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| N.Y. marzo 1996 |
domenica 16 marzo 2014
Diciotto anni fa
lunedì 26 novembre 2012
Ogni tanto mi sento
domenica 5 agosto 2012
The Formamentis Lover
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| Frantisek Kupka, The Book Lover, 1897 |
giovedì 5 luglio 2012
Addendi
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| via |
venerdì 22 giugno 2012
Un ventidue giugno
«Compiuta ogni cosa se ne andarono; prima però mi tolsero il letto di dosso, si piazzarono sopra di me a gambe divaricate e mi pisciarono in faccia inondandomi tutto del loro fetore»
domenica 1 aprile 2012
Previsioni pensionistiche
sabato 3 dicembre 2011
Domani, a Palazzo Chigi
- tutti questi sacrifici condurranno un giorno gli italiani alla felicità (economica)?
- nel caso (remoto) di una favorevole ripresa economica, di una “crescita” costante, di un risanamento della finanza pubblica, i cittadini italiani possono ragionevolmente sperare di riottenere qualcosa in cambio? In buona sostanza: se le casse dello Stato torneranno a esser piene, potremo sperare di andare in pensione senza la bava alla bocca?
- ma a cazzo serve ancora l'esercito (non tanto le forze dell'ordine, la finanza, i vigili del fuoco e la guardia costiera, ma la fanteria per esempio)?
sabato 8 ottobre 2011
La profondità del potere
sabato 10 settembre 2011
Leggere e sentirsi in Forma
martedì 1 febbraio 2011
Please Give Us Two Millions Dollars
venerdì 6 agosto 2010
Aux armes citoyens
Ieri, in abbinata a Il Corriere della sera (1,00 €) c'erano Sette (0,49 €) e Il Mondo (0.01 €). Stamani stavo per buttare tutto alla carta ma, di scorcio, il titolo de Il Mondo in formato pocket m'impedisce di cestinare. «Nobili affari». Apro, il corpo dei caratteri di stampa sarà si e no 6. C'è un lunghissimo articolo di Enrica Roddolo «Quei nobilissimi business» che parla della «grande rete dei manager dal sangue blu». Leggo a tratti, colpito soprattutto dai nomi dei personaggi: il principe Giuseppe Spadafora ag e dg (?) di Cassa Lombarda; il principe Ignazio Maria Boncompagni Lodovisi manager di Mediobanca; il duca Francesco Vanni d'Archirafi capo del global transaction services di Citi a N.Y.; il conte Raffaele de Courten manager del fondo Alto Parteners; il nobile Lorenzo Bini Smaghi Bellarmini economista della BCE; il conte Giampiero Auletta Armenise manager di Rothschild; il nobile Galeazzo Pecori Giraldi vicepresidente del comitato investment banking di Société Générale; il conte Eduardo Teodorani Fabbri vicepresidente di Cnh Global; il principe Fabio Borghese (!) dirigente Enel; il conte Bernardino di Campello proprietario delle Fonti del Clitunno; il nobile Flavio Piccolomini Naldi Baldini al timone di Marsh Italy (brokeraggio assicurativo); il nobile Luca Franzi de Luca (!) ad di Rasini Viganò assicurazioni; il nobile Niccolò Contucci (!) dg dell'Airc; il marchese Eugenio Litta Modignani produttore di vodka in Russia; il conte Gelasio Gaetani d'Aragona Lovatelli imprenditore; i Marchesi di Frescobaldi, viticoltori; il nobile Carlo Ripa di Meana marito di Marina; Carlo Feltrinelli marchese di Gargnano, editore; il nobile Fabrizio Crespi Morbio che s'è messo «in gioco cercando business maturi per rilanciarli nel segno dell'innovazione»: in pratica ha una struttura di “art advisory”, cioè fa il custode delle pellicce e di altri beni di pregio a Milano: «e mi sono occupato anche di Step, una vecchia tipografia che ho rilanciato facendone un partner di molte banche italiane per la supply chain» (che cazzo è la “supply chain”?); il conte Matteo Marzotto, settore moda; il conte Francesco Carducci Artemisio ex ad Cinecittà Holding attualmente consigliere regionale della Polverini; la contessina Beatrice Borromeo, giornalista; i nobili Luca Marco Daniele Cordero di Montezemolo rispettivamente presidente della Ferrari, notaio a Torino, imprenditore della moda; il marchese Carlo Barel di Sant'Albano ad e dg di Ifil; il nobile Carlo Andrea Guidi di Bagno, architetto; il conte Benedetto Camerana, architetto; il conte Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'Upa.
Infine, come peperoncino sull'uccello (perdonatemi, a me le ciliegine sulla torta non piacciono) ecco un riquadretto a parte per i magnifici nipoti di Re Umberto II, dal raffinato titolo «Il senso dei Savoia per gli affari». Riporto pari pari:
«Molti nipoti di Umberto II, l'ultimo re d'Italia che lasciò il Paese dopo il referendum monarchia-repubblica, lavorano nella City: il principe Michael è esperto di hedge fun a Wall Street, Serge ha lavorato per Altran e si occupa di consulenza, Emanuele Filiberto (prima di sfondare [!] in tv) ha calcato la piazza finanziaria per la ginevrina Banq Syz. Ma nel Gotha c'è chi preferisce imprenditoria & diplomazia: Dimitri, figlio di Maria Pia di Savoia, ha fondato a New York un marchio di gioielleria, Gabriela d'Asburgo è una scultrice, ora anche ambasciatrice di Georgia in Germania».
Lasciando da parte i viticoltori, gli scultori e i guardiani di pellicce, ora capisco perché la finanza internazionale l'è messa così male. È giunto il momento di una nuova Rivoluzione à la française senza ghigliottina: basteranno trappole per topi.
martedì 3 agosto 2010
La palla al Forma
*martedì 13 aprile 2010
La lettaratura esiste
lunedì 5 aprile 2010
«L'assurda pretesa di aver ragione»
«Molti anni fa Giulio Bollati mi aveva raccontato che una volta un taxi su cui si trovava era passato con il rosso e un'auto, in transito con il verde, aveva strombazzato; al che il taxista sbottò: “Se ne approfitta perché ha ragione”. Bollati mi aveva detto di avere imparato più da quella frase che dalla sua libera docenza; era un paradosso ma fino a un certo punto. Perché lo stesso argomento l'ho ritrovato nel grande pensatore conservatore Joseph de Maistre, per esempio quando sostiene che i Protestanti sono inferiori ai Cattolici perché coltivano “l'assurda pretesa di aver ragione”».
Maurizio Ferraris, "Rossi [Paolo] contro sciamani e sciatori", Domenica del Sole 24 Ore, 4 aprile 2010
In un commento a questo post malviniano, Formamentis scriveva: «La ragione è esausta». Sì, la ragione è stanca di questa continua derisione, di questo incessante menefreghismo. La ragione la pigliano sempre i più bischeri (o coglioni). A dominare il mondo è qualcosa d'altro che la ragione. La ragione non ce la fa a prender le redini del potere perché la ragione dubita, s'inceppa, medita... Mi fermo ché sono appannato. Non vorrei sragionare (o vorrei che il sonno - mio - della ragione portasse consiglio per scrivere qualcosa di più sensato in merito).
sabato 3 aprile 2010
Sabato santo
«Ogni tentativo di riportare alla sua natura il sentimento cristiano della vita, va a scapito del principio di autorità. La Chiesa riformata insegna.
Il cristianesimo è un fatto umano, soltanto umano. Il più umano dei sentimenti. Opera da uomo a uomo. Si muove sul piano orizzontale. È un sentimento che ogni uomo ispira agli altri uomini, ogni uomo trae dagli altri uomini. (L'allargamento, cui io tendo con tutto l'animo, del sentimento cristiano della vita, porterà alla cristiana comunione con le creature e le cose di là dall'uomo: animali, piante, minerali; e con le particelle che compongono le creature e le cose; fino alle cellule e agli atomi; e di là dalle cellule e dagli atomi; e allora solamente sarà raggiunto il pieno, profondo sentimento cristiano della vita). Il cristianesimo, questo fatto ‘umano’, lasciatelo a noi uomini. Mutando la sua naturale posizione, e dalla posizione orizzontale rizzandolo alla (verticale) posizione dell'autorità, non solo si altera la sua natura, ma si isterilisce assieme le sue fonti di fecondità, si fiacca la sua energia. Cristianesimo è continuazione di noi stessi nella umana collettività e in tutto ciò che è. Cristianesimo è associazione dei singoli egoismi. Il nostro proprio egoismo nell'egoismo altrui, e l'altrui nel nostro. È la nostra propria energia di vita messa in comune con l'altrui. È la fusione di tutte le umane energie di vita, e sarà la fusione delle energie umane e non umane. Gelatina ineffabile, nella quale come caschi, caschi bene. Vogliamo pensare, fratelli della comune gelatina, vogliamo pensare alla fisica atomica come alla ‘scientifica’ riprova del sentimento cristiano della vita? Vogliamo salutare qui la fine di una mostruosa soluzione di continuità? Vogliamo celebrare la fusione di materia e spirito, anima e corpo, fisico e metafisico?
Prima di Cristo, questa energia era chiamata Eros nella lingua di Platone, e salutata con le parole di Lucrezio nell'alma Venere. Cristo approfondì questa energia e il sentimento che la esprime, allargò il repertorio dei comuni interessi umani svegliando il voluttuoso sentimento della pietà e quello più voluttuoso ancora della carità, rese anche più ‘umano’ questo più umano dei sentimenti. Il quale, perché così umano appunto, non regge a quanto umano non è, non regge soprattutto all'autorità unica e accentratrice - questo arresto, questa paralisi, questo punto. E ancor meno regge al riflesso metafisico dell'autorità: Dio. Ateo è il cristianesimo. E se ateo io sono, tale non per ragionamento io sono, ma perché cristiano».
Alberto Savinio, Nuova enciclopedia, (voce: Europa), Adelphi, Milano 1977
martedì 23 marzo 2010
domenica 21 febbraio 2010
Letterina festivaliera
Bene, leggendo questo post del mio scrittore-filosofo prealpino di riferimento, subito sono andato nella di lui casella per postare un commentuccio. Purtroppo però ho sbagliato a digitare il codice di verifica e la mia letterina è andata persa nel vuoto della rete. La riproduco qui, esercitandomi in un cattivo stile romanesco (per tentare una modesta imitazione del Gadda der Pasticciaccio).
caro Formamentis,
vorrei da te un parere a margine der voto teleffonico der ppoppolo. Ovvero, se oggiddì ce fosse de nuovo un referendumme monarchia repubblica chi vincerebbe? Avremmo de nuovo un savoja (quelo puttaniere) ar Quirinale? Eppoi er fijio che farebbe? Ne l'attesa de diventà rre, come Carlo d'Enghilterra si darebbe a l'eccologismo invece de rompe' li cojoni cor balletto e le canzoni? E poi ancora: er vincitore, Scannu, par sia sardo, come er precedente Cartacanta. Bene: che me dici der fatto che la Sardegna sia na fucina de' cantanti piuttosto che de politici, com'era na vorta? Penzo a Segni (padre fijio e spirito scannu), penzo a Cossiga, ar Berlinguerre etcetera etcetera. Come? Me so' scordo Pisanu? Ma se manco fa ppiù er ministro, er povero Beppe!
sabato 6 febbraio 2010
Presenza di spirito
Thomas Bernhard, L'imitatore di voci, Adelphi, Milano 1987
domenica 24 gennaio 2010
La lettrice

Questa è la donna che Formamentis pagherà per soddisfare la sua perversione.
C'è solo un piccolo problema: è di madrelingua tedesca (però è molto fetish).


