sabato 15 novembre 2008

Breve passeggiata



Ad A. E.

Ho camminato da queste parti
le mani in tasca in cerca
di quel piccolo tepore che spezza
la lama del vento. Eppure tendevo
la mano a una compagna presente
che spesso ritrovo "su fili, su ali"
la sera e a lei mi sento vicino.
Dunque, dicevo, ho camminato
e non ero solo e i miei occhi
erano quattro e guardavano
insieme l'azzurro del cielo
screziato da pallide nubi d'argento.
Respiravo, ricordavo. E ritorna
la memoria di lavanda
che dischiude i propri segreti
e manifesta una minima esistenza
stanca d'impolverarsi in disadorne
soffitte dove il ragno è l'unico amico.
E non soffro, non ci riesco
perché il piacere è l'unica malattia
consentita, l'unica ricetta
per sopravvivere sereni
e respingere via le torme
del risentimento. Adesso
è bene le mani si lascino:
che ognuno impari a volare
da solo.

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