mercoledì 20 gennaio 2010

Il becco puzza

Attraverso Vibrisse vengo a conoscenza di questo articolo.
Nel post relativo ho commentato queste parole. È un rimestare quanto da me già detto (non mi ricordo quando e mi fa fatica cercare). Ma mi piace tornare spesso sull'argomento, anche perché son cose che mi frullano perennemente in testa e che ogni volta cerco di riformulare.
Infine, mi piacerebbe che Malvino affilasse la sua tastiera per rispondere, meglio di me, alle tesi di
Jean-Robert Armogathe.

In un passo dell'articolo citato Armogathe scrive:
«[La Chiesa Cattolica]
è l’ultima figura sociale coerente nel mondo; dispone di un corpo dottrinale, di un catechismo, di una gerarchia visibile e identificata. Senza essere del mondo essa è purtuttavia nel mondo. Proprio per quello che essa è, il mondo la odia. Se fosse diversa, il mondo cercherebbe invano una vittima per giustificare il proprio malessere ed espiarlo».
Coerenza, dottrina, catechismo, gerarchia: tutte cose che “ritardano” colpevolmente la Parusia; la Chiesa è fin troppo ‘dentro’ il mondo e, forse, troppo poco odiata. Una chiesa che sacralizza la “vita” dal primo istante del concepimento fino, addirittura, a protrarne oltre misura il confine, è una chiesa pagana che “adora” la vita allo stesso modo di come veniva adorato il vitello d’oro. La vita è solo una breve parentesi dell’universo che si deve, necessariamente, perdere, come la perse, di sua spontanea volontà (cioè, senza opporsi) Gesù Cristo. Se il Figlio dell’Uomo ha mostrato la Via, questa è una Via dell’incoerenza, della perdita totale, dell’abbandono, della sconfitta. Più la Chiesa resiste e s’impone (e quanto, oh quanto s’impone!) più si discosta dalla Croce. La fortuna avuta nel perdere obtorto collo, nel corso dei secoli, potere statale effettivo e territorio in una benefica emorragia, è stata tristemente frenata dalla paura di perdere l'influenza politica (nonché economica) sul mondo e, soprattutto, sulla nostra penisola di pena (luogo dov’essa esercita bene il suo mestiere di zecca¹).
Perché mi si dica: qual è il fine ultimo della Chiesa se non il Ritorno del Cristo? Che altro? Il quieto vivere familiare, la ricchezza equamente condivisa, il progresso socio-economico, che cosa? Il Regno di Dio «non ha niente a che vedere con la sistemazione di una mandria di mucche in un pascolo eternamente verdeggiante»². La Chiesa ha perso ogni senso messianico essendosi legata troppo a questo mondo. Io fatico a credere che oggi Cristo possa essere riconosciuto soprattutto dai “credenti” osservanti, dottrinali. Cristo non può ritornare qui e ora perché la Chiesa impersona, di fatto, la figura del Grande Inquisitore dostoevskijano: Gesù è lì di fronte e non dice una parola, la Chiesa lo sa ma non lo rivela.
Infine (e mi scuso per la lunghezza): se René Girard “abitasse” l’Italia, fatico a credere che non sarebbe anticlericale.


¹Tesi malviniana
²René Girard, Il capro espiatorio, Adelphi, Milano 1987, pag. 297


P.S.
Io abito in campagna. Mio suocero ha messo su tre capre. Tre femmine. Per ragioni salutari delle stesse ha preso a pensione, per qualche settimana il maschio, detto becco, appunto. Le bouc émissaire che puzza profondamente di caprino. Ma è bello e simpatico. Domattina se c'è sempre gli fo una foto se non ci credete.

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