sabato 8 novembre 2008

Fare politica (aut aut)


Immagine tratta da G.O.D.

E' vero: fare politica contribuisce al proprio successo personale; ma è anche vero che fare politica significa occuparsi, in primo luogo, degli altri prima che di se stessi. Bene, io questa vocazione non ce l'ho, mi limito da individuo a offrire un modestissimo contributo pseudo-intellettuale che getto nell'agone della rete e poi basta*. Criticare è più facile che proporre o concretizzare un'azione politica, lo ammetto. Tuttavia, siccome credo che la politica sia questo mettersi al servizio degli altri (cioè dei cittadini abitanti la polis), allora credo anche fermamente che chi si mette a fare politica lo debba fare (quasi) esclusivamente con questo nobile intento.
Questa, sia detto en passant, è anche la ragione per cui ho sempre pensato che Berlusconi sia inadatto (unfit per riprendere una famosa copertina dell'Economist di qualche anno fa); e che questo non sia stato ancora capito dalla maggioranza dei miei concittadini mi preoccupa e sgomenta. Ma come si fa, a meno di non avere appunto degli interessi diretti e personali di sudditanza, a farsi convincere che Berlusconi faccia politica per gli altri, quando ha dimostrato e dimostra tuttora che pensa soltanto a se stesso?

*La penso esattamente come forma mentis

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