sabato 20 marzo 2010

La vera battaglia



Anch'io sono stato in piazza oggi pomeriggio. Piazza Paolo Uccello: del comune ove risiedo, la principale. Cinque minuti soltanto, il tempo di parcheggiare, di andare in edicola e prendere le Lettere a Lucilio di Seneca e poco più. C'era un gazebo surreale della Lega Nord: tre, quattro persone che se la ridevano e se la cantavano, coi manifesti dell'indiano e di Roma ladrona. Avrei voluto dir loro: ma non vi vergognate? Sono 8-9 anni che siete a Roma, al potere... ma come fate a comportarvi ancora come se foste all'opposizione? Ma poi ho lasciato perdere. De tranquillitate animi dentro di me


«[Il saggio] non deve camminare a tentoni, con passi incerti; è sì grande infatti la fede che egli ha in se stesso, che non esita ad andare incontro alla fortuna e non indietreggia mai di fronte ad essa. Né ha di che temerla, perché non soltanto gli schiavi e le proprietà e gli onori, ma anche il proprio corpo e gli occhi e le mani e qualsiasi cosa gli rende più cara la vita, e se stesso insomma, egli annovera fra i beni conquistati per grazia altrui e vive come ceduto in prestito a se stesso e pronto a restituirsi senza rammarico al creditore che ne facesse richiesta». [trad. E. Paratore].

Oh, ma quanto avrei volentieri respinto questi leghisti oltreconfine

2 commenti:

Luca T. ha detto...

Eppure, caro omonimo, a questa gente servirebbe un moto di ripulsa civile di un cittadino, non necessariamente schierato faziosamente, come loro istintivamente dedurrebbero. Una reazione pacata ma decisa, di chi può condividere lo slogan banale "tolleranza zero" solo per questa loro costante ipocrisia, per questo cinico sfruttamento dell'ignoranza, per questa pervicace de-semantizzazione delle parole (sono razzisti verbali loro, si difendono così: non fanno male a nessuno, tranne le sapide boutade orali!), indiffenrenti lle pietre che portano dentro!

Luca

Luca Massaro ha detto...

Grazie del tuo intervento. Pacatamente reagiremo.
:-)