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sabato 9 febbraio 2019

Signora Lia

Come se fossi una sentinella della Nasa che sorveglia la caduta di possibili meteoriti, faccio varie piroette per difendermi dall'invasione periodica degli eventi: mi tappo le orecchie, devio lo sguardo, cambio discorso e canale, scorro rapidamente la barra laterale delle pagine web, fischietto Stravinskij. Tuttavia, contrariamente alla suddetta sentinella, non svolgo tale missione di sorveglianza altro che per me: lungi da me la pretesa di biasimare e quindi giudicare chi non sente la necessità di adottare una simile barriera anti-notizia e che, anzi, volentieri si fa bombardare il sistema nervoso dai duetti delle cariatidi (ahimè, qualche bruscolino passa lo stesso) con il volto siliconato.

Scrive Pascal:
«Divertissement. Les hommes n'ayant pu guérir la mort, la misère, l'ignorance, ils se sont avisés, pour se rendre heureux, de n'y point penser». (Pensées, 133-168
Non che io sia contrario al panem et circenses, no. Mi dà solo da pensare il fatto che, anno dopo anno, decennio dopo decennio, (secolo dopo secolo? L'Italia come repubblica millenaria), una settimana all'anno si tributi mediaticamente tanta attenzione su una manifestazione canora di merda.

Signora mia.

giovedì 12 luglio 2018

Stoptify

Per alcuni mesi, pochi, sfruttando una promozione scontata, sono stato abbonato di Spotify e, confesso, mi rispecchio in pieno in quella casistica di coloro che, adulti, invece d'ascoltare nuova musica, preferiscono riascoltare vecchi LP, ossia canzoni di quando erano giovani e la musica la mettevano su giradischi o cassette a nastro, in camera, e la ascoltavano per ore, perché ogni canzone, anche se leggera, aveva un certo peso, spessore, lasciava un calco preciso nella mente ancora più disposta a raccogliere anziché scartare - e scartare, rifiutare la musica oggi è cosa indispensabile, ancorché difficile, considerato la pervasività dell'inquinamento musicale/ambientale che non è più relegato alla stanzetta e trova diffusori discariche in ognidove.

Ogni generazione ha avuto, ha e avrà i suoi eroi e - tutto sommato - considero la mia piuttosto fortunata, giacché avevamo a disposizione il cantautorato italiano nella sua maturità artistica e il rispetto verso i classici e le icone rock e pop era ancora ai massimi livelli (esempio: la moda ululava Duran Duran, ma che cazzo vuoi, moda, lasciaci ascoltare i Pink Floyd).

Fortunata età giovanile in cui i tormentoni estivi erano scritti da Franco Battiato...

Scrivo questo perché oggi m'è venuto in mente un brano che amo molto, di Roberto Vecchioni, che lui remasterizzò nell'album Il grande sogno, album che aveva la copertina disegnata da Andrea Pazienza - e ho pensato a quanto siano sfortunati i giovani di oggi in fatto di musica: prima di tutto perché ne hanno troppa e troppo facilmente reperibile; secondariamente, perché è tutta musica videata e tormentonata - con frequenti, insopportabili, balletti al seguito; infine (lo dico più a naso che a orecchio, cioè per spizzichi e bocconi musicali che subisco in luoghi pubblici dove la musica d'oggi passa), perché credo non vi siano cantautori o compositori che riescano, tramite i loro brani, a far uscire l'ascoltatore dal confino del brano stesso per trasportarli altrove, in altri luoghi, ad esempio: un libro, un film, un déjà vu, un vissuto riletto con un telescopio e non con un microscopio che fissa l'attenzione sul proprio io minuto.

Certo, il declino del mercato discografico è irreversibile: i dischi, chi li compra più.
Purtroppo, temo che le app(licazioni) che offrono musica in streaming confondano, spiazzino, dis-orientino cercando di indirizzare verso quelli che dicono essere i tuoi gusti, quando in realtà sono soltanto i loro. 
Per questo penso che le app musicali siano uno strumento da utilizzare in seconda battuta, non in prima, perché altrimenti chi ascolta rischia di essere fagocitato in flusso di note insignificanti.

venerdì 17 gennaio 2014

Forse non tutti sanno che

[via]

Abdel Fattah al-Sisi è un grande estimatore di musica classica contemporanea. Il suo compositore preferito è (non posso scriverlo, non posso, no, no). 
 


sabato 6 ottobre 2012

sabato 11 febbraio 2012

Sibelius

Stasera vado a letto con il vento che ha voglia di colloquiare, ma io ho sonno e glielo dico. 
Lui insiste ed entra senza permesso dal tubo del camino.
La fiamma della stufa borbotta e provoca un film di ombre sulla parete crema.
Vinceranno l'oscar da attori non protagonisti.

venerdì 25 febbraio 2011

Misty

Spegnete le luci per 4 minuti. Chiudete la porta, alzate il volume. Poi riscendete a terra.

lunedì 16 agosto 2010

When I'm gone


Era l'unico a non avere freddo, questo pomeriggio, sul bordo del lago.
Io sono particolarmente affezionato a questa canzone che cantavo con lui nella mia solitaria cameretta di sedicenne.

Let us cling together as the years go by
Oh my love, my love
In the quiet of the night
Let our candle always burn
Let us never lose the lessons we have learned

domenica 21 febbraio 2010

Letterina festivaliera

Anche a volerlo ignorare, del Festival Sanremo si viene sempre a sapere qualcosa, dacché esso gode di un'attenzione mediatica enorme; per cui, anche a tapparsi le orecchie, si percepisce lo stesso il suo rumore di sottofondo. Naturalmente, le mie fonti informative privilegiate sono i miei link (qui elencati a sinistra), più qualche giornale online, più Blob.
Bene, leggendo questo post del mio scrittore-filosofo prealpino di riferimento, subito sono andato nella di lui casella per postare un commentuccio. Purtroppo però ho sbagliato a digitare il codice di verifica e la mia letterina è andata persa nel vuoto della rete. La riproduco qui, esercitandomi in un cattivo stile romanesco (per tentare una modesta imitazione del Gadda der Pasticciaccio).

caro Formamentis,
vorrei da te un parere a margine der voto teleffonico der ppoppolo. Ovvero, se oggiddì ce fosse de nuovo un referendumme monarchia repubblica chi vincerebbe? Avremmo de nuovo un savoja (quelo puttaniere) ar Quirinale? Eppoi er fijio che farebbe? Ne l'attesa de diventà rre, come Carlo d'Enghilterra si darebbe a l'eccologismo invece de rompe' li cojoni cor balletto e le canzoni? E poi ancora: er vincitore, Scannu, par sia sardo, come er precedente Cartacanta. Bene: che me dici der fatto che la Sardegna sia na fucina de' cantanti piuttosto che de politici, com'era na vorta? Penzo a Segni (padre fijio e spirito scannu), penzo a Cossiga, ar Berlinguerre etcetera etcetera. Come? Me so' scordo Pisanu? Ma se manco fa ppiù er ministro, er povero Beppe!