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Quasi ogni epoca e ogni grado di
cultura ha tentato una volta con profondo malumore di liberarsi dei
Greci, perché al loro confronto tutto quanto era stato da essa
prodotto, in apparenza assolutamente originale e sinceramente
ammirato, sembrava perdere improvvisamente colore e vita, e ridursi a
copia mal riuscita, anzi a caricatura. E così ogni volta prorompe di
nuovo l'intima rabbia contro quel popoluccio arrogante, che ardì
qualificare per tutti i tempi come “barbarico” tutto ciò che non
fosse di casa sua: chi sono costoro, ci si domanda, che, per quanto
possano esibire soltanto un effimero splendore storico, solo
istituzioni ridicolmente limitate, solo una dubbia solidità di
costumi, e siano addirittura contrassegnati da brutti vizi,
pretendono poi fra i popoli la dignità e il privilegio che spetta al
genio fra la massa? Purtroppo non si fu così fortunati da trovare il
bicchiere di cicuta con cui un tal popolo potesse essere
semplicemente tolto di mezzo, poiché tutto il veleno che l'invidia,
la calunnia e la rabbia distillarono non fu in grado di distruggere
quella magnificenza che basta a se stessa. E così ci si vergogna e
si ha paura dei Greci; a meno che uno non stimi la verità sopra
tutte le cose e non osi anche dirsela, questa verità, che i Greci
cioè tengono in mano come aurighi la nostra e qualsiasi cultura, ma
che quasi sempre cocchi e cavalli sono di qualità troppo scadente e
inadeguati alla gloria dei loro aurighi, i quali considerano allora
uno scherzo il cacciare tali cavalli in un abisso, che essi stessi
superano col salto d'Achille. »
Friedrich
Nietzsche, La nascita della tragedia, versione
di Sossio Giametta, Adelphi, Milano 1972 (edizione PBA 1990, pag.
98-99).
Per dar soddisfazione ai desideri della Germania e d'Europa di tornare a “crescere”, il governo Tsipras ha davanti a sé una sola soluzione: il ripristino ufficiale della schiavitù, superando ogni forma contrattuale di lavoro e, insieme, la reintroduzione rituale dei sacrifici umani: anche gli dèi moderni volentieri si dissetano col sangue.