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martedì 17 marzo 2020

Incluso il cane


Io ci provo, ci provo, ci provo ma non riesco, non riesco, non riesco a stare tranquillo, nonostante ci siano le condizioni per stare tranquillo, incluso il cane.
Certo, me la racconto - e come no, hai voglia se me la racconto - che andrà tutto bene, ma questo futuro - «Che fine ha fatto il futuro?» - sia pure schiacciato dall'angosciante presente, quando arriva?

Andrà - quando diventerà: è andata? Quando potremo metterci davanti a un tavolo a raccontarci la storia di questi tempi tristi e tribolati? E io stavo così, e passavo il tempo in quel modo... 

Il problema è che, invece, qui si stia assistendo e - soprattutto - subendo un crescendo di ansia e preoccupazioni diffuse, come se la società tutta fosse all'angolo in attesa del KO. 
Ma quando suona almeno la fine di un round?

Quando la smetteranno con il quotidiano bollettino della contabilità del contagio? Quando impacchetteranno tutti i dati nella silenziosa statistica dell'Istat?

Nel Bilancio demografico nazionale del 2018 si legge che, due anni fa, in Italia ci sono stati 633mila decessi, vale a dire poco più di 1700 morti al giorno. È un dato tranquillizzante, nevvero?



Certo, la situazione attuale è grave, la realtà oggettiva non è che la si cambia a proprio piacimento. Io vorrei soltanto che, in questi giorni dello stare a casa, si potesse, non dico nascondere la realtà: soltanto tenerla per un attimo in stand-by, e si avviasse una narrazione diversa degli eventi e, in spirito decameroniano, si riuscisse a mitigare l'effetto panico senza dover ricorrere alle benzodiazepine.

Per fortuna c'è il cane.

martedì 12 luglio 2016

Escluso il cane

«Non c'è un avere, solo un essere, solo un essere che desidera l'ultimo respiro, la soffocazione».
Franz Kafka, Aforismi di Zürau, n. 35, Adelphi, Milano 2004

Smettere di respirare, ritornare all'inerte. Che il corpo si consumi è il debito per aver perso, definitivamente, la lotta contro entropia.

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[Non sapevo come salutarti, mia amata Lola.

Forse non è un caso che il medico veterinario, poco dopo che il tuo cuore ha smesso di battere, mentre gli offrivo un bicchier d'acqua fresca e preparavo i soldi della parcella, abbia indugiato lo sguardo sulla modesta biblioteca e abbia chiesto qualcosa dei Ceronetti (quasi tutti presenti) e dei Quinzio (solo un paio), sue recenti letture. 
Ho risposto qualcosa, alcune vaghe impressioni, ma avrei preferito cantare.]




martedì 23 settembre 2014

Par la pensée, je ne le comprends pas

«Roseau pensant. — Ce n’est point de l’espace que je dois chercher ma dignité, mais c’est du règlement de ma pensée. Je n’aurai pas davantage en possédant des terres : par l’espace, l’univers me comprend et m’engloutit comme un point ; par la pensée, je le comprends.» Blaise Pascal 113 - [348 édition L. Brunschvicg]

L'ho così sregolato, il pensiero, che stasera, fredda sera, ho cercato la mia dignità per cinque minuti nelle stelle, e più di esse è stato il vuoto spazio a commuovermi, a farsi garante della comprensione, del significato ultimo dell'esistenza: riempire il vuoto tra il punto N e il punto M.

Un'amica è andata via, un'amica di cui alcuni potevano credere fossi il padrone. Padrone di che. Sapessi che fine ha fatto, dove e come. Niente: sparita. Il calore in una fredda sera di settembre. Dovevo legarla, ma non amavo legarla. 
Le volevo bene.
Si chiamava Lola, la mia lolita:
«the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth»

venerdì 30 agosto 2013

Spendi spandi, italiano

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L'articolo, vera e propria lamentazione (come se non ci fossero anche risvolti positivi derivanti dal suddetto calo), lascia trapelare, senza dirlo, che il «crollo nelle vendite» è dovuto alla crisi economica che ha colpito gli italiani, i quali - avendo meno soldi da spendere - limitano i consumi, compreso quello dei carburanti (tranne il gpl, in aumento nelle vendite e, immagino, l'articolo non ne parla, il metano).
Da tale diminuzione - è pacifico - deriva anche un “danno” per l'erario statale.
Che stronzi, noi italiani: consumiamo meno carburante apposta per far dispetto allo Stato. Lo Stato che, poverino, rischia bancarotta per colpa della nostra avarizia. Non sappiamo forse che per ogni litro di carburante si pagano 16 accise?
0,000981 per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936

  • 0,00723 per il finanziamento della crisi di Suez del 1956
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  • 0,00516 per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963
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  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966
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  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968
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  • 0,0511 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976
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  • 0,0387 euro per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980
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  • 0,106 euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983
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  • 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996
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  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004
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  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005
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  • 0,0071 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011
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  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011
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  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011
  • 0,082 euro per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011
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  • 0,02 euro per far fronte al terremoto dell’Emilia del 2012
  • Senza contare l'imposta sulla fabbricazione dei carburanti e, infine, l'Iva al 21%.
    Consumare petrolio, in Italia, è un dovere civico, molto più che rispettare l'ambiente non gettando rifiuti o mozziconi accesi lungo il bordo della strada. Per fortuna il governo in carica se n'è accorto. Credo, infatti, che aver tolto l'Imu sia, in realtà, una mossa strategica per spingere noi italiani a consumare più carburante: ora non abbiamo più scuse per permetterci un pieno di gasolina.

    Infine, riporto una tabella, tratta dall'automobil club svizzero, che confronta i costi di benzina (95 e 98 ottani) e gasolio di tutta Europa.


    Giusto per controllare gli antipatrioti che vanno a fare il pieno in Lussemburgo.