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giovedì 21 marzo 2024

Primavera vanderleiana

Che bel cielo azzurro stamani, ahimè macchiato dalle diagonali delle scie di due aerei di chissà che linea; linee che, nel volgere di pochi minuti, rette qual sono, non si vanificano, ma persistono, biancastre e si trasformano in tante pecorelle senza ovile alla ricerca di un improbabile pastore alato... E mi chiedo: ma se anche i tubi di scappamento della mia piccola Renault turbodiesel euro 5 producessero simili scarichi la signora Ursula mi avrebbe già internato?

lunedì 18 marzo 2024

Caccia i talenti

 


Ho chiamato l'antibracconaggio. Mi hanno risposto che si attiveranno perché i talenti hanno lo stesso diritto di essere protetti quanto gli upupa (anche se sono meno bellini, soprattutto quelli che credono di esserlo e si fanno i selfi sui socialmedi).
Ho pure suggerito, alle guardie venatorie, di prendere le impronte alle aziende, non è che debbano prenderle soltanto a noi comuni mortali nei comuni italiani per rinnovare la carta d'ignobiltà digitale. 
«Si disinfetti i polpastrelli degli indici e prema qui», mi disse un mese fa l'Ufficiale dell'Anagrafe e io non credevo di essere un ricercato.
Che peccato restituire la carta di carta scaduta, ancorché sbrindellata e lacerata, compagna di un decennio in cui, se ci ripenso, tante cose sono occorse, tra queste le corse e altre amenità, compassioni e disperazioni, ma tutto va bene, in attesa dell'azione primaverile del grande maestro Raffaele Arcangelo, il guaritore.

martedì 30 marzo 2021

Vorrei essere un rinoceronte



Bello camminare o correre in questi giorni caldi di primavera, piuttosto insoliti per essere i primi, così soleggiati, luminosi, distesi come campi di granturco appena seminato nei tratti di campagna aperta che costeggiano la pista ciclopedonale. Il verde e l'azzurro sono i colori che più assorbono la luce e gli sguardi umani si farebbero di conseguenza più aperti e pronti a ricevere saluti o piccoli gesti che comunicano la condivisione di questo benessere. Si farebbero. E invece non si fanno, perlomeno nella maggior parte dei posseduti ancora dal timor panico di imbattersi nel nemico invisibile che può "essere ovunque", anche trasportato in giro dai perdigiorno, dacché costoro, sebbene rispettino tutti i distanziamenti personali del caso, vanno in giro senza mascherina.
E i poveri tapini fobici, con occhio acuto, non si godono la gloria del disteso mezzogiorno appunto perché restano concentrati per difendersi da coloro che, invece, camminano spensierati, lasciando i neuroni liberi di rimbalzare or qua or là, senza tenerli impegnati nel riflesso condizionato di indossare sul muso lo straccetto pieno di respiro andato a male.

Chissà quanto tempo ancora ci vorrà per dismettere questa pratica di asocializzazione, di castrazione labiale, di impedimento alla fonazione e trattenimento delle sillabe che formano le parole buongiorno o vaffanculo.

Tanto tempo, purtroppo. E più passa, più non ci si accorge quanto siamo scemi.

mercoledì 21 marzo 2018

Posa una poesia per terra

Posa una poesia per terra
come un seme
vedi se cresce un niente
vedi se cresce un meme
se le parole daranno frutto
da mordere o da suggere
nella vita che fugge
a normale scadenza.

Io vedo una poesia senza
padrone girovagare
in cerca di fame e carezza
di mare riflesso in fondo laggiù
e di tenerezza
ad aspettare una voce capace
di sillabare parole
sottovoce
guardando in basso 
i piedi stanchi.

Poesia come nebbia a banchi
che improvvisa copre la mente:
davanti agli occhi si disfa
il presente 
si scioglie nel bianco
che copre le forme
che nasconde la vita
la attenua e rallenta
rallenta e addormenta
e infine si sogna.

Sogna la poesia 
di cadere per terra
come un seme
per vedere se cresce niente
che assomiglia a qualcosa 
piuttosto che niente
foss'anche una spina
o se spunta una rosa.

martedì 11 aprile 2017

Gli insegnamenti degli uccelli

Nei cambiamenti di casa delle donne certezza non v'è!
Negli spostamenti dei cani randagi certezza non v'è!
Nelle piogge dei cieli primaverili certezza non v'è!
Nei culi dei somari certezza non v'è!
Nel basso dei ventri soddisfatti certezza non v'è!
Nel marito della puttana certezza non v'è!
Negli spostamenti degli zoppi certezza non v'è!
Nelle amicizie degli esseri certezza non v'è!

La preziosa ghirlanda degli insegnamenti degli uccelli, Adelphi, Milano 1998


La campagna, in certe ore del giorno, le più quiete, offre l'opportunità di ascoltare vari tipi di suoni e rumori. Tra questi, il canto degli uccelli. Uno in particolare si è insinuato nella mente a tal punto col suo fraseggio che mi sono ritrovato spesso a riprodurlo con una goffa e semi inconscia imitazione. Da quando, però, realmente mi sono accorto della corrispondenza del mio fischio con quello del suo autore (mi spiace non saperne il nome, perché ancora non sono riuscito a individuarlo tra i rami a cantare), mi capita spesso di ripetere il fraseggio subito dopo che lui l'ha eseguito, come una sorta di eco. Mi domando se gli darà fastidio, ovvero se disturberà la sua azione di richiamo - probabilmente amoroso. In tal caso me ne scuso, ma vorrei sapesse che il mio scopo non è quello, bensì un altro, questo: comparare la mia voce alla presente - e viva - stagione, prima che voli un'altra volta via.

sabato 21 marzo 2015

Svegliatevi bambine

Pirelli in mano cinese e nessuna voce si leva a difendere l'italianità di Marco Tronchetti Provera, al quale i nuovi proprietari hanno chiesto di iniziare, da subito, a pisciare contro vento.

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Lo scorso gennaio, alcuni puntuti analisti hanno sostenuto che “quelli di Charlie Hebdo se la sono andata a cercare”. Incomprensibile non abbiano riproposto la stessa osservazione per i turisti coinvolti nella strage del Museo Bardo di Tunisi, o per gli sciiti in preghiera nelle due moschee yemenite devastate da attentati suicidi. 

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Mi piacciono gli orologi, ma non ho mai capito tutta questa passione per i Rolex. Nel caso qualche benefattore voglia farmi un presente, sappia che preferisco un Panerai.

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Riguardo alla giornata mondiale della poesia, ho pensato di proporre un ascolto e non una lettura. Così, sono andato su youtube e, anziché digitare il nome di un poeta, ho digitato Riccardo Cucciolla. La sua voce m'incanta.