinatore (mi è difficile scrivere computer)».
domenica 10 giugno 2012
Cellulare Ceronetti
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
- Allora, come è andata la giornata?
- Niente... tutto bene, sole ma non troppo caldo...
«Lo smartphone è un baratro senza fondo in cui l'Utente (l'essere, l'anima umana), una volta catturato, precipita senza fine.»
lunedì 21 marzo 2011
Un dromedario senza padrone
domenica 6 febbraio 2011
Comandante Ce Ronetti
domenica 21 novembre 2010
Disintossicazione
IL FILOSOFO IGNOTO
Aprendo a caso Rigodon, l’ultimo libro di Céline
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mercoledì 17 novembre 2010
Se fosse in noi la vita della rosa
E della rosa l'intensità,
Il profondo profumo che è dei corpi
Molta più forza avrebbe. Ah vita vita
Intensa e breve del mio giorno a roseti
Seminato! A una meteora ferita
Tu che eri uguale uguale uguale,
Attraverso la casa, profumata
Di verità e bellezza, sei passata
Un abisso è l'impronta dove tu
Hai lasciato rovine di roseto,
E quel profumo che si dilata
Fa nell'Oltre-se-stessi i nostri corpi
Spingersi, di più di più
Miguel Hernández (tra il 1939 e il 1941. Versione di Guido Ceronetti, Come un talismano, Adelphi, Milano 1986)
martedì 14 settembre 2010
Essere malati da tempo
lunedì 16 novembre 2009
Cercasi escort per filosofi di provincia

«Carità romana, titolo idiota o fatto per sviare, di una divina pittura di Guido Reni [...], dove una donna offre da tettare a un vecchio avido di conoscenza (o di vita: ma non c'è vita vera che nella conoscenza). Il gesto e il volto della donna sono un cantico dell'amore infinito, si tocca una delle profondità del mistero erotico, il legame tra il Vecchio e la Bella Fanciulla, in un dilatarsi d'onde della pura Bellezza. Chi ha mammelle così deve offrirle a chi ne ha bisogno intellettuale, non riservarle a lattanti incapaci di capire».
Guido Ceronetti, Un viaggio in Italia, Einaudi, Torino 1983 (pag. 64)
domenica 11 ottobre 2009
Persecuzioni
Fino a quando mi darete dolore
Tormentandomi con le parole?
Mi avete offeso ripetutamente
Mi frastornate senza pudore
Fosse anche vero che ho peccato
Sarebbe cosa mia il mio peccato
Ma voi che m'insultate
Rinfacciandomi la mia vergogna
Sappiate
È Dio che pecca contro di me
E mi soffoca nella sua rete
VIOLENZA io grido
E nessuno risponde
Io imploro una giustizia che non c'è
La sua mano mi sbarra la strada
Perché non passi
Fa nei miei vicoli il buio
Di ogni mia gloria mi ha spogliato
Dalla testa mi ha tolto la corona
Pezzo per pezzo mi demolisce io muoio
La mia speranza come un albero
Ha sradicato
Contro di me si è acceso il suo furore
Mi tratta come suo nemico
Le sue falangi mi piombano addosso
Lungo linee fissate per colpirmi
E bivaccano intorno alla mia tenda
I fratelli mi ha allontanato
Dai congiunti mi ha separato
I miei amici mi hanno lasciato
I miei cari dimenticato
Per gli ospiti della mia casa
Per le mie serve un ignoto sono
Ai loro occhi diventato
Straniero
Grido al mio servo la mia bocca lo implora
Ma non risponde
Il mio fiato ripugna alla mia donna
Il mio fetore ai figlio del mio ventre
Anche i bambini mi schifano
Se cerco tirarmi su
Mi gettano contro le loro parole
La gente mia più fidata mi aborre
I più amati da me li ho contro
Nella mia pelle la carne marcisce
Carne e ossa li tengo coi denti
O miei amici pietà di me
Colpito dalla mano di Eloàh
Perché mi date anche voi la caccia
Come Dio?
Della mia carne non siete pieni ancora?
Vorrei fossero scritte le mie parole
Incise nel bronzo le vorrei
Con un bulino di ferro nel piombo
E nella pietra per sempre scolpite
Chi mi difende è forte io so
E l'Ultimo oltre la polvere sta
E dietro la mia pelle strappata
Vedo con la mia carne Dio
E proprio io lo vedo
I miei occhi lo vedono e altri no
I reni mi si squagliano nel ventre
Quando voi dite che mi perseguitate
Perché in me è la radice del mio male
Guardatevi dalla faccia della spada
Perché chi vendica le colpe ha una spada
Saprete che c'è Shaddai
Il Libro di Giobbe, a cura di Guido Ceronetti, Adelphi, Milano, 1972
venerdì 7 agosto 2009
Letture agostane
sabato 30 maggio 2009
Una verità e mezzo
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, Adelphi, Milano 2009
Nota: il titolo si rifà al celebre detto di Karl Kraus: «L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezzo».
giovedì 16 aprile 2009
Mi duole l'Italia
Guido Ceronetti, Cara incertezza, Adelphi, Milano 1997 (pag. 73)
Tali parole mi hanno dettato questi versi, spero degni di tale disperazione civile.
Vorrei tanto in disparte salire quel monte.
«Qual monte – mi dice una voce feroce –
non vedi non puoi non devi nemmeno
pensarlo, figuriamoci farlo adesso
che non è più inverno che il clivo
più dolce appare al cammino».
Io semplicemente chiedevo un minimo
d'ombra che celasse questa vista
d'Italia malata, di teste che vuote
vociferano insensatezza.
Volevo farmi eremita, sfollare nei prati
d'alpeggio, ché al peggio non credo più
possa esserci fine, soprattutto qui
nella penisola da pena abbattuta
dalla voragine civile, dai sorrisi beoti
degli italioti che sparsi seguono
l'ebetudine del potere.
Se un giorno potessi vedere trionfare
l'intelligenza la benevolenza un barlume
di vera cittadinanza, allora potrei
riscendere a valle, riconquistare la piazza
l'amabile conversare negli affollati caffè.
Potrei, se questa puttana la finisse,
una volta per tutte, di ferirmi.
giovedì 2 aprile 2009
Davanti alla casa
Nella mia gioventù ieri passando
Per quel rione di periferia
Rieccola. Fu là che Amore
Divampò nel mio corpo con la sua
Sublime forza.
E ieri
Ripercorrendo quella vecchia via
L'incantamento erotico mirabili
Rese le cose: bottegucce
E pietre e marciapiedi,
Davanzali, facciate, balconcini...
Di colpo ogni bruttura era sparita.
E stavo là, fissando quella porta,
Immobile, dalla casa fascinato,
Con tutto il mio esserci, raggiante
Dei trasporti dolcissimi che vissi.
[1918]
Costantinos Kavafis, Un'ombra fuggitiva di piacere, traduzione Guido Ceronetti, Adelphi, Milano 2004
giovedì 19 marzo 2009
Alchimia del verbo
«L'aforisma, se non paradossico, se non ha abbastanza urto, resta tra le muraglie del linguaggio pietrificato, dove la sterminata folla degli umani gira e gira come nell'ora d'aria i prigionieri di Newgate: la farfalla ricade. L'ergastolo linguistico, universale condanna. Dà contentezza di morire il pensiero di non dover più emettere i luoghi comuni quotidiani, di non averne più offeso l'orecchio, di non patire più per lo sconcerto e il disagio che suscitano un poco di ironia, di olio lubrificante d'enigma... Oh magnifico, l'enigma, e il koan Zen, l'oscurità di un verso, l'anagramma rivelatore, l'oracolo che sorvola e svapora: ti rassicurano, la porta dell'infinito verso cui abbaiamo pieni di sete non è chiusa, non riusciranno a sbarrarne per sempre l'entrata i pretoriani bestiali del finito.
Alchimie du verbe: meravigliosa-meravigliante parola. Partire per non arrivare. Partire per lo scoglio solitario dove non ti seguirà nessuno. Col mio retino ne ho acchiappate, mentre volavano invisibili, appena udibili, alchimie del verbo, benedetta la loro luce di sera, la loro cerchiata fragilità candelare».
Guido Ceronetti, La fragilità del pensare, Rizzoli, Milano 2000.
lunedì 23 febbraio 2009
La ronda del piacere
Angolo del fonografo, mano che gira
La manovella.
Fruscii e scrosci, sbattuti usci,
Agonizzanti note.
Tra Dio mio e troppi soldi
Un riso modulato.
Sul feltro verde piume
D'aria ben nota vestiva
Quel vago uccello tango
Cielo degli Argentini.
E più raschiavi, e più impensa
Vita da te fluiva,
Puntina.
- Ricaricalo! Ancora! -
E riaccendevasi
L'incantamento.
Delusa vestaglia chiusa
Ricaricavi, Lisa,
Pettine in mano, lenta.
"Un bandolero stancooo..."
Ban-do-le-ro... Chi è? - Uno che suona
Il bandolino ai pic-nic! Paste di meliga,
Pane e burro, Vin Santo! -
Cactus e calicanto...
L'Ebrea è medium! Volumi su volumi
Ha già riempito, di profezie!
Morti vocianti. Castighi in vista. Ingiunzioni:
"Amatevi! Tutte sorelle, nazioni!"
(Facile dirlo... assassini,
Cannibali, porconi).
- Polenta, peperonata, porcini! -
- Ehi, è finito... ricarica, Lisa! -
Non ho appetito. Ma proprio, ti dico,
Niente... -
- Saranno i postumi... -
- Se non ti senti... -
E il tango, onda, gettava
Quel grido forfettario:
OGNUNO VUOL GODEREEE... Vuole, sì, ma
Ci riesce, poi? Prima di mezzanotte
Tutti a letto, schiene rotte.
Passa l'ultimo tram. Buenas noches.
Oh Bixio! Oh, Cherubini!
L'Arizona tra pendule
Tute blu impolverava
Di magico pepe crepe
Critiche tra le ringhiere.
- Ah io questo lo scrivo a Mussolini! -
Tremolii di abbaìni...
"Laggiù nell'Arizona
Terra di sogni e di chimere..."
- Si cena o non si cena? -
- Chi te li cuce, i calzini? -
"... la ronda del PIACERE,
E nell'OSCURITÀ..."
- Lisa, la Carmen! Basta Capinere! -
Pagliuchi e Tagliavini.
Bixio tac. Bizet guasto. "Se tu
Non m'ami ebben io t'amo ebben io t'amo..."
Saludos dalla tua Pina. Diciotto luglio Trentasei,
Siviglia.
Curve sull'ago, madre e figlia.
"A mezzanotte va..."
E rieccola. - Chiudi la finestra! -
Ancora aspettano, nell'oscurità.
Guido Ceronetti, Scavi e segnali, Tallone Editore Stampatore, 1992.
domenica 8 febbraio 2009
Ceronetti in tv!

Questo è un vero evento televisivo dato che Ceronetti ha sempre manifestato "orticaria" per la televisione. Ora io non so se egli promuoverà le sue ultime Ballate dell'angelo ferito [Il Notes Magico, Padova, 2009, pagg. 112, € 13] perché, a proposito della promozione dei libri in tv, ricordo che una volta lo stesso Ceronetti scrisse mirabilmente che la televisione ha lo stesso credito nel promuovere la lettura quanto lo ha un macellaio che invita a diventare vegetariani.
Vedremo se stasera il Nostro si presenterà con un bel panino al prosciutto in mano, una birra, un caffè espresso, una sigaretta.
venerdì 21 novembre 2008
Al PD, con affetto

Con quali azioni invece di canzoni
Chiara faremo la tua notte nera
Terra che bruci, terra che dolori
Tristezza d'uomo, malattia d'uomo?
Fare dolore è tutto il vostro fare:
Se tu hai guardato in una faccia d'uomo
Non fare niente; fare bene è non fare.
Guido Ceronetti, Compassioni e disperazioni, Einaudi, Torino, 1987
domenica 31 agosto 2008
In Atlantide c'è salvezza

L'America distrugge la vita, ci conserva la libertà. La Russia distrugge la vita e ci toglie la libertà. La Cina gioca con la libertà che ha ucciso, della vita non importandogli niente potrebbe anche lasciarne un resto. Il Giappone distrugge la vita con l'ansia di un primatista. L'Europa tiene alla libertà in quanto permette la distruzione legale della vita. L'Oriente islamico è il braccio, con ben poca mente, di qualsiasi tipo di distruzione. L'Africa distrugge e si fa distruggere pensando che sia il modo migliore di essere liberi. In Atlantide c'è salvezza.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, Adelphi, Milano, 1987, pag.21-22



